giovedì 19 dicembre 2013

1 libro 1000 emozioni #6




"Abbi cura di te. Ogni volta in cui, crescendo, avrai voglia di cambiare le cose sbagliate in cose giuste, ricordati che la prima rivoluzione da fare è quella dentro se stessi, la prima e la più importante. Lottare per un'idea senza avere un'idea di sé è una delle cose più pericolose che si possa fare.

E quando poi davanti a te si apriranno tante strade e non saprai quale prendere, non imboccarne una a caso, ma siediti e aspetta. Respira con la profondità fiduciosa con cui hai respirato il giorno in cui sei venuta al mondo, senza farti distrarre da nulla, aspetta e aspetta ancora.
Stai ferma, in silenzio, e ascolta il tuo cuore.
Quando poi ti parla, alzati e và dove lui ti porta."





Trama

Va' dove ti porta il cuore, uno dei piu straordinari casi letterari degli anni Novanta, che ha appassionato lettrici e lettori di ogni eta, racconta una storia forte e umanissima in forma di lunga lettera - scandita come un diario - di una donna anziana alla giovane nipote lontana. E una lettera di amore e allo stesso tempo una pacata ma appassionata confessione a cuore aperto di un'intera vita che nel gesto della scrittura ritrova finalmente il senso della propria esperienza e della propria identita. Un romanzo di alto valore poetico, un viaggio alla ricerca di cio che piu veramente ci appartiene e ci distingue.








Chi è Susanna Tamaro?

Susanna Tamaro nasce in una famiglia della buona borghesia triestina. Ha un fratello più grande, Stefano, e uno più piccolo, Lorenzo. È lontana parente dello scrittore Italo Svevo.Qui trovate tutta la vita e le opere --->  Susanna Tamaro


Ho da poco riletto questo libricino (romanzo del 1994), non lo prendevo in mano da anni, da quando per la prima volta, circa 10 anni fa (all'età di 11- 12 anni) l'ho letto per la prima volta. Mi era piaciuto, mi aveva colpita, ma non ne avevo compreso il significato profondo, non lo avevo fatto mio, incorporato nella mia esperienza di vita, come invece ho fatto ora.

Si tratta di una storia delicata ma profonda, narrata attraverso parole e non fatti, attraverso rievocazioni e ricordi, attraverso racconti del passato.
Il passato, indiscusso protagonista della storia, aleggia come una nebbiolina insidiosa e terrificante sulle pagine del libro.

"Da bambini piace molto andare in soffitta, non altrettanto piace da vecchi. Tutto quello che era mistero, avventurosa scoperta, diventa dolore del ricordo."

"Non siamo esseri sospesi in bolle di sapone, vaganti felici x l'aria; c'è un prima e un dopo nelle nostre vite e questo prima e dopo intrappola i nostri destini, si posa su di noi come una rete sulla preda."

La Tamaro riesce a trasportarci dritti dritti nei sentimenti, negli occhi pieni di lacrime, nelle spiacevoli o piacevoli sensazioni dei personaggi che passeggiano tranquilli attraverso il romanzo. Ci nutriamo del loro dolore e di tutti i loro sentimenti, per poi mischiare tutto questo con i nostri.
Lo facciamo in modo naturale e senza sforzo odiamo spesso le protagoniste, le odiamo, le amiamo e le odiamo di nuovo, fino a sentirle così vicine da poterle toccare.

"In quella notte all'improvviso mi ero accorta di una cosa, e cioè che tra la nostra anima e il nostro corpo ci sono tante piccole finestre, da lì, se sono aperte, passano le emozioni, se sono socchiuse filtrano appena, solo l'amore le può spalancare tutte assieme e di colpo, come una raffica di vento."

I luoghi sconosciuti, oppure conosciuti ma rimossi, della nostra mente, anima, persona, vengono con questo libro svelati e ci si mostrano in tutta la loro drammaticità o intensità, fanno male, ma sono necessari.
Lo sono stati per crescere, per sentirci come adesso ci sentiamo, per conoscere noi stessi.

"Chissà perché le verità elementari sono le più difficili da comprendere? Se io avessi capito allora che la prima qualità dell'amore è la forza, gli eventi probabilmente si sarebbero svolti in modo diverso. Ma per essere forti bisogna amare se stessi; per amare se stessi bisogna conoscersi in profondità, sapere tutto di sé, le cose più nascoste, le più difficili da accettare."

