domenica 8 settembre 2013

1 film - 1000 emozioni #1



E già la locandina ci rapisce. Gli occhi, soprattutto, ce li schiaffeggia e ce li stritola, con quel suo richiamo soave a Van Gogh. Quel blu, quel giallo, quella miscela di colori perfetti ci stordiscono. Dopo una prima occhiata al cartellone abbiamo già deciso che andremo a vedere quel film.
Ci rechiamo a cinema, ci sediamo sulle poltrone ancora calde di qualcun'altro, poggiamo la bibita nel foro apposito, schiacciamo due o tre popcorn sotto le scarpe. Poi finalmente ci concentriamo. Parte il film.
Da qui in poi...entriamo in un mondo nuovo e sconosciuto, in una sorta di estasi o trance...
Se provassimo ora, solo per un momento, ad uscire dai nostri corpi e a guardarci dall'esterno, vedremo tanti occhi a palla e bocche spalancate, e mani aggrappate ai braccioli delle poltrone come se una strana forza ci stesse tirando, ed i capelli arruffati di chi sa provare forti emozioni, ed il busto in avanti, ed i piedi puntati per terra.
E poi... tutte quelle buffe espressioni di stupore, riso, dispiacere, comprensione...
Bene, ora possiamo tornare nei nostri corpi. Usciamo dal cinema, torniamo a casa, dormiamo.
La mattina dopo ci sentiamo strani, il caffè ci va di traverso e troviamo lo spazzolino da denti capovolto nel bicchiere... Ci chiediamo: cosa sarà successo? Poi riflettiamo, solleviamo la testa e lo specchio sul lavabo ci rimanda la nostra espressione sorridente. Sappiamo benissimo che la nostra testa è rimasta intrappolata nella magia di quel film, il nostro cuore sta ancora andando sull'altalena e le nostre mani sono ancora rivolte con i palmi verso l'alto,di notte,a Parigi, accogliendo al loro interno, la pioggia.
                                                                                                                           

Probabilmente avete capito, da quello che ho scritto "a caldo", che la pellicola mi è piaciuta da morire. Sto parlando di Midnight in Paris,un film di Woody Allen, con Owen Wilson, Adrien Brody (bravissimissimo), Kathy Bates, Carla Bruni, Marion Cotillard (una delle mie attrici preferite). 
Durata: 91 min circa. Distribuito da Warner Bros.
Il film è è stato proposto come film d'apertura del Festival di Cannes 2011, è uscito nelle sale francesi l'11 Maggio 2011, nelle sale americane il 20 Maggio 2011 ed in Italia il 2 Dicembre dello stesso anno.
Il film ha ricevuto 4 nomination ai premi Oscar 2012 tra cui miglior film e miglior regia, vincendo il premio per la migliore sceneggiatura originale. 



Io, ora, voglio/ DEVO partire dalle sequenze iniziali del film, che, per quanto mi riguarda, sarebbero capaci di trasportare e coinvolgere persino un ranocchio. L'incipit di un film è uno degli elementi che determinerà il giudizio finale dello spettatore, perchè è in quegli istanti che si gioca metà della riuscita della pellicola.
Dunque, nelle scene iniziali di Midnight in Paris, per circa 4min si alternano (si, le ho contate :| ) 60 immagini di Parigi, scorci e sguardi nell'anima di questa città magica.

N.B. Vi avverto, questo film rischia di farvi perdutamente innamorare di Parigi, se non lo siete già. Vi farà chiedere cosa ci fate ancora qui, e perchè non siete ancora a passeggiare sulle rive della Senna, a leggere un vecchio libro su una di quelle panchine, oppure semplicemente a girovagare per quei vicoletti.)

Torniamo a noi.
La città ci viene mostrata in tutte le sue sfumature, sfaccettature, forme e dimensioni. La vediamo al mattino, la sera, con il sole, annuvolata, con la pioggia (il regista si sofferma molto sulla pioggia, ed è un' immagine che si ripeterà nel film innumerevoli volte).
Tutto ciò ci viene mostrato con un sottofondo musicale (lo so, lo so, bellissimo è un aggettivo banale, ma è proprio così) bellissimo!
Il brano, durante il quale potete udire incessante il fruscio di un vecchio vinile (si, in questo momento ho gli occhi a cuoricino), è del sassofonista e compositore statunitense di musica jazz, Sidney Bechet.
Eccolo qui:


