martedì 8 aprile 2014

...fu il periodo più bello della sua vita.

Un frammento di lettura #1




In cantina, quando ne scrisse, Liesel giurò che non avrebbe più assaggiato dello champagne, sapendo che mai sarebbe stato buono come in quel tiepido pomeriggio di luglio.
Lo stesso per la fisarmonica.
Tante volte avrebbe voluto chiedere a Papà di insegnarle a suonare, ma qualcosa in un modo o nell'altro la fermava sempre: forse un'inconsapevole intuizione le diceva che non sarebbe mai stata capace di suonare la fisarmonica come Hans Hubermann. Senza dubbio neanche i più grandi fisarmonicisti del mondo potevano stargli alla pari: mai avrebbero saputo eguagliare la distratta concentrazione del viso di Papà, nè ci sarebbe stata una sigaretta sporca di vernice penzoloni fra le labbra del suonatore, nè mai avrebbero potuto prendere una stecca ridacchiando un po', con il senno di poi. Non come sapeva fare lui.
A volte, in quello scantinato, Liesel si destava con il suono della fisarmonica nelle orecchie, e sentiva il dolce pizzicore dello champagne sulla lingua.
Di tanto in tanto sedeva appoggiata alla parete, desiderosa di sentirsi il tiepido dito di vernice colarle ancora una volta giù per un lato del naso, o guardare la pelle simile a carta vetrata delle mani di Papà.
Se soltanto avesse potuto abbandonarsi di nuovo, riprovare tanto affetto senza riconoscerlo, scambiandolo per una risata e pane con appena appena un velo di marmellata spalmato sopra.  Fu il periodo più bello della sua vita.

da pagina 367 di "La bambina che salvava i libri" di Markus Zusak



Ci vediamo Martedì prossimo con una nuova puntata di "Un frammento di lettura".

Buona vita e buone letture.
                                                                                                                                    Federica

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