"Questa lettera avrei dovuto scriverla a tua madre, invece l'ho scritta a te. Se non l'avessi scritta per niente allora sì che la mia esistenza sarebbe stata davvero un fallimento. Fare errori è naturale, andarsene senza averli compresi vanifica il senso di una vita. Le cose che ci accadono non sono mai fini a se stesse, gratuite, ogni incontro, ogni piccolo evento racchiude in sé un significato, la comprensione di se stessi nasce dalla disponibilità ad accoglierli, dalla capacità in qualsiasi momento di cambiare direzione, lasciare la pelle vecchia come le lucertole al cambio di stagione."


La storia di queste donne, ragazze, bambine ci insegna a vivere intensamente ed in modo sincero i rapporti che ci creiamo, che ci capitano o che semplicemente ci vengono affidati dalla vita... Questi rapporti, queste relazioni sono l'essenza della felicità.


"La felicità ha sempre un oggetto, si è felici di qualcosa, è un sentimento la cui esistenza dipende dall'esterno. La gioia invece non ha oggetto. Ti possiede, senza alcuna ragione apparente, nel suo essere somiglia al sole, brucia grazie alla combustione del suo stesso cuore."






E' il libro della delicatezza e dello squarcio inaspettato, della durezza e della rigidità, delle lacrime giuste ed
ingiuste, calde e fredde, vere e false.




Tutto ruota attorno all'infelicità di tre donne, tre generazioni toccate dalla crudeltà della vita. I loro errori, le loro disperazioni, i loro attimi sereni e felici, quegli attimi di paradiso, che valgono l'aver vissuto una vita intera di strazio.
Amore e dolore si intrecciano fino a stritolarsi, in queste pagine... Pagine di un diario mai consegnato, lettere mai spedite, un labirinto di parole sacre e belle, consumate dalla tristezza della solitudine.


"Un giorno, mentre Ernesto era al lavoro, passeggiando per il parco pensai che la cosa più bella in quell'istante sarebbe stata morire. Pare strano ma la felicità massima, come la massima infelicità porta con sé sempre questo desiderio contraddittorio."

A tratti angosciante, a tratti irritante (tanto da volerlo lanciare via, lontano da noi), a tratti dolce, a tratti infinito, a tratti poetico e pieno.
Si susseguono riflessioni bellissime, che riescono a toccare temi e corde inaspettate dentro il lettore, e che seguono le tracce della vita di ognuno di noi...

"La vita non è una corsa ma un tiro al bersaglio: non è il risparmio di tempo che conta, bensì la capacità di trovare un centro."
"Sai qual è un errore che si fa sempre? Quello di credere che la vita sia immutabile, che una volta preso un binario lo si debba percorrere fino in fondo. Il destino invece ha molta più fantasia di noi. Proprio quando credi di trovarti in una situazione senza via di scampo, quando raggiungi il picco di disperazione massima, con la velocità di una raffica di vento tutto cambia, si stravolge, e da un momento all'altro ti trovi a vivere una nuova vita."
"L'amore non si addice ai pigri, per esistere nella sua pienezza alle volte richiede gesti precisi e forti."


Si tratta di un romanzo che consiglio un po a tutti, uomini e donne di tutte le età, per ritrovare quei sentimenti nascosti che ci portiamo dentro, per riavvicinarci con sensibilità e dolcezza al nostro cuore.
Da leggere completamente da soli, in silenzio assoluto, in giornate fredde ed invernali.

Voto: 8

Consiglio musicale:





Ne è stato tratto anche un film, di Cristina Comencini, uscito nel 1996, con Virna Lisi, Tchéky Karyo, Margherita Buy, Massimo Ghini.



VI lascio la scheda dettagliata del film QUI.

Auguro a tutti un natale sereno e felice.
Buone Feste!

                                                                                                                                                     Federica

1 commento:

  1. concordo pienamente sul fatto che per lottare per un idea devi conoscer te stesso e non agire di impulso, bisogna farsi aiutare dal cuore (In va dove ti porta il cuore la nonna è stata spinta dal proprio cuore a scrivere alla nipote). Geniale la scelta di un libro che ti fa navigare in tanti sentimenti , ti prende ma ti abbatte pure e lo stesso geniale la scelta della canzone del grande Ennio Morricone

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