E' veramente da brividi, lo so.
Sotto tutta questa bellezza c'è lo zampino del premio oscar per la miglior sceneggiatura, Woody Allen.
Si tratta di uno dei più stimati, apprezzati, osannati artisti d'oltreoceano. Dico artista, e lo sottolineo. Dopotutto sarebbe assolutamente riduttivo costringerlo in un'etichetta quale : regista, sceneggiatore, scrittore, commediografo. 
Lo chiamerò semplicemente artista, appellativo adatto, a mio parere, ad ogni uomo con un briciolo di genialità.
E Woody Allen di genialità ne ha ben piu' di un briciolo.
IL suo stile è inconfondibile. Riesce a miscelare, in un'atmosfera rilassata, i drammi della psiche umana (in questo caso, vedremo, l'attaccamento morboso al passato in una sorta di nostalgia patologica) e le banalità della vita quotidiana. Delle banalità, però, che attraverso il suo sguardo, ci appaiono sorprendenti.
La sua sottile ironia cinica pervade ogni sequenza. Allen prende in giro le debolezze umane ma ne sa esaltare splendidamente le virtù.

Ma veniamo alla trama:

Il film narra la vicenda di Gil, uno sceneggiatore di Hollywood in vacanza a Parigi con la futura moglie. Con la passione per la scrittura di romanzi, e frustrato per il suo attuale lavoro, Gil è un inguaribile nostalgico.Di notte, mentre passeggia per le strade di Parigi, si ritroverà coinvolto in una deliziosa avventura popolata da tutti i personaggi (letterati ed artisti) della Parigi degli anni 20. Gil dunque vive il suo sogno, ma è davvero quello che vuole?

Mi costringerò a non rivelarvi altro della trama perchè DOVETE (si, è una minaccia) vedere questo film!
Io vi posso solo dire, che mi ha ipnotizzata la prima, la seconda, la terza e la quarta volta che l'ho visto.


Cosa dire del Cast?? Penso che sia il mio Cast ideale (ci sono alcuni tra i miei attori preferiti).







Una bellissima e , per quanto mi riguarda,bravissima Marion Cotillard, perfetta nell'interpretazione di una femme fatale degli anni 20 parigini. 

Uno straordinario Owen Wilson, con le sue "mille e una" espressioni. In questo film si supera!

Non posso poi non citare Kathy Bates (premio oscar in Misery non deve morire) nel ruolo di  Gertrude Stein.

 E poi la strepitosa (anche se in un ruolo      secondario) Alison Pill con accanto Tom    Hiddleston nei ruoli di Zelda e Scott Fitzgerald.
   
Vi segnalo anche il versatile e talentuoso    Adrien Brody nel ruolo di Salvator Dalì.
                               

Come al solito i temi trattati da Allen sono molto intensi e particolari. La debolezza umana che vuole mettere in luce in questa pellicola è la nostalgia come negazione del presente, di un presente insoddisfacente, che procura infelicità. Dunque la voglia, anche se magari inconscia, di pensare che in un'altra epoca si sarebbe vissuta una vita migliore. 
Il pensare erroneamente che il proprio posto non sia quello che si occupa, bensì un altro, che ci è stato negato dal destino. La convinzione dunque che l'epoca precedente a quella che si sta vivendo sia stata migliore sotto tutti i punti di vista.
Nel film, questa viene chiamata : "sindrome EPOCA D'ORO".

Tutti siamo un po' nostalgici, di qualcosa che abbiamo vissuto in passato (per esempio un gioco che facevamo da bambini e che ora non esiste più) oppure di qualcosa che non abbiamo vissuto ( ad esempio un modello di vestito che indossavano le nostre nonne). E non credo che la nostalgia allontani sempre dal presente. Certo è un modo come un altro per esprimere qualche insoddisfazione, ma se viene vissuta con lucidità e con moderazione (come tutto) la nostalgia può essere come sognare, come inventare una storia, come fantasticare. E si sa, sognare un po' non ha mai fatto male a nessuno.

Voto al film :  8

Io penso di aver detto tutto. La rubrica 1 film - 1000 emozioni di questa settimana si chiude qui. Vi invito a guardare questo film e se vi va ad esprimere nei commenti le vostre opinioni e considerazioni. Vi auguro buona visione. Vi lascio con un brano molto molto bello della meravigliosa colonna sonora.





Alla prossima!                                                                                                                 Federica


Il post è stato scritto interamente da me, pertanto tutti i diritti sono riservati. I testi non sono riproducibili in nessun caso.

1 commento:

  1. Capolavoro di Woody. Dopo aver guardato il film spegni la tv e vorresti scappare a Parigi . Film romantico e nostalgico che secondo me poteva essere girato solo a Parigi. Le musiche lasciano a bocca aperta. Bellissimo il ruolo di Zelda e Dalì

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