giovedì 11 settembre 2014

Classici latini, storie tenere e uomini sfigurati



Salve lettori carissimi, oggi sono qui p un altro post gigante sulle nuove uscite libresche. Come al solito vi segnalerò solo romanzi, e soprattutto opere che hanno incuriosito me, non tutte quelle uscite.
Se siete curiosi e vi siete persi le puntate precedenti cliccate qui.


#12
dall'8 al 14 Settembre 2014





Titolo: L'ultimo fiore dell'anima
Autore: Anna Melis
Editore: Frassinelli
Pagine: 256
Prezzo: 16,50 euro

Trama:
In quella Sardegna dura e ostile, Ilde Zedda è un'"istranza", una straniera. Una condizione a cui contribuisce la sua malattia, quelle crisi epilettiche che agli occhi degli altri sono una possessione demoniaca. 
Data in sposa a un uomo rude e ignorante, Ilde non sa cosa sia l'amore. E tuttavia non cede. Forse il suo è solo un desiderio di felicità, ma si trasformerà in un potente alleato. Crescerà in lei il bisogno di emancipazione e le darà la forza di sperare in una vita autentica. 
Finché arriverà un uomo che saprà dialogare con il suo spirito irrequieto. L'uomo per cui non valga solo la pena morire, ma anche vivere.

Cosa mi ha colpita:
Le storie di donne emarginate, costrette a vivere in condizioni cui non aspiravano, mi hanno sempre affascinata molto. E poi l'ambientazione in Sardegna che ritroviamo anche nel precedente romanzo di Anna Melis Da qui a cent'anni (appena uscito in edizione economica) è misteriosa e intrigante.

Quando mi piacerebbe leggerlo:
Nelle fresche serate di Giugno.



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Titolo: L'uomo che metteva in ordine il mondo
Autore: Fredrik Backman
Editore: Mondadori
Pagine: 321
Prezzo: 18 euro

Trama:
Ove ha 59 anni. Guida una Saab. La gente lo chiama "un vicino amaro come una medicina" e in effetti lui ce l'ha un po' con tutti nel quartiere: con chi parcheggia l'auto fuori dagli spazi appositi, con chi sbaglia a fare la differenziata, con la tizia che gira con i tacchi alti e un ridicolo cagnolino al guinzaglio, con il gatto spelacchiato che continua a fare la pipì davanti a casa sua. Ogni mattina alle 6.30 Ove si alza e, dopo aver controllato che i termosifoni non stiano sprecando calore, va a fare la sua ispezione poliziesca nel quartiere. 
Ogni giorno si assicura che le regole siano rispettate.
Eppure qualcosa nella sua vita sembra sfuggire all'ordine, non trovare il posto giusto. Il senso del mondo finisce per perdersi in una caotica imprevedibilità. Così Ove decide di farla finita. Ha preparato tutto nei minimi dettagli: ha chiuso l'acqua e la luce, ha pagato le bollette, ha sistemato lo sgabello... Ma... Ma anche in Svezia accadono gli imprevisti che mandano a monte i piani. In questo caso è l'arrivo di una nuova famiglia di vicini che piomba accanto a Ove e subito fa esplodere tutta la sua vita regolata. Tra cassette della posta divelte in retromarce maldestre, bambine che suonano il campanello offrendo piatti di couscous appena fatti, ragazzini che inopportunamente decidono di affezionarsi a lui, Ove deve riconsiderare tutti i suoi progetti. 
E forse questa vita imperfetta, caotica, ingiusta potrebbe iniziare a sembrargli non così male..

Cosa mi ha colpita:
Il titolo è davvero carino, e anche la storia sembra spassosa e positiva. Mi ha sicuramente ricordato Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve, ma non credo che abbiano molto in comune.

Quando mi piacerebbe leggerlo:
Lettura Jolly. E' perfetta d'estate, perchè sembrerebbe leggera e divertente, ma potrebbe andar bene d'inverno in un momento in cui ci si vuole rilassare.


