martedì 1 ottobre 2013

1 libro - 1000 emozioni #4

Ti prendo e ti porto via di Niccolò Ammaniti



Ma dove vai? Ma dove vai? Tanto oramai sei mia! Faccio così... passo di lì, ti prendo e ti porto via!
Vasco Rossi ha dichiarato di essersi ispirato al romanzo di Ammaniti per scrivere questo brano, una canzone grintosa, spiritosa, tenera ma decisa.
Proprio come questo libro che risulta essere l'unione di poli contrastanti : una storia cruda ma allo stesso tempo dolce dove riescono a convivere Amore e Odio, Passione sfrenata e Depressione, Vita e Morte, Rabbia, Risentimento, Senso di colpa, Espiazione.

Si tratta del secondo libro che leggo di questo autore (Ho letto Io e te), e devo dire che le aspettative che avevo sono state completamente soddisfatte.

Ho personalmente definito questo romanzo uno squarcio di vita.
Così come un pittore riporta un pezzo di universo sulla sua tela, così lo scrittore ha racchiuso in queste pagine, in maniera sublime, un'angolo della vita, del mondo. Di quella che è l'essenza, la sostanza pura della vita.
E così come la vita è un tripudio di di emozioni e sensazioni, un arcobaleno di situazioni e sentimenti, così questo libro raccoglie una miriade di sapori differenti.
Lo stringo tra le mani, appena terminata la lettura, e mi sembra di possedere un prezioso contenitore, che si potrebbe spalancare da un momento all'altro, lasciandomi a mani vuote.


Di che cosa parla questo libro?
Ebbene. Parla di Pietro, ragazzino timido, riservato, impaurito dalla vita (almeno all'inizio). La storia lo trascinerà lungo un percorso di formazione e crescita, di scoperte e sofferenze. In realtà Pietro è una bomba pronta ad esplodere, un animo ferito, un cuore rassegnato (per chi l'ha letto segnalo la scena del pestaggio, e della sua reazione). Pietro non ha una famiglia, anzi, ce l'ha, ma è distrutta dall'ignoranza, dalla violenza e dal dolore. Ma...
Dimmi una cosa, ma chi è che ti ha fatto così educato?
I miei genitori.                             
                                                     da pagina 386 del romanzo


Poi parla di Gloria, amica di Pietro. Parla di Graziano, odioso uomo senza forza nè serietà (anche lui avrà i suoi momenti di gloria); e parla di Flora, personaggio dalla psiche molto complessa, una donna che in seguito ad un forte trauma adolescenziale non riesce ad avere una relazione sentimentale, o meglio, non riesce ad avvicinarsi ad un uomo.

Parla di persone (tantissime persone), di storie d'amore (2) e di storie di dolore (tante).


I temi toccati sono veramente infiniti, poichè nel romanzo, così come nella vita, gli avvenimenti si susseguono senza tregua, e le storie si intrecciano e si annodano tra loro, senza riuscire mai più a staccarsi.



I personaggi crescono, decrescono e crescono ancora, formando delle figure che ti si scolpiscono nella mente. Indimenticabili.

Uno dei temi che ricorre, è il prendersi le proprie responsabilità, l' agire e non soccombere.
Il tema della colpa, e del senso di colpa ( per quanto riguarda questo vi trascrivo un brano dal "racconto nel romanzo" LA LAVATRICE):

La colpa a casa sua piombava giù come un meteorite. Alle volte, spesso, ti cadeva addosso, alle volte, per culo, riuscivi a schivarla. Una lotteria, insomma. E dipendeva tutto da come giravano i coglioni a papà.
Altra tematica ricorrente è quella di una gioventù problematica, afflitta da mali come il bullismo, una scuola lassista e disinteressata al destino dei propri allievi. Il tema della povertà, di Pietro, in contrasto con la ricchezza annoiata di Gloria. Il tema dell'  alcolismo, della violenza, delle illusioni d'amore, della dignità umana, dell'arretratezza della mentalità di paese.

Potrei continuare per ore ad elencarvi tutti i punti che Ammaniti sfiora, racconta, tocca, e abbraccia nel suo libro. Ma mi fermerò qui. Questo romanzo è tutto un' immensa sorpresa, un mosaico di bellezze, composto da micropezzettini di vita, di esistenza. Il bello è che tutti questi micropezzetti assalgono il lettore lasciandolo senza fiato, e nemmeno uno di questi viene dimenticato.

Ma veniamo all'autore, e soprattutto al suo inconfondibile stile...

