sabato 12 ottobre 2013

1 film - 1000 emozioni #4

      " ... abbiamo salito i gradini fino alla meraviglia."


La meraviglia invade questo film e tutti quelli che lo guardano.  Le immagini, che sono il principale mezzo mediante il quale il regista comunica, sono poetiche e bellissime e suscitano stupore e coinvolgimento...fino alla meraviglia. Il silenzio che regna, nella pellicola, e nella sala cinematografica è segno che qualcosa è successo, siamo stati colpiti, trafitti dalla forza espressiva ed emozionale di questo film.

Parlo di To the wonder di Terrence Malick, con Ben Affleck ,Olga Kurylenko, Rachel McAdams e Javier Bardem. La pellicola è uscita nelle sale italiane il 4 Luglio 2013 (ma quali sale?).
La fotografia è stata affidata a Emmanuel Lubezki, a cui va un particolare ringraziamento per la bellezza che è riuscito ad imprimere sullo schermo.










E' una storia d'amore.
Si, lo so, è banale. Ma io non me la sento di fare troppi giri di parole per arrivare ad esprimere un concetto così semplice. Parliamo d'amore, in questo film. Malick vuole indagare la cosa che avvicina di più l'umanità al divino, allo spirituale. L'amore è l'unico sentimento che può nutrire la nostra anima, davvero.
L'amore, visto come riempimento e svuotamento, come panico, dolore, gioia irraggiungibile, corse e abbracci, risate e balli, canzoni, pianti e lacrime, ricerca infinita di qualcosa che non si può ottenere.
E con molte immagini, liriche e appassionate, questo film ci prende per mano, e lentamente, molto lentamente, ci conduce alla scoperta delle bellezze e dei rischi di chi sceglie di amare davvero. Con tutto il corpo e con tutta l'anima.
Ma come spesso viene sottolineato nel film dal parroco magistralmente interpretato da Javier Bardem :

"L'amore non è una scelta, è un dovere. Dovete amare, che vi piaccia o no."


Marina e Neil sono una coppia felice e passionale. Vivono a Parigi e decidono di trasferirsi negli Stati Uniti. Qui cominciano a sorgere i primi problemi nella loro coppia. Marina incontrerà un prete che ha perso la sua vocazione e Neil rivedrà una vecchia amica d'infanzia.

                               "Se tu mi ami non ho bisogno di niente altro"(Marina)

La passione che lega i due protagonisti nelle prime scene del film è splendida e unica, e quando comincia ad affievolirsi noi ce ne accorgiamo da piccoli gesti e sguardi mancati. La tragica dissolvenza di una passione così grande è espressa attraverso una mano che sfiora e non viene sfiorata, un urlo nella gola che non viene tirato fuori, una voglia non soddisfatta.
                               " Scrivo sull'acqua ciò che non oso dire."(Marina)
"C'è sempre qualcosa di invisibile che sento così intensamente... che ci lega con tanta forza. Amo questo sentimento, anche se a volte mi fa piangere" (Marina)

























E quando l'allontanamento ha inizio, i cuori bruciano.


Nel gioco così complesso di evidenziare l'essenza dell'amore, umano ma anche divino, il marchio di Malick è inconfondibile. La sua poeticità ed il suo condire tutto di solenne importanza... Ma come dargli torto? L'amore è qualcosa di solenne, qualcosa che segue le debolezze umane ma che aspira più in alto,verso l'infinito. L'amore non si accontenta e fugge dalle soggettività che incontra. L'amore è oggettivo.
             "L'amore ci rende uno. Due... Uno. Io in te. Tu in me." (Marina)
I corpi sono i protagonisti di questo cammino, che il film ci fa intraprendere... i corpi nel loro movimento continuo, nella loro ricerca della felicità, nel loro contatto col mondo,ma allo stesso tempo, nella loro staticità, immobilità di fronte alle scelte e alle trasformazioni che non si vogliono accettare.  I corpi nella loro continua danza con la natura, nel loro soffermarsi in un punto del mondo per arricchirlo con qualcosa di sè.
Questi visi e questi corpi ci vengono mostrati in continuazione, da vicino, da lontano, nei loro dettagli e nella loro speciale complessità. La luce che li accompagna, che li sfiora e che li tocca, nei vari momenti del film, li rende belli e distrutti, avvinghiati alla paura dell'abbandono o della sofferenza, speranzosi di trovare qualcosa di più grande.
Ecco perchè Malick non si riferisce solo all'amore come sentimento che nasce tra due soggettività, bensì come a qualcosa di più alto..
" Cos'è quest'amore che ci ama? Che viene dal nulla, da ogni luogo. Il cielo. Tu, nuvola. Anche tu mi ami. " (Marina)
Durante tutto il film ci accompagnano due voci fuori campo, che noi sentiamo nelle rispettive lingue originali (lei in francese, lui in spagnolo) ma che leggiamo nei discretissimi sottotitoli  in italiano.
La prima è la voce di Marina, nel suo incessante canto all'amore, la seconda è del parroco, nella sua disperata ricerca della fede perduta.