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Titolo: Gli invincibili
Autore: Marco Franzoso
Editore: Einaudi
Pagine: 109
Prezzo: 15 euro

Trama:
Gli "invincibili" di questa storia sono un padre e un figlio: un giovane imprenditore pieno d'impegni e un neonato ancora da svezzare che si ritrovano improvvisamente soli, e imparano insieme a stare al mondo. 
Ci sono i primi passi e le prime parole, c'è la paura di sbagliare tutto, l'improvvisazione, e poi a poco a poco l'esperienza che tesse le sue maglie protettive. C'è l'energia che a volte sembra mancare ma poi da qualche parte salta sempre fuori, e c'è il coraggio. Il coraggio anche di raccontarla, questa storia. 
Perché trovarsi soli davanti a quella calamita portentosa che è un bambino scompagina la vita. Le serate con gli amici, la carriera, i viaggi, possono diventare un ricordo, ma bando ai rimpianti "perché un padre triste ti resta attaccato addosso come un vestito troppo stretto". 
E allora ecco che si apre un universo di emozioni e gratificazioni inaspettate: la tenerezza del contatto fisico, la calma rigenerante che infondono i giri in macchina la sera per farlo addormentare, il sabato al parco dove un padre solo può scoprire di essere molto attraente per le madri degli altri bambini, una vacanza in Grecia che diventa un viaggio di iniziazione per entrambi. Ma se poi un giorno - il primo giorno di scuola - si rifà viva la donna che tanti anni prima li ha abbandonati? Cosa succede a quel legame esclusivo tenacemente costruito e difeso?

Cosa mi ha colpita:
I romanzi che raccontano le relazioni familiari, i rapporti padre-figlio / madre-figlio etc. sono sempre molto interessanti, almeno dal mio punto di vista. Franzoso inoltre aveva già parlato di queste tematiche ne Il bambino indaco e in Tu non sai cos'è l'amore (altri due testi che ho intenzione di recuperare prima o poi).

Quando mi piacerebbe leggerlo:
Mi piacerebbe immergermi in questi legami familiari e intimi durante un pomeriggio freddo di Febbraio.



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Titolo: Satyricon 2.0
Autore: Gian Mario Villalta
Editore: Mondadori
Pagine: 234
Prezzo: 19 euro

Trama:
Un professore di lettere che legge e rilegge i classici ai suoi studenti, fino a che un giorno gli appare lampante che uno di quei testi rivela in filigrana una storia più attuale che mai... 
Così Villalta accetta la sfida, e si immerge in una riscrittura di Petronio nella quale protagonisti sono dei giovani ricercatori universitari, che dopo dottorati, master eccetera, e passati i trent'anni, ancora stentano a rimediare la cena. 
Partendo da un nordest ricco ma appiattito su un deprimente orizzonte materialista e non immune alle infiltrazioni della malavita cinese, percorrendo l'Italia fino a una Roma splendida e decadente, il testo antico dispiega una serie incalzante di possibilità narrative, libere da ogni tabù, dove sesso, amore, amicizia, ambizione e rabbia si mescolano in sorprendenti vicende di ordinaria vita da nerd post adolescenti, belli e arroganti, scazzati e presuntuosi, pronti a scegliere l'avventura in cambio del niente che gli viene offerto dalla vita. Una corrosiva energia critica percorre tutto il racconto, insieme alla "favola" antica dell'impotenza, che è l'impossibilità di incidere sugli eventi pur leggendoli con infallibile lucidità.

Cosa mi ha colpita:
Avendo fatto il Liceo Classico conosco bene il Satyricon e sono troppo curiosa di leggerne questa rivisitazione in chiave moderna. Curiosa, e anche un po' scettica a dire la verità.

Quando mi piacerebbe leggerlo:
Novembre, un pomeriggio nebbioso e spento.


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Titolo: Vita di vita
Autore: Eraldo Affinati
Editore: Mondadori
Pagine: 163
Prezzo: 17 euro

Trama:
Due uomini e un ragazzo si stagliano contro l'orizzonte in un infuocato tramonto africano. 
Una catena di speranza e coraggio li ha condotti fin lì. Forza consumata senza risparmio. Vita di vita. 
Khaliq, nato in Sierra Leone, è sopravvissuto a esperienze estreme. Cresciuto alla Città dei Ragazzi, storica comunità educativa dove insegna Eraldo Affinati, adesso lavora in un bar. Il giovane e l'adulto hanno stretto un patto: se il figlio avesse riabbracciato la madre perduta, il professore sarebbe andato a conoscerla.
Questo libro racconta un viaggio attraverso la periferia di una grande città fuori controllo verso il villaggio lontano in cui una donna attende fiduciosa. I cieli africani, il buio vero, la luce accecante, la polvere negli occhi ardenti di bambini in tripudio per un pallone. Eraldo Affinati, accompagnato da un amico avvocato, sprofonda dentro se stesso: "Cosa vuol dire essere un insegnante? Mettere in grado chi hai di fronte di ascoltare la voce del suo maestro interiore. Ricucire gli strappi. Versare acqua sulla spugna secca...". I messaggi che riceve dagli studenti rimasti a casa lo riportano alla storia martoriata del Novecento, in profonda risonanza con tutta la sua opera. Le radici strappate di Khaliq vengono raccolte dai fantasmi dei partigiani trucidati dai nazisti, i quali sembrano consegnare ai nostri adolescenti il testimone della loro giovinezza spezzata, rinnovando agli occhi dello scrittore il valore dell'azione paterna senza ricambio, né compenso.

