mercoledì 23 aprile 2014

Opere Stregate #2 - Recensione "unastoria" di Gipi

La poesia si può disegnare


#2

 In questa rubrica ogni settimana vi parlerò di uno dei miei personali 12 finalisti del Premio Strega 2014. Per conoscere la mia lista di finalisti ma anche quella reale ---> Premio Strega News; invece per conoscere i dettagli di questa iniziativa ---> Premio Strega, in my own way



Buongiorno miei cari lettori :) Come sono andate le vostre vacanze? Avete mangiato? Avete letto tanto tanto?
Bene, io si. Oggi infatti sono qui, pronta per il nuovo, secondo appuntamento con la rubrica ideata da me "Opere Stregate". Se vi va di leggere la puntata precedente (ovvero la recensione del romanzo Bella mia di Donatella Di Pietrantonio, cliccate qui).
Adesso possiamo cominciare.

Questa settimana mi sono ritrovata tra le mani quest'opera molto particolare, che mi ha tolto il fiato per la sua delicata, ma allo stesso tempo incisiva bellezza.
Si tratta di una Graphic Novel, la prima nella storia del Premio Strega ad essere selezionata tra i finalisti. Ora che l'ho letta, ne comprendo il perché. Si, dato che quello che mi sono trovata davanti era qualcosa che non avevo mai incontrato prima di allora: una splendida e lunga poesia diluita sotto forma di disegni, di colori, di pennellate imprecise e di parole confuse.
E' un viaggio nel dolore della vita umana che si compie in meno di un'ora. Ed io, ho viaggiato ben due volte. Ho toccato la ruvidità della copertina. Ho preso in mano il volume, grosso quanto il mio busto. L'ho aperto e l'ho chiuso. L'ho poggiato sul petto. Poi l'ho riaperto, e quasi non volevo richiuderlo.
Il primo viaggio è stato turbolento, confuso, spiazzante e sorprendente. Durante il secondo, ho provato ammirazione ed entusiasmo.
Si tratta di una vera e propria opera d'arte, pressoché completa. Gipi ( Gianni Pacinotti) ha avuto la capacità di fare letteratura attraverso facce, paesaggi e poche parole tremanti; ha impresso sui quei fogli, l'essenza della vita, della morte e dell'accettazione di noi stessi.
Le sue riflessioni sull'esistenza e sull'essere umano mi hanno conquistata, i suoi pensieri poetici con lo sfondo di tavole toccanti che riescono a togliere il fiato mi hanno travolta.
E devo anche dire, che non sono per nulla abituata a leggere Graphic Novel, ne avrò lette forse due in tutta la mia vita.
Gipi racconta in una sola storia, le storie di due uomini : Silvano Landi e Mauro Landi.
Silvano è chiuso in una sorta di clinica psichiatrica, all'interno della quale gli somministrano psicofarmaci in dosi elevate per sedare e placare i suoi folli pensieri. E' schizofrenico, forse. Ha perso il contatto con la realtà. Ma come dirà lui stesso, in seguito, è solo stanco. Io aggiungerei, stanco della sofferenza che la vita umana comporta.

I pensieri vaghi raccolti nella sua mente ci guidano in un'altra epoca, durante la Prima Guerra Mondiale, dove conosciamo Mauro, il suo bisnonno, ed assisteremo alla tragicità dell'esperienza che lo segnerà per sempre. Mauro ha una moglie, che lo attende a casa, ed un figlioletto. La ama moltissimo, e le scrive dolorose lettere di una purezza e di una semplicità straziante.
Silvano è ossessionato dalla "bellissima" storia del bisnonno, avvenuta sotto un albero strano e spoglio  che in clinica lui continua a disegnare. Quell'albero rappresenta il collegamento tra le loro due esistenze, le loro due vicende umane; un contatto tra le loro storie così diverse, ma legate.


Probabilmente, pensare al passato, fa risvegliare in lui riflessioni particolari sullo scorrere del tempo e della vita sulla faccia di tutti gli uomini.
Cosa fa il dolore? Che percorsi compie? Il dolore invecchia la nostra anima, sono le nostre angosce, i nostri pianti, secondo Silvano, a scavare i solchi nel nostro viso e a formare il volto come noi oggi lo conosciamo. Non liscio, non perfetto, ma pieno di increspature, rughe, fossette, parti rientranti.
In una delle più belle pagine, Silvano dice:

"Quando la vecchia si vide allo specchio, "Come sono diventata vecchia", disse, ma mentiva.
La vecchia in quanto vecchia non poteva vedersi vecchia. Impossibile era, per lei. Perchè teniamo procedure di sicurezza e protezione interne, sai?
Se il diciottenne si svegliasse di colpo la notte. Si alzasse. Ed allo specchio si vedesse per magia, per maledizione con la faccia con la pelle dei suoi futuri cinquant'anni, morirebbe, vomiterebbe.
Ma invece, ma invece, scivolando secondo dopo secondo, per anni e poi decenni, sempre distratto da altro. Un giorno, non più diciottenne ello si alzerà. Andrà allo specchio nel bagno e si vedrà, trovandosi mica male, per quel momento, di colpo, una notte. Mica male. Mica male, penserà.
Malevola tanto è la natura, quanto amorevolmente protettiva è la nostra cecità."

Ovviamente, leggere queste parole mentre si guardano quelle tavole incredibili è tutt'altra cosa. Inoltre tutti i discorsi, tutte le parole scritte, nel volume sono presentate sotto forma di una calligrafia imprecisa, tremolante che conferisce alla storia un senso di confusione perpetuo. Un senso di instabilità. Un senso di mistero.
I colori che prevalgono sono sicuramente il grigio, il blu, l'arancio scuro, focoso. Tonalità decisamente cupe, un po' macabre. Le tavole dai colori chiari sono molto rare, bellissime.
Ed è proprio la sensazione che lascia addosso questo capolavoro creativo di Gipi : L'alternanza tra un senso di angoscia misto e un sentimento d'amore, che riesce a portare la poesia lì dove non c'è altro che buio dolore.



Vi auguro come sempre, buona vita e buone letture.

Federica

4 commenti:

  1. certo che la poesia può essere interpretata tramite disegno , come anche viceversa. Il disegno porta un po' di mistero , immaginazione . La scelta dei colori è abbinata per il tema del libro . bellissimo passaggio attraverso la vita , il dolore e l' amore

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  2. Ciao mi piace molto il tuo blog. Comunque questa graphic novel di Gipi mi incuriosisce assai dovrei entrarne in possesso in settimana per godermela dopo la pausa dagli esami. Complimenti! Vai a dare un occhio anche al blog di Gipi è davvero interessante :)

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    1. Grazie :) Uh, devo subito andare a dare uno sguardo al suo blog, non sapevo ne avesse uno.
      Grazie della visita e del commento!

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