Questa struttura particolarissima del film lo rende molto originale e non da tutti apprezzabile. Perchè in questo film vanno ascoltati i silenzi, osservati i volti, le espressioni che mutano, vanno vissuti gli abbracci. Non riuscirei mai a trasmettervi tramite una recensione scritta le emozioni che si provano guardando la pellicola.  E' delicata ma riesce ad esprimere qualcosa di potente, di forte e di penetrante. Qualcosa che invade anche la tua, di vita. Anche il tuo, di amore.
E' molto facile,infatti, immedesimarsi, se almeno una volta nella vita abbiamo amato, nei protagonisti, nella loro incondizionata gioia di esistere l'uno per l'altro e nella loro disperata sofferenza per il fatto che due cuori non si appartengono mai del tutto.

Elemento costante è la solitudine , la bellissima solitudine dell'amore. Si, perchè si è soli, anche se sembra di essere in due, si è soli in amore. E la vuotezza della casa e degli ambienti che li circondano lo dimostra. Le loro vorticose menti ed i loro tormentati pensieri vivono in una solitudine perpetua. Nessuno può aiutarti in amore, nessuno può dirti cosa fare.
L'amore si vive, si fa. Si costruisce, con il bene e con il male. Un mattine di bene, uno di male, due di disperazione, uno di risate, due di schiaffi, uno di carezze, due di corpi che si attirano, due di anime che si respingono.
Perchè l'amore è anche odio. Odio purissimo. Amore purissimo.

L'amore è un combattimento, una lotta. Le sfaccettature mescolate di un unico sentimento si scontrano e si respingono, ma non possono esistere separate.
"Scopro due donne dentro di me. Una piena d'amore per te. L'altra mi tira verso la terra"
Dunque, avanziamo insieme a due amori in crisi, paralleli e distinti, quello di Marina e Neil, e quello del prete con Dio. Due amori che tendono verso l'irraggiungibile. E' questa tensione, che trasmette il film, un continuo alzare le mani per appendersi al cielo, o un continuo abbassarle per tuffarsi nel mare, o un continuo stenderle davanti a se per abbracciarsi. Un continuo abbraccio.

Cos'è quindi questo film?
E' una poetica riflessione sulle fragilità dell'amore umano. Ed una lirica espressione dell'amore divino verso l'uomo.



" Dovete amare, che vi piaccia o no. Le emozioni vanno e vengono come nuvole. L'amore non è solo un sentimento, l'amore dovete dimostrarlo. Amare significa correre il rischio del fallimento, il rischio del tradimento. Voi pensate che il vostro amore sia morto, forse è in attesa di essere trasformato in qualcosa di più alto. Risvegliate la divina presenza che dorme in ogni uomo e in ogni donna. Conoscetevi l'un l'altro in quell'amore che non cambia mai."

VOTO: 9+

Vi lascio il trailer:



Buona vita e buona visione.
Alla prossima!
                                                                                                                                              Federica

Il post è stato scritto interamente da me, pertanto tutti i diritti sono riservati. I testi non sono riproducibili in nessun caso.

2 commenti:

  1. Complimenti per il blog ^^ Proprio carino :) Se vuoi curiosa anche da me, a presto!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il tuo blog lo conosco già e lo seguo spesso :)
      Grazie per la visita e passa quando vuoi!!

      Elimina

Ciao, lascia pure un segno del tuo passaggio... mi farai felice :)