Cosa mi ha colpita:
Ok, questo non è propriamente un romanzo ma piuttosto un racconto/riflessione che Eraldo Affinati fa sulla storia, su tragiche vite spezzate, su vite in attesa di qualcosa.
E poi i racconti di viaggio fanno sempre colpo su di me!

Quando mi piacerebbe leggerlo:
Non saprei. Probabilmente è una lettura invernale : Gennaio, Febbraio. Al massimo Marzo.


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Titolo: Arrivano i pagliacci
Autore: Chiara Gamberale
Editore: Mondadori
Pagine: 204
Prezzo: 15 euro

Trama:
Allegra Lunare ha vent'anni, è nel momento in cui la vita, per molti, comincia: invece per lei finisce, e deve trovare il coraggio per iniziarne una tutta nuova.
Allora Allegra scrive: per non avere paura, per salvarsi l'infanzia, per non dimenticare il senso delle persone e delle cose che sono stati il suo mondo fino a quel momento. Scrive una lettera ai nuovi inquilini che abiteranno la casa dove ha vissuto con la sua bizzarra famiglia, e prende spunto dagli oggetti che rimangono nell'appartamento e di quei pochi che porterà con sé. Ognuno di essi racconta una storia: quella di suo padre, universitario rivoluzionario, e della mamma, giovanissima modella americana; la nascita di suo fratello Giuliano, con la sindrome di down; l'amore magico tra Adriana e Matilde; l'incontro con Zuellen, che è affamata d'amore e sa trasformare tutto in qualcos'altro; le cose che ha imparato a teatro e al circo, la più importante: che dopo il numero dei trapezi arriva sempre il numero dei pagliacci... La scrittura di Allegra procede come il respiro veloce della giovinezza, quando si ha fretta di capire: per libere associazioni, per assonanze del cuore, accostando ai sentimenti cose che ne sono i correlativi oggettivi, e che spesso li esprimono con maggior potenza. Il suo sguardo si posa su ogni spazio da una prospettiva inattesa, filtrato dalle lenti colorate con cui ha imparato a osservare la vita per non essere lambita dalle sue ombre: e ci restituisce un'istantanea candida e acutissima al tempo stesso.

Cosa mi ha colpita:
Attendevo l'uscita del nuovo lavoro della Gamberale. Mi piace davvero molto il suo stile, mi piacciono le sue storie e le sue riflessioni sull'esistenza. Di suo avevo letto qualche anno fa Le luci nelle case degli altri e mi aveva lasciato senza fiato.

Quando mi piacerebbe leggerlo:
Appena avrò un po' di tempo, ma assolutamente prima di Natale.



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Titolo: Se ho paura prendimi per mano
Autore: Carla Vistarini
Editore: Corbaccio
Pagine: 237
Prezzo: 14,90 euro

Trama:
Smilzo, fallimentare barbone nonché ex analista finanziario di successo, è al supermercato quando avviene una rapina in cui resta uccisa una donna. Vicino a lei c'è una bambina di tre anni, impietrita dallo choc. Prima che la polizia si renda conto di quel che sta succedendo, un energumeno cerca di rapire la piccola, ma Smilzo riesce a prenderla e a portarla via con sé. Non sa esattamente cosa l'abbia spinto e non sa che farsene di lei. Però sa che lei ha bisogno di protezione e, incredibilmente, sente che lui può esserle di aiuto. Non importa se finirà nei guai e dovrà nascondersi per mezza Roma, inseguito da una banda di criminali. Smilzo non è uno sprovveduto, e con l'aiuto di un'improbabile compagnia costituita da un prete e di un attempato professore universitario (per non parlare di un saccente chihuahua) riuscirà a cambiare il destino della bambina e anche il suo.