Chi è Ammaniti?
Nasce a Roma nel 1966. Il suo primo romanzo è intitolato "Branchie", è stato pubblicato nel 1994 e da questo è stato tratto un film omonimo con Gianluca Grignani, diretto da Francesco Ranieri Martinotti. Nel 1995 pubblica insieme al padre Massimo, psichiatra, un saggio intitolato "Nel nome del figlio". Nel 1996 pubblica "Fango", una raccolta di racconti, tra cui anche "L'ultimo capodanno dell'umanità", dal quale è stato tratto il film di Marco Risi "L'ultimo capodanno".
Nello stesso anno partecipa all'antologia Gioventù Cannibale curata da Daniele Brolli, e così diventa uno dei rappresentanti del "cannibalismo letterario", un fenomeno sviluppatosi in italia e che comprende letteratura definita PULP, CRUDA E REALISTICA.
Nel 1999 esce Ti prendo e ti porto via, due anni dopo pubblica Io non ho paura, dal quale Gabriele Salvadores ha tratto un film omonimo. Nel 2006 esce Come Dio Comanda, romanzo con cui nel 2007 si aggiudica il PREMIO STREGA. Il romanzo viene nuovamente trasposto in un film dal regista Salvadores. nel 2009 pubblica il romanzo Che la festa cominci , nel 2010 il romanzo breve Io e te, e nel 2012 la raccolta di racconti Il momento è delicato.



"Come sarebbe bello spingere un bottone e ripulirsi il cervello. Levarsi dalla testa quelle labbra morbide, quelle caviglie sottili, quegli occhi perfidi e ammaliatori. Un bel lavaggio del cervello. Se Erica fosse nel cervello.Ma non è là."



"Perché la più bella del reame, la corteggiatissima Gloria, la disperazione dei ragazzi ischianesi, quella che nella classifica della supergnocca, incisa sulla porta del bagno dei maschi, non era mai scesa sotto la terza posizione, era la migliore amica del nostro Pietro, del perdente nato, dell'ultimo della fila, dello scricciolo senza amici?"


"..perchè nella vita le cose passano sempre, come in un fiume. Anche le più difficili che ti sembra impossibile superare le superi, e in un attimo te le trovi dietro le spalle e devi andare avanti.
Ti aspettano cose nuove."

Questi solo alcuni dei passi più belli e particolari del libro. Ammaniti seduce con il suo gioco di scrittura, con uno stile ruvido ma attento ai dettagli dell'animo umano. Bellissimo e sorprendente è il modo in cui ci presenta i personaggi, come li introduce nella storia catapultandoli nelle pagine attraverso diversi escamotage.
A raccontarci tutto è un narratore tutt'altro che onnisciente, vive la storia insieme a noi e spesso si intromette, esprimendo giudizi.  Interrompe il flusso della narrazione e immette dei piccoli racconti (delle storie nella storia) che non solo descrivono la vita di un personaggio in particolare, o ce lo introducono, ma ampliano il senso della storia stessa.

Se dovessi dare un giudizio finale e complessivo del libro direi: inebriante, coinvolgente e profondo. A tratti divertente, a tratti doloroso e commovente. Un libro che è tutto insieme, tutta la verità.
Consigliatissimo.

VOTO:  9

Da leggere quando?
Nelle mattine d'estate, dopo una corsa in spiaggia, con una limonata ghiacciata in mano.

Consiglio musicale ( questa volte è un po' una colonna sonora, perchè vi suggerisco 4 brani)

Ti prendo e ti porto via - Vasco Rossi (vd sopra)
Santana - Samba pa ti
Loredana Bertè - Sei bellissima
Jovanotti - Ti porto via con me


























Anche questo post finisce qui, io spero di avervi fatto venire voglia di leggere questo splendido romanzo.

Potete acquistare il libro qui:


 
Alla prossima!
Buona vita e buone letture!
                                                                                                                                              Federica


Il post è stato scritto interamente da me, pertanto tutti i diritti sono riservati. I testi non sono riproducibili in nessun caso.

1 commento:

  1. Sono d' accordo sul fatto che un romanzo capolavoro così variegato è incommentabile . Posso sottolineare la bravura di Vasco come cantautore(anche se a me non piace), un grande Ammaniti ma soprattutto belle foto e canzoni inerenti al tema .Superlativo Santana , la Berte è Vasco al femminile, Jovanotti è l' Ammaniti musicale.

    RispondiElimina

Ciao, lascia pure un segno del tuo passaggio... mi farai felice :)