martedì 20 maggio 2014

Un racconto nel cassetto

Salve ragazzi, è da tempo che mi suona in testa l'idea di pubblicare qualcosa scritta da me, qualche racconto o addirittura un romanzo a puntate.
Oggi comincio a regalarvi un piccolo assaggio della mia scrittura. Spero vi piaccia e fatemi sapere se volete che continui a pubblicare cose del genere.

Questo raccontino molto breve, che doveva essere un pezzo di un romanzo (e chissà se poi non lo sarà...), narra la fine di una storia che è andata veloce come il vento. Ha consumato i protagonisti , Sandra e Lorenzo, lasciandoli vuoti. Cosa ha fatto fuggire Lorenzo? La paura, forse di essere troppo felice.


La mano fredda della tua assenza


Il silenzio mi ronza nelle orecchie.
Sono distesa a pancia sotto e poggio la mia guancia surriscaldata dalla rabbia e dalle troppe lacrime sul cuscino fresco. I muscoli del viso e delle gambe tremano, si agitano, mi chiamano. Vorrebbero mi alzassi, facessi qualcosa, qualsiasi cosa. Prepararmi una banale camomilla, guardare che tempo c'è fuori. Le persiane sono serrate da tre giorni, come se la casa fosse stata abbandonata, o come se fossi andata in vacanza.
Il silenzio cattivo dei pensieri mi tiene sveglia anche di notte.
Penso ai nostri discorsi insensati e fatti di sguardi, quando i nostri fiati si mescolavano. Parlavamo con le bocche talmente vicine da non lasciare spazio alle parole, ma solo ai gemiti, o ai sorrisi. Penso alle tue gambe intrecciate con forza alle mie, come a voler possedere le mie ossa, la mia pelle bianca, con la tua nera. 
Senza prestare attenzione a non possedere anche il mio cuore.
Penso anche alle tue mani,così grandi, che hanno lasciato soltanto impronte ghiacciate e una nitida e orrenda sensazione di abbandono.
Hai lasciato la tua essenza. Ora gironzola per la casa, perfida. Viene a bussare alle mie spalle e mi ricorda le nostre passeggiate senza meta, quel gelato caduto a piombo dalla scarpata, che ci aveva fatto pensare così tanto alla morte. La tua moto argentata ci portava ovunque, ci scaricava nei luoghi più impensati, per guardarci negli occhi delle ore, per giocare a rincorrerci soltanto per il piacere poi di stringerci.
Hai lasciato me, la mia persona intera, le mie speranze, il mio futuro.
Fumando, ricordo delle tue sigarette lunghe, che lasciavi ti si consumassero in bocca. E poi il sapore dei tuoi baci, così casalingo, così naturale.
Mi hai spinto, Lorenzo, contro il muro delle mie incertezze, quelle che hanno sempre calpestato il mio vivere, che mi hanno fatto rintanare nei posti bui a immaginare vite inesistenti, a leggere pagine di romanzi dell'800, per sfuggire a questa realtà ostile e spaventosa.
Hai fatto l'amore con me col trasporto di un uomo che combatte per la sua terra, e poi mi hai lasciata ad abbracciare queste maledette lenzuola sudate.
Come può sparire qualcosa che ti ha reso cosi' felice? Come si può ignorare la perfezione, una volta che l'hai scovata?
Una passione vana, la nostra. La regalavamo al vento, agli sguardi invidiosi di passanti sconosciuti.
La vendevamo a pochi soldi, la sprecavamo in anfratti di tempo senza un inizio nè una fine.
Ne abbiamo sempre abusato, come se si trattasse di caffè o di cioccolato. Qualcosa che ti tenta e che non hai nessuna voglia di smettere di fare. Bevevo di te, fumavo di te, mangiavo di te, in quei giorni.
Dove diavolo sono finite le tue palpebre che tremavano mentre dormivi? E il tuo respiro pesante che mi faceva sentire accompagnata in questo universo sepolto dalla solitudine?
E' così che mi sento. Sepolta. Il mio cuore si è raggrinzito ed è schiacciato dal peso dell'odio che provo verso me stessa. Ho lasciato che consumassimo tutto in fretta. Le nostre labbra unite, le nostre dita veloci e i nostri capelli attaccati alla fronte. Ho lasciato che scappassi veloce senza baci nè carezze, senza urlarti dietro il mio bisogno di te.
Il tuo sorriso mi rincorre nei sogni e mi tormenta nella veglia. So di averlo spento a furia di volerti irrefrenabilmente mio. Ma da qualche parte ho sentito che l'amore vero è delicato, è lento, cresce e si assesta con il tempo, insinuandosi nelle pieghe della quotidianità. 
Noi, invece, abbiamo vissuto giorni senza calendario. Giorni che sono esistiti solo per noi due.
Il tempo, lo abbiamo ignorato, cacciato a calci fuori da queste mura, curandoci solo dei nostri brividi.
Cosa poteva trattenere il nostro desiderio asfissiante?
Ora lo so.
Un altro desiderio, quello che provo ora. Di qualcosa di più grande. Dei tuoi denti, delle tue ciglia, delle tue espressioni buffe, dei tuoi gomiti, delle tue spalle e dei tuoi nei, più a lungo qui con me.
Mi alzo seduta sul letto e guardo i piccoli oggetti muti e fermi nella stanza. I miei libri, le mie calze appallottolate, il lampadario verde, la bottiglia d'acqua minerale a metà. Tracce della tua esistenza, nessuna.
Da cosa posso capire che non è stato solo un sogno? Da cosa posso intuire che non sei frutto della mia fervidissima immaginazione? 
Dal peso della tua assenza su di me. Lo sento. C'era qualcosa e adesso non c'è più.







Il post è stato scritto interamente da me, è pertanto vietato copiarne i contenuti e spacciarli per propri!

12 commenti:

  1. Complimenti Federica.. mi è piaciuto molto come hai descritto lo stato d'animo di Sandra, mi piace il tuo modo di scrivere e sarei felice di leggere altri tuoi racconti :)

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    1. Grazie, il mio cuore si è riempito di gioia!!! E' incredibile quando un lettore apprezza ciò che scrivi. Grazie mille, davvero.

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  2. Che brano intenso Federica!! Ho quasi la pelle d'oca, complimenti *__*

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    1. Ma grazie :) Sono felicissima che ti sia piaciuto! *.*

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  3. Wow!!!!!Intenso è la parola giusta....
    Complimenti Fede!! (Io ne voglio leggere ancora... ^^)

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    1. Grazie mille Pila, ci tenevo al tuo parere :)

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  4. Davvero bello, i miei complimenti...mi è venuta un pò di angoscia...se pubblichi altri racconti li leggerò di sicuro! ^o^

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    1. ahauah.. mi disp di averti angosciata! Grazie mille dei complimenti, si credo proprio che ne pubblicherò altri :)

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  5. Ho ricambiato con piacere la visita e voglio farti i complimenti perché scrivi davvero bene! Riesci a trasmettere molto al lettore questo è sicuramente un dono! :)

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    1. Oh *-* Grazie mille, tutti questi complimenti non capite come mi rendono felice :)

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  6. anch'io ricambio la tua visita nella libreria di Tessa..e ti faccio i complimenti, per il blog, che è davvero molto curato e per la tua scrittura, molto evocativa (concordo con l'altra lettrice, Rosa, il pezzo è molto cupo ed angoscioso, rende bene l'idea dell'abbandono).
    a presto!

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    1. :) Grazie mille della visita e dei complimenti. Spero che ripasserai presto dal mio blog!

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