Cosa mi ha colpita:
Storia che sembra tenera e simpatica. Ci vuole ogni tanto. Mi ha ricordato per alcuni aspetti un libro che ho letto quest'estate: La misura della felicità di Gabrielle Zevin (pubblicherò la recensione Lunedì, se vi interessa).

Quando mi piacerebbe leggerlo:
Con la neve, durante un viaggio di pochi giorni.



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Titolo: Phobia
Autore: Wulf Dorn
Editore: Corbaccio
Pagine: 324
Prezzo: 16,60 euro

Trama:
Londra, una fredda notte di dicembre nell'elegante quartiere di Forest Hill. Sarah sta dormendo quando sente rientrare il marito, che sarebbe dovuto restare via per lavoro ancora qualche giorno. Ma l'uomo che trova in cucina intento a prepararsi un panino non è Stephen. Eppure indossa gli abiti di Stephen, ha la sua valigia, ed è arrivato fin lì con l'auto di Stephen, parcheggiata come al solito davanti alla casa. Sostiene di essere Stephen, e conosce particolari della loro vita che solo lui può conoscere. Elemento ancora più agghiacciante, l'uomo ha il volto deturpato da orribili cicatrici. Per Sarah e per Harvey, il figlio di sei anni, incomincia un incubo atroce, anche perché lo sconosciuto scompare così come era apparso e nessuno crede alla sua esistenza. 
Anche la polizia è convinta che Sarah sia vittima di un forte esaurimento nervoso e che non voglia accettare che il marito sia andato via di casa volontariamente e che presto tornerà. Sola e disperata, Sarah si rivolge all'unica persona che, forse, può aiutarla, il suo amico d'infanzia Mark Behrendt, psichiatra che conosce gli abissi dell'animo umano. Insieme Mark e Sarah iniziano a indagare, mentre il misterioso sconosciuto è sempre un passo avanti a loro e sembra divertirsi a tormentarli, a lasciare piccoli segnali e scomparire. Chi è l'uomo sfigurato? Che cosa vuole da Sarah?

Cosa mi ha colpita:
Di Wulf Dorn ho in libreria Il mio cuore cattivo ma non l'ho ancora letto. Tuttavia, le sue trame mi intrigano sempre moltissimo. Dai, questa è strepitosa!!!

Quando mi piacerebbe leggerlo:
Notte. Inverno. Camino acceso.


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Titolo: Io, te e la vita degli altri
Autore: Vincent Maston
Editore: Salani
Pagine: 221
Prezzo: 13,90 euro

Trama:
A volte vorresti ribaltare il mondo. Vorresti urlare e invece taci, anche quando la vita è così ingiusta e stupida da far male. Eppure ci sono dei momenti in cui quella stessa vita offre inaspettatamente un piccolo, temporaneo sollievo. Apre uno squarcio, e le tue azioni diventano atti di giustizia. Laggiù punisci i prepotenti, gli indifferenti, i maleducati. Come un eroe invisibile. Germain vive in due mondi: in uno è un bravo ragazzo, serio e lavoratore, appassionato di musica, un po' troppo introverso per colpa di una grave balbuzie che lo affligge dalla nascita, perfino innamorato; nell'altro, che assume le dimensioni tentacolari della metropolitana cittadina, si trasforma, giocando d'azzardo sul limite invisibile tra bene e male. Fino al giorno in cui incontra una ragazza che fa esattamente come lui... e, all'improvviso, Germain è costretto a cambiare le regole del gioco. 
"Io, te e la vita degli altri" è un romanzo sulla forza delle intenzioni e sul potere della volontà; un inno alle piccole azioni che stravolgono la spietatezza e l'indifferenza del mondo.

Cosa mi ha colpita:
Questo mi ha colpita moltissimo per la trama. E' uno di quelli che desidero di più della selezione di titoli di questa settimana. 

Quando mi piacerebbe leggerlo:
Seduta per terra, sgranocchiando mandorle.



