sabato 5 ottobre 2013

1 film - 1000 emozioni #3


"Erano indubbiamente anni felici, peccato che nessuno se ne fosse accorto."


Sono andata al cinema a vedere il nuovo film di Daniele Lucchetti, intitolato Anni Felici e interpretato da Kim Rossi Stuart, Micaela Ramazzotti e Martina Gedeck.
E' proprio il regista, se vogliamo, ad essere protagonista, invisibile agli occhi ma visibile nelle emozioni, di questa storia. Infatti pare che Lucchetti abbia voluto narrare le peripezie dei suoi genitori, facendo un giro attraverso la sua infanzia.

Siamo negli anni 70 (rappresentati con dei classici come la cinepresa Kodak, le magliette a righe, il movimento femminista in piena espressione) e, precisamente nell'estate del 1974. Puntiamo gli occhi su una piccola famiglia romana, composta da Guido, artista senz'arte (almeno fino ad un certo punto) che sfoga la sua insoddisfazione portandosi a letto tutte le modelle che ospita nel suo studio e Serena, la moglie borghese figlia di commercianti, gelosissima del marito e pronta a perdonarlo. Poi ci sono i due figli, Paolo il piccolino, simpaticissimo e arguto, e Dario, ragazzino molto intelligente ed attento alle dinamiche che lo circondano. Dario sfoga la sua vena artistica con una cinepresa, con la quale riprende il mondo, la realtà, la sua famiglia.
I due figli sono presenti in quasi tutte le scene (che siano litigate, dialoghi importanti ed anche poco adatti alle orecchie di un bambino). E questa loro onnipresenza colpisce. Si ritrovano a far parte del tornado dei cambiamenti che investe la famiglia, senza poter fare nulla. Ed è Dario che cercherà di esprimere la sua infelicità, compiendo alcuni gesti cruciali nel film.




Il tutto è farcito della buona interpretazione di Kim Rossi Stuart, che non appare mai banale nell'impersonare Guido, uomo legato alla moglie ed ai figli, ma che con l'andare contro corrente (tradendo, per esempio, la moglie in modo libero, come se fosse "una grattata di naso") vuole soltanto scappare dalla paura di essere se stesso. La parola convenzionale, ritornerà spesso nel film, forse a sottolineare il ribaltamento di situazione che si verificherà. Sarà Serena infatti ad andare totalmente fuori dalle convenzioni, a sperimentare l'amore libero, e a lasciarsi andare, stanca di sopportare la fuga del marito dalla loro famiglia e coppia "convenzionale". Sarà lei ad essere anticonformista e a spingere il marito a riflettere sul fatto che non bisogna a tutti i costi tentare di essere qualcuno che non si è. Guido capirà che il suo cercare senza sosta di correre contro le convenzioni, è in realtà correre contro se stesso, per cercare inconsciamente di farsi apprezzare da una madre che non ha fatto altro che sminuirlo tutta la vita.
E' un uomo in lotta, Guido e la gabbia che si è costruito attorno per tutta la vita, e che inevitabilmente riversa nella sua arte, è un' anticonformismo studiato e costretto e non esprime affatto la sua vera natura. Sarà tornando a se stesso, che ritroverà l'arte. E l'amore. E la felicità.
E' nella sua opera d'arte finale che è contenuto il cuore della felicità. E' nella foga con cui la costruisce, è nella verità che finalmente esprime. E' nella spinta che Guido sente, che gli sfrega l'anima e lo fa reagire, quella spinta che è l'assenza di Serena.




Ottima l'interpretazione di Micaela Ramazzotti, che riesce ad essere vera e viva. Il suo personaggio, una donna legata ad un rapporto senza condivisione, è emozionato ed emozionante.  Perchè è la donna che cerca, andando contro tutti i suoi principi e le sue convinzioni ( "Gli hai dato due figli, vincerai sempre tu sulle altre"), di trovare un equilibrio in se stessa, anche sconvolgendo gli equilibri fino ad ora creati, come quello della sua famiglia.
Ed è lei, la svolta cruciale della storia, che rende tutto relativo, che ci fa vedere tutto come realmente è. Guido si rivela geloso, attaccato alle convenzioni (ad esempio dell'amore) e lei si rivela capace di andare incontro ad imprevisti e novità. Si rivela una donna libera. E capace di "liberare" l'uomo che ama.
Micaela ha detto in un'intervista, parlando del personaggio che ha interpretato:
“Serena è una donna dura, per niente leziosa: un’anima ferita, e anche una un po’ matta. Vive il rapporto con Guido come farebbe una bambina: senza ironia, prima ci litiga e poi ci fa l’amore, e ogni volta è come se fosse l’ultima”.Con i capelli corti ed una forza inaspettata Serena regala slancio al film, con il suo coraggio sincero e la sua tensione vibrante.


Amore e libertà possono convivere? Chi ama, desidera la libertà? E soprattutto, chi cerca libertà, la cerca da cosa, da chi? da qualcun'altro e da se stesso?
Un film, a mio parere, riuscito. Profondo e toccante in molte scene, leggero al punto giusto (ma mai del tutto leggero) in altre. La storia di questa famiglia sconvolta dai suoi stessi componenti, mi ha appassionata al punto da farmi commuovere.
Mi ha fatto riflettere sui ruoli che interpretiamo nella vita, senza capire, senza studiare a fondo come siamo fatti, o per quale motivo cerchiamo sempre di essere qualcuno che non siamo.
Anche la figura di Dario, il figlio più grande, mi ha colpita. Lui, spettatore senza parola della distruzione della sua famiglia, e dell'amore spezzato di sua madre e suo padre, che continueranno ad amarsi per sempre.
Dario che riprende, cercando di farsi notare, cercando di urlare ai genitori che esiste. Cercando di salvare quelle cose buone. le cose felici che la sua famiglia è riuscito a regalargli.
Gli anni felici sfumano in un ricordo, e Lucchetti lo rivive regalando emozioni e brividi allo spettatore. Egli stesso dice: "I fatti sono in parte frutto di fantasia, i sentimenti sono invece totalmente autentici. È stato difficile tenere assieme affetto e crudeltà verso personaggi frutto di invenzione, ma ispirati ai miei genitori. Essere padre di questi personaggi e allo stesso tempo loro figlio, mi ha messo in una condizione psicologica singolare".


Sulle note di...
Per quanto riguarda la colonna sonora, c'è questa cover di Diodato di Amore che vieni, amore che vai di Fabrizio De Andrè.
Io vi lascio entrambe le versioni ( pezzo bellissimo per il testo ed il significato!)

L'amore fugge, ma ritorna sempre.






Consigliato.
Voto: 8

Qui vi lascio il trailer:


Cliccate qui per una scheda dettagliata del film.

Vi auguro buona vita e buona visione!
Alla prossima!
                                                                                                                                                Federica

1 commento:

  1. stupendo film , speciale angoscioso perché si vede una famiglia che piano piano va in frantumi e in parte questa crisi riflette sui figli. Stupenda l' interpretazione di Micaela ramazzotti , bravo pure kim rossi stuart . belle foto , molto significativi i videoclip , belle entrambe le versioni delle canzoni

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