lunedì 7 aprile 2014

Recensione - La bambina che salvava i libri di Markus Zusak

L'importanza di essere umani
#10


Due ladri camminano silenziosamente nel buio, stringendo il loro bottino tra le mani screpolate dal freddo. Un momento... sono soltanto due ragazzini.
Proseguono lungo la Himmelstrasse, la strada del Paradiso, con gli stivali sporchi di neve. Avanzano verso l'Inferno della Germania Nazista, verso una vita avvincente e pericolosa. La loro.


Titolo: La bambina che salvava i libri
Autore: Markus Zusak
Titolo originale: The Book Thief  ( perchè non lasciare in italiano La ladra di libri? Vi prego spiegatemelo!)
Edizione: Frassinelli
Anno della prima edizione: 2006
Anno dell'edizione posseduta: 2009
Numero di pagine: 562
Prezzo: 18,50 euro
Tempo di lettura: Una settimana (per goderselo davvero)
Dove e quando leggerlo: In poltrona, d'inverno, possibilmente con lo stesso stato d'animo di un bambino che sta per ascoltare una favola.
Incipit: 
Prima i colori.
Poi gli esseri umani. 
E' così che di solito vedo le cose.
O almeno ci provo.

Un semplice fatto: Prima o poi morirai.

Voto: 
               

Recensione (o meglio opinioni e chiacchiere sconclusionate)

E' davvero difficile per me parlare di libri che riescono ad attraversarmi e posizionarmi una scintilla dentro , una candelina nei meandri della mia memoria che non si spegnerà mai.
Il legame profondo con le pagine di questo libro nasce fin dal principio, quando incontriamo la voce narrante che ci accompagnerà in questa strana avventura, ovvero LA MORTE. Io l'ho subito immaginata come una voce femminile, calda, un pò roca, decisamente inquietante (mentre nel film appena uscito nelle sale, Storia di una ladra di libri, è una voce maschile). Questo mio pensare alla morte come femmina dipende forse da uno spettacolo teatrale che ho visto di recente: "Mortaccia, la vita è meravigliosa" con Veronica Pivetti, un' opera grottesca e filosofica, intelligente e penetrante, davvero bella! Qui potete vederne una piccolissima parte. Ma torniamo al libro.
La voce superba e spettrale della morte ci guida con la sua gelida scia attraverso luoghi, persone, microcosmi, emozioni. La sua visione del mondo è ammaliante, poetica... Mi è molto piaciuta la scelta di un punto di vista allo stesso tempo neutro ma talmente particolare da essere, già di per sé, un motivo per andare avanti nella lettura.
La morte, appunto,  ci racconta la storia di Liesel, una bimba che viene abbandonata dalla madre per essere affidata ad una coppia di "nuovi genitori", Hans e Rosa Hubermann.
Questa strana coppia, lei rude e forte, lui gentile ed affabile, vivono in una umile casetta nella Himmelstrasse, la strada del Paradiso. Sono poveri, buoni quanto il pane e non sono nazisti. O meglio, all'apparenza sono dei normalissimi tedeschi dell'epoca di Hitler, ma dentro di loro brucia il desiderio di ribellione, la rabbia per le ingiustizie e la volontà, anche se impossibile da esprimere, di cambiare le cose.
Durante il viaggio in treno con la madre, per giungere fin lì, Liesel ha assistito alla morte del piccolo fratellino, seppellito poi nella neve , sul limitare delle rotaie. Ed è proprio qui che ha avuto inizio la sua carriera di ladra, quando tra le lacrime raccoglieva per terra un libricino nero, caduto dalla tasca di un becchino. Molto più tardi  seppe che si trattava de "Il manuale del perfetto necroforo".


"Due macchinisti.

Due necrofori.

Quando è il momento, uno gli dà ordini. L'altro esegue. 
Il problema è: che cosa succede se l'altro sono molti più di uno?"