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Titolo: Le persone, soltanto le persone
Autore: Christian Raimo
Editore: Minimum Fax
Pagine: 210
Prezzo: 14,90 euro

Trama:
Un incontro casuale durante una festa scaraventa Tiziano nella dimensione parallela di una relazione extraconiugale dalla quale non riesce più a tirarsi fuori. 
Due amici, di cui un ex tossicomane, si ritrovano dopo anni con i segni dell'invecchiamento ben visibili ma le ossessioni intatte. E cosa ci fa Italo Calvino nell'appartamento di un precario degli anni Settanta, con un pezzo di hashish in mano e la testa piena di pensieri ostili verso il boss dell'editoria nazionale, Pier Paolo Pasolini?
Christian Raimo torna al racconto, e lo fa con una raccolta in cui i sentimenti che tengono in piedi (o che distruggono) le nostre vite vengono esplorati con un nitore spietato e un'ironia amorevole e surreale. I tradimenti, le passioni, gli errori che possono costare caro, e quella prova tanto difficile quanto rigenerante che è il perdono. 
Le persone del titolo siamo in fondo proprio noi, gettati nell'arena di questi giorni, fragili, instabili, sempre sul punto di cadere. Ma anche noi che, quando tutto sembra perduto, siamo miracolosamente in grado di riconoscerci l'un l'altro come amanti, fratelli, simili, alle prese con la nostra occupazione più importante: la vita, sempre la vita.

Cosa mi ha colpita:
Tenevo d'occhio quest'autore già da un po' di tempo. Non ho mai letto nulla di suo ma mi ispirano molti titoli tra cui Il peso della grazia e Latte. L'idea poi di parlare, attraverso dei racconti, di tutti noi abitanti del mondo è geniale.

Quando mi piacerebbe leggerlo:
In giro, magari sui mezzi pubblici o mentre faccio la fila al supermercato.


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Titolo: Storia di una maestra
Autore: Josefina Aldecoa
Editore: Sellerio
Pagine: 250
Prezzo: 14 euro

Trama:
Lungo le tappe della vita, la generosa carriera di una maestra nella Spagna repubblicana. 
Era il 1923 quando iniziò quello che Gabriela chiama il suo "sogno", che è lo stesso sogno rivoluzionario dell'istruzione: vincere l'infelicità umana attraverso l'educazione. 
Maestra appena diplomata, il primo incarico lo ebbe in un paesino di montagna isolato, che le insegnò prima di tutto la resistenza di un ambiente ottuso. Subito dopo, la Guinea equatoriale, dove conobbe l'entusiasmo infantile dell'apprendere in cui si manifesta, essendo i bambini uno specchio fedele, il desiderio insopprimibile della società di progredire. Poi i distretti rurali della Spagna profonda, con le prospettive nuove aperte dalla Seconda Repubblica, gli odi retrivi e i fanatici eccessi, mentre la sua vita privata si dibatteva nella dura esistenza quotidiana. Fino alla scoppio della guerra civile, il sogno infranto. Ma Gabriela non è una militante, è una maestra. Per questo nella sua memoria risalta, con più forza che in qualunque retorica progressista, come sia l'istruzione il campo permanente in cui si svolge la lotta per il cambiamento. E le sue parole non riflettono solo il sacrificio, in un'epoca volenterosa, di tanti maestri di campagna (in Spagna, ma si può dire anche altrove) che volevano salvare la società attraverso l'educazione.

Cosa mi ha colpita:
Ho letto da qualche parte che si tratta di un romanzo del 1990 in cui l'autrice riporta le memorie autobiografiche della madre in forma narrativa.

Quando mi piacerebbe leggerlo:
In autunno, all'aperto, con un leggero venticello tra i capelli.


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Titolo: Quando gli uomini sono via
Autore: Siobhan Fallon 
Editore: Nottetempo
Pagine: 260
Prezzo: 16,50 euro

Trama:
Nella base militare di Fort Hood, mentre gli uomini sono in missione in Iraq, le donne continuano a vivere, a incontrarsi sul campo di parata che diventa un prato da picnic, a portarsi una mano sul cuore quando sentono suonare la ritirata, a cercare di resistere ai giorni tutti uguali di attesa e di paura. Rimaste a casa nel cuore del Texas, chiuse in uno spazio recinto da filo spinato e posti di guardia, Meg, Natalya, Helena, Carla e le altre aspettano il ritorno dei mariti, di soldati che rientrano con le divise dure di sabbia e di sudore, gli occhi bruciati dalla vista del sangue e i sogni sconvolti dalla guerra. Aspettano mariti che forse non tornano o non tornano interi. In questa raccolta di racconti Siobhan Fallon scrive della guerra non guerreggiata, che rischia di produrre segni e cicatrici ancora più profondi di quelli lasciati dalle armi. E restituisce profondità, spessore, voce di donna al conflitto iracheno.

