giovedì 5 settembre 2013

1 libro, 1000 emozioni #1 - Recensione de 'Il grande Gatsby' di Francis Scott Fitzgerald

                                              
"L’amore è una luce verde nei miei occhi
Ed il mio amante è nei miei pensieri
Ed io canterò dal
pianoforte
Strapperò il mio abito giallo
Piangendo, piangendo, piangendo
sul mio amore per te"
da "Over the love" - Florence+The machine 





Consiglio l'ascolto di questo brano (colonna sonora del film) ad occhi chiusi,oppure al buio, e lo consiglio anche durante tutta la lettura del romanzo di cui sto per parlarvi , e magari anche durante la lettura della mia umile opinione.
                                                                                                 
Ho letto questo libro piangendo innumerevoli volte, emozionandomi.
Non riesco tutt'ora, se ci ripenso, a liberarmi di quello strato di nostalgia che mi ha lasciato addosso.
Si tratta di una storia profonda e dura. Una storia che ti entra nell'anima. Gatsby diventa reale dinanzi ai tuoi occhi e ti senti partecipe del suo amore, del suo sogno. 
Fitzgerald con la sua prosa infinitamente bella, delicata, leggera e sopraffina, lascia senza fiato in svariati momenti.

"Era il tipo di voce che l'orecchio segue su e giù, come se ogni discorso fosse un arrangiamento di note che non verrà mai più suonato. Aveva un viso triste e bello, con dentro cose luminose, occhi luminose e una luminosa bocca appassionata (...)"


Questa è una delle descrizioni che Fitzgerald fa di Daisy per permetterci di conoscerla. Ma tutto, in questo romanzo, rimane nell'indefinitezza, tutti i sentimenti reali e immaginari che siano. Tutto sembra evanescente, ed è anche il motivo per cui "Il grande Gatsby" venne criticato molto all'inizio, ed il motivo per cui questo libro non piace a tutti. O lo si odia, oppure lo si ama. IO lo amo, non ci sono dubbi.

Le atmosfere, anch'esse, sono inconsistenti ma indimenticabili. Molti dei dialoghi, memorabili. I sentimenti che evaporano dalle pagine sono la tristezza, l'inadeguatezza, l'amore,l'ipocrisia, ma soprattutto la speranza. La speranza è il dono più grande che Gatsby possiede e riempie di luce le pagine fin troppo cupe di questo splendido romanzo.
Ma prima di addentrarci ancora di più parliamo brevemente del personaggio così affascinate che è l'autore di questo capolavoro.
Francis Scott Fitzgerald (Saint Paul, 1896 - Hollywood, 1940), autore di racconti e romanzi, ha scritto alcune delle pagine più intense e perfette della prosa statunitense e ha reso in termini poetici il senso dell'esperienza americana, cogliendone l'oscura dimensione romantica. Il padre era un gentiluomo del Sud di scarsa fortuna economica, la madre di ascendenza cattolica e irlandese, figlia di un ricco commerciante. Grazie al nonno materno studiò alla Newman School (New Jersey) e poi a Princeton. Nel 1918 lasciò gli studi per arruolarsi nell'esercito. Incontrò a Montgomery Zelda Sayre, che divenne modello di tutte le 'ragazze dorate' dei suoi racconti, e che sposò appena raggiunse i primi successi letterari. Fitzgerald divenne famoso e ricco, visse tra Europa, dove conobbe gli espatriati americani (Stein, Hemingway, Dos Passos), e America, in piena "età del jazz". Nel 1921 nacque la figlia Scottie, iniziarono le difficoltà finanziarie ed emotive di Fitzgerald e i sintomi della malattia mentale di Zelda. Dimenticato, alcoolizzato, Fitzgerald tentò disperatamente di trovare un lavoro a Hollywood come sceneggiatore. Oltre ai numerosi racconti, lo scrittore è celebre per i suoi romanzi 'Questa parte di paradiso' (This side of paradise, 1920), 'Belli e dannati' (The beautiful and damned, 1922), 'Il grande Gatsby' (The great Gatsby, 1925), 'Tenera è la notte' (Tender is the night, 1934) e l'incompiuto 'Gli ultimi fuochi' (The last tycoon, 1941).

