venerdì 4 aprile 2014

Cioccolata fumante per tornare a sorridere


In un paesino immerso nella campagna francese, gli abitanti trascinano avanti la propria vita, se di vita si può parlare. Occhi grigi, mani congiunte sulle ginocchia, appuntamento in chiesa ogni domenica per ascoltare il sermone del parroco e le raccomandazioni dell'amato sindaco. Tutto procede con lentezza e normalità.
Finchè non soffia quel maledetto ma profumatissimo vento del nord. E allora... tutto cambia.


1 film, 1000 emozioni #6 - Chocolat

Cosa può esserci di meglio di una buona cioccolata calda con panna, sorseggiata da due innamorati che si riparano dal freddo grazie ad una coperta e abbracci stretti? Nulla.
Così come non esiste rimedio migliore alla tristezza, che un sorriso di uno sconosciuto, o l'accoglienza di qualcuno che comprende il nostro stato d'animo. I rapporti umani, quelli sinceri, quelli che sradicano le maschere della buona creanza, sono la migliore cura per l'infelicità. Proprio questo ci insegna il meraviglioso film di Lasse Hallström, tratto dall'omonimo romanzo di Joanne Harris, che con incanto e calore ci trasporta all'interno di Lanquenet (il nome del paesino è di fantasia ma il luogo dov'è stato girato il film è Flavigny-sur-Ozerainun magnifico posticino in Borgogna) per raccontarci una storia dolce, amara, a tratti piccante, proprio come il cioccolato.
In effetti possiamo immaginare il paesino di Lanquenet un po' come una scatola di cioccolatini, chiusa con un bel fiocco. Tutto all'apparenza è bellissimo, curato. I cioccolatini all'interno sono avvolti nella propria carta e se ne stanno lì immobili e ordinati aspettando di essere mangiati, esattamente come gli abitanti del posto che vivono le proprie giornate preoccupandosi di non dare nell'occhio, di non far trasparire nulla della loro reale personalità, della loro reale vita interiore.
Ma così come nei cioccolatini, anche nelle persone, il ripieno/anima è fondamentale.
In un altro famoso film il protagonista diceva : "La vita è come una scatola di cioccolatini, non sai mai cosa potrà capitarti". Esatto, non sai mai cosa ti succederà proprio perchè ogni volto che potresti incontrare, ogni mano che potresti stringere, sono un volto e una mano completamente diversi l'un dall'altra. Sono le persone che abitano il mondo e popolano la vita, con le loro storie, le loro passioni, le loro emozioni.



Due figure... due mantelle rosse.
Arrivano in paese, portate dal vento del nord, una mamma ed una figlia.
Vianne, interpretata dalle sensuale e bella Juliette Binoche, ed Anouk, la sua figlioletta (accompagnata nella sua immaginazione da un canguro cui si è rotta una zampa, nonchè il suo migliore amico).
Desiderano prendere in affitto e gestione la vecchia pasticceria, chiusa ormai da anni. La proprietaria, Armande, la fantastica Judi Dench, dapprima scontrosa e poco amichevole, cede il locale alla misteriosa donna.
Vianne aprirà una cioccolateria, in pieno digiuno quaresimale, sfidando le convenzioni e le credenze del paese.
Ma il cioccolato, diventa nel film ben presto solo un contorno, un modo che la protagonista utilizza per entrare in contatto con la gente del paese, regalargli un sorriso, un attimo di tranquillità, una chiacchierata amichevole.
La donna prepara i suoi cioccolatini, le sue torte, la sua cioccolata fumante con un pizzico di peperoncino, seguendo gli insegnamenti antichi di sua madre, al cui ricordo è morbosamente legata.
Il film è davvero ricco di avvenimenti, pieno zeppo di incontri, legami che si stringeranno, legami che si allenteranno. E tutto questo girotondo umano, avverrà proprio attorno alla Chocolaterie, un posto un pò magico dove tutti possono trovare una piccola risposta ai loro problemi, un piccolo ristoro per i propri affanni. Il cioccolato risveglia passioni, è afrodisiaco, ridesta antichi desideri e aiuta con la sua dolcezza a svelare il vero significato della vita.
L'amore, l'attrazione, il ballo, la musica coinvolgente, l'affetto, il gusto, la risata, la voglia di fare e di vivere. Tutto questo è il bagaglio che Vianne trasporta con sè e sparpaglia in giro per il paese, suscitando clamore, paura e fascino.
La pellicola ha un sapore antico, fiabesco. Le atmosfere sono calde e affascinanti. Le musiche hanno un ritmo gitano e trascinano la mente verso l'alto. Vi lascio qui un assaggio della colonna sonora:


Momento Wikipedia: Minor Swing è uno standard jazz (gipsy jazz) composto da Django Reinhardt e Stéphane Grappelli. Fu registrato per la prima volta da Le Quintette du Hot Club de France nel 1937. Venne inciso altre quattro volte durante la carriera del chitarrista, ed è considerata una delle composizioni più reinterpretate di tutti i tempi.Il brano viene eseguito alla chitarra da Johnny Depp nel film Chocolat (2000) di cui è il tema centrale nella versione di Rachel Portman (nomination all'Oscar 2001 per la colonna sonora).
Per una scheda dettagliata del film: Chocolat

Cosa aspettate a gustarvi questo delizioso film?


Buona vita e buona visione.

                                                                                                                                      Federica




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1 commento:

  1. Stupenda recensione di uno stupendo film . Una donna che sfida delle stupide ipocrisie e delle convenzioni deprimenti. E questo lo fa nel modo più semplice e sano possibile , con la dolcezza del cioccolato e alla fine da non credente si dimostra più credente degli altri cercando di aiutare le persone del posto e cercando di far integrare dei nomadi , emarginati dal popolo. stupendo film ottima canzone recensione da serie a

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