La morte fa continui riferimenti di questo tipo ad Hitler e al suo regime, lei, la sua più fedele servitrice.
Scenografia e protagonista del romanzo è la Seconda Guerra Mondiale. O forse, la guerra in generale. Il nazismo ci viene mostrato attraverso tanti piccoli occhi e voci diverse.
La scrittura di Zusak è accurata, e ci offre un affresco fiammingo del paesino tedesco, una descrizione estremamente caratteristica di luoghi e personaggi. Nonostante la presenza di una rosa di personaggi principali, si viene a creare un mosaico di esistenze differenti, che rendono il romanzo complesso e ricco di storie.
Zusak ha una penna preziosa e tesa a farci toccare con mano la passione di Liesel per i libri, il suo immacolato affetto per il Padre Hans, e la sua dose fanciullesca di entusiasmo e spericolatezza, che nemmeno la guerra e la morte riescono a spegnere.
La storia si trova esattamente al centro tra una fiaba incantevole, fatta di pagine vecchie, notti insonni di lettura e libri letti e riletti fino ad essere consumati, e la dura, intricata realtà.
Questo incessante rapportarsi di Liesel con la tragicità del presente, rende il quadro doloroso ed il lettore partecipe. La voce della morte rende le immagini graffianti.

"Diario della morte
Arrivò l'estate.
Per la ladra di libri ogni cosa filava liscia come l'olio.
Per me, il cielo aveva il colore degli ebrei.

Le loro anime si alzavano in piedi quando i loro corpi cessavano di cercare fessure nella porta. Le loro unghie avevano graffiato il legno, e in qualche caso vi si erano piantate dentro con la pura forza della disperazione, e i loro spiriti venivano verso di me, tra le mie braccia, e ci arrampicavamo fuori da quelle docce, sul tetto e più su ancora, nel respiro sicuro dell'eternità. Non cessavano di rifornirmi: un minuto dopo l'altro, una doccia dopo l'altra."


Il personaggio più indelebile è sicuramente Hans Hubermann, o se preferite, l'uomo con la fisarmonica. Il suo suonare leggero, come ad accompagnare i momenti della storia, mi è rimasto dentro, nella pancia, negli occhi e nelle orecchie.
Hans è una persona calda, meravigliosa, con delle storie da raccontare e tenerezza negli occhi, uno di quei personaggi dei libri che vorrei esistessero davvero, solo per abbracciarli.  Hans è un uomo umano.
Il rapporto che si viene a creare tra lui e Liesel è speciale, profondo e prezioso, forse perchè sarà proprio lui ad insegnarle a leggere. La ragazzina imparerà di notte, dopo essersi svegliata a causa dei sui incessanti incubi, accanto a quest'uomo "dagli occhi d'argento", che ogni sera si siede vicino al letto per consolarla con la sua sola presenza.

Hans ha una storia lunga alle sue spalle, fatta di guerra, amicizia e solidarietà. Da questa sua storia nascerà l'evento forse più importante del romanzo, ovvero l'arrivo di Max.
La nuova famiglia di Liesel nasconderà un ebreo in cantina, durante il culmine della dittatura nazista. Max ha la faccia della morte, sta male. E' però un ragazzo semplice e si affeziona subito a Liesel, come la ragazzina a lui. Lei riuscirà a regalargli pezzi di vita tramite le sue letture e i suoi dettagliati racconti del mondo fuori,quello che lui non può vedere perchè è un mondo che lo rifiuta. Riuscirà a tenerlo in vita, portandogli sole, neve, parole e qualche storia.
E tutto questo le farà comprendere quanto gli uomini là fuori abbiano perso la loro essenza, lo loro umanità.

Questo libro mi ha tenuta sveglia di notte, non riuscivo a staccarmene. Ho desiderato ardentemente che durasse di più, che Liesel e Hans e Max rimanessero ancora con me.
Ma la storia prosegue incessante, è ineluttabile, come la morte.

Consiglio musicale:



Buone letture e buona vita.

                                                                                                                                  Federica

4 commenti:

  1. per una persona che vive di libri come te è normale che questo film ti appassiona. In un ambiente macabro , tra il nazismo ,il freddo inverno , la voce calda della morte , l'unico senso della vita per questa ragazzina è un furto di cultura(per me legittimo), perché quello che ti da un libro è qualcosa di inspiegabile ma potente .Bello anche il rapporto padre -figlia e con l'amichetto. Ottima chiacchierata sconclusionata

    RispondiElimina
  2. Bellissima!!!Ho questo libro in formato ebook e non vedo l'ora di leggerlo, ne parlate troppo bene in tanti e poi preferirei leggerlo prima di vedere i lbri!!! ^^
    (sto approfittanto x fare un altro giretto...^^)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Guarda, te lo consiglio davvero!! Mettilo tra le priorità di lettura, perchè ti piacerà un sacco. Fidati!

      Elimina

Ciao, lascia pure un segno del tuo passaggio... mi farai felice :)