Se gli anni Venti oltreoceano rimandano immediatamente la mente a feste sfrenate, a coppie che ballano il jazz e smaliziate ragazze con i capelli alla maschietta, allora dobbiamo sicuramente ringraziare Fitzgerald.
Questa che vedete a destra è Zelda Fitzgerald, sua moglie, amante, compagna di vita e di sregolatezze. Probabilmente hanno formato la coppia più famosa degli anni venti, i così detti anni ruggenti, gli anni del jazz e delle ricchissime e lussuose feste nei palazzi, gli anni della cultura, della musica e della letteratura. Gli anni del grande sogno americano.
Un sogno di ricchezza, fama e bellezza... che verrà sempre e comunque infranto... sia per Fitzgerald che per i suoi amati personaggi.
La sua Zelda era un personaggio molto controverso, considerata da tutti pazza e poi rivelatasi realmente tale, girò diversi manicomi e morì in uno di essi nel 1948, a causa di un incendio.
La loro leggenda è molto affascinante e sicuramente approfondirò con dei saggi l'argomento.
Torniamo al libro, e riveliamo subito qualche accenno della trama:
Ricchissimo, potente, invidiato, Jay Gatsby è il re senza corona di West Egg. Nella sua villa sfarzosa lungo l'Hudson, a Long Island, è lo sfuggente anfitrione di una corte fastosa e stravagante, che nutre di lussuosi ricevimenti. Ambizioso e determinato, ha saputo conquistarsi con mezzi leciti e illeciti prestigio, denaro e rispettabilità. Ma non è felice: dal mistero del suo passato emerge a tratti il ricordo di un grande amore giovanile. Gatsby insegue disperatamente il sogno di ritrovare Daisy, di far rivivere il legame con la donna che lo ha respinto, povero e senza prospettive, per sposare il rampollo di una delle più grandi famiglie americane. Dovrà mettere in gioco tutto il peso del suo fascino e del suo potere, ma servirà solo a dare vita a una dolce follia destinata a finire in tragedia. "Il grande Gatsby" è il ritratto di un personaggio romantico e inquieto, che sacrifica la vita al sogno, un sogno a sua volta soffocato dalla ferocia di una società tanto brillante quanto insoddisfatta e spietata. Ma è anche l'affresco scintillante di un'epoca in cui il mondo dei contrabbandieri di alcolici si mescolava allegramente con quello dei banchieri, delle feste sfrenate, del charleston: quei "ruggenti anni Venti" nei quali, come scrisse il "New York Times", "la bevanda nazionale era il gin e l'ossessione nazionale il sesso".

Queste sono le parole che associo a questo libro: 
Solitudine, Speranza, Amore, Passato, Sogni.

"Gatsby disse "In fondo al pontile hai sempre una luce verde accesa tutta la notte". Tutto a un tratto Daisy lo prese a braccetto, ma lui sembrava assorto in quello che aveva appena detto. Forse si era reso conto che il colossale significato di quella luce adesso era svanito per sempre (...) Adesso era solo una luce verde su un pontile. Il conteggio degli oggetti incantati era diminuito di uno."

La Solitudine è quella di Gatsby, ma anche di tutti gli altri personaggi che popolano il romanzo. Vivono in una solitudine collettiva... una folla che riempie gli occhi ma non il cuore...riempie le mani ma non l'anima.
La Speranza del protagonista, che non cessa mai e diventa una delle sue più grandi virtù. Provoca un senso di pena e smarrimento nel lettore... e di stupore in Nick.
L'amore, che non è affatto la storia d'amore convenzionale ed appassionata. E' una storia onirica e mentale, una storia che vive e rivive il passato ma non riesce a costruirsi nel presente.
Il passato è come uno spettro, in questo romanzo, che aleggia in ogni scena, parola, atto compiuto da Gatsby.

Si tratta di un testo che regala innumerevoli spunti di riflessione sulla vita, sulle nostre scelte, sull'amicizia e sull'amore vero.


"Gatsby credeva nella luce verde, nel futuro orgastico che anno dopo anno si ritira davanti a noi. Allora ci è sfuggito, ma non importa; domani correremo più forte, allungheremo le braccia ancora di più... E un bel mattino... 
         Così navighiamo di bolina, barche contro la corrente, riportati senza posa nel passato."


Il romanzo entra a far parte sicuramente dei miei 10 libri preferiti.
Ci sarebbero altre mille cose da dire ma ovviamente ci vorrebbero 3 o 4 post (un libro forse) per parlare approfonditamente di questo testo.
Mi fermerò qui e lascerò a voi la scoperta di altre mille bellezze.

Segnalo per gli appassionati (come ora sono diventata anche io) la pubblicazione di una speciale edizione de "Il grande Gatsby" con la copertina originale del 1925, da parte della Mattioli 1885:

Spettacolare ed emozionante, secondo me, anche il film di Baz Luhrmann uscito il 6 Maggio 2013, con un sublime Leonardo Di Caprio (secondo me in questo film si supera) ed un' incantevole Carey Mulligan. Vi linko la scheda del film (bellissimoooo! e con una straordinaria colonna sonora).

Ora sto cercando di procurarmi anche la trasposizione cinematografica del 1974 con Robert Redford per poter fare un confronto.
http://www.inmondadori.it/Il-grande-Gatsby-DVD-Jack-Clayton/eai801077320281/

Invidio chi ancora deve leggere questo piccolo scrigno di emozioni.

Vi auguro buona vita e buone letture! Alla prossima!

                                                                                                                      Federica

2 commenti:

  1. Bellissima recensione!!!IAnche io AMO Il grande Gatsby!!!! *.*

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  2. Allora siamo in due!! Credo che presto lo rileggerò, ogni tanto ne sento proprio la necessità!!

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