Cosa mi ha colpita:
C'è bisogno che lo dica? La trama è meravigliosa. E di questi argomenti se ne parla sempre troppo poco. Sul tema donnecheaspettanodisperateimaritidiritornodallaguerra è incentrato uno dei miei film preferiti di sempre : Brothers di Jim Sheridan (bellissimo, ve lo consiglio!)

Quando mi piacerebbe leggerlo:
In primavera, quando fa ancora piuttosto freddo, al parco.


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Titolo: Tre anime 
Autore: Janie Chang
Editore: Fabbri editori
Pagine: 462
Prezzo: 14,90 euro

Trama:
"Abbiamo tre anime, o almeno così mi è stato detto. Ma solo morendo ho scoperto che è vero." 
Mentre la giovane Leiyin assiste al proprio funerale dall'alto, in bilico tra due mondi, scopre che l'unico modo per uscire dal limbo in cui è rimasta intrappolata è rivivere una a una le proprie colpe. 
In un doloroso viaggio tra i ricordi, Leiyin rivede la sua adolescenza privilegiata, trascorsa in un'elegante villa tra l'amore per i libri e le speranze di un avvenire dorato, mentre fuori la Cina è sconvolta dalla guerra civile. Fino all'incontro con l'affascinante Hanchin, poeta e militante comunista, che la seduce al primo sguardo, la corteggia regalandole una copia del romanzo proibito Anna Karenina e la istiga a sfidare il padre, pur di inseguire quell'amore illecito.
La punizione avrà conseguenze durissime: un matrimonio non voluto, una maternità difficile, persino la morte di Leiyin. Perché lei per quell'amore è stata disposta a tutto. Persino a un tradimento terribile, che ora, forse, è venuto il momento di espiare.

Cosa mi ha colpita:
Una storia triste e crudele sulle conseguenze delle nostre azioni terrene.
La copertina è strabiliante, bellissima.


Quando mi piacerebbe leggerlo:
A novembre, in cucina, mentre sorseggio un caffè caldo.


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Titolo: L'ospite notturno
Autore: Fiona McFarlane 
Editore: Einaudi
Pagine: 462
Prezzo: 14,90 euro

Trama:
Con i figli lontani e il marito scomparso da tempo, Ruth vive nella casa sul mare in compagnia dei gatti e della propria svagata immaginazione. I ricordi d'infanzia nelle isole Fiji, gli amori passati e i pensieri di una vita fanno parte delle sue giornate al pari delle telefonate e delle faccende da sbrigare, in un morbido sfumare tra fantasie e realtà. Fino all'arrivo, un giorno, di un'ospite inattesa che, senza chiederle nulla in cambio, comincia ad aiutarla in tutto. Una donna energica capace anche, forse, di cacciare via il fantasma del salotto. Una presenza che per Ruth si rivela ben presto assai preziosa anche se forse un po' assidua, decisamente troppo assidua.

Cosa mi ha colpita:
Inquietante.

Quando mi piacerebbe leggerlo:
Questo è uno di quei libri che comprerei subito, all'istante. E che leggerei appena comprato. Quindi, spero presto.



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Titolo: A nuoto verso casa
Autore: Deborah Levy
Editore: Garzanti
Pagine: 143
Prezzo: 16,40 euro

Trama:
E' un pigro pomeriggio d'estate sulle colline che fanno da cornice alla Costa Azzurra. Quando Nina lascia correre lo sguardo sul rigoglioso giardino della villa in cui sta passando le vacanze, qualcosa attira la sua attenzione. C'è una donna nella piscina. Sospesa nell'acqua, la carnagione bianchissima in contrasto con una fiammata di riccioli rossi. Sembra priva di sensi. Nina ha solo quattordici anni. E spaventata e aspetta l'intervento dei genitori, ma non ce n'è bisogno: pochi istanti dopo Kitty Finch esce dalla piscina e si accomoda mollemente su una sdraio. 
E ciò che a prima vista sembra solo un banale imprevisto ben presto diventa un incontro sconvolgente, in grado di sovvertire il destino degli ospiti della villa. 
Con il passare dei giorni la presenza sempre più ingombrante di Kitty si rivela tutt'altro che casuale. Chiusa in una busta di carta, la donna custodisce una poesia che vorrebbe far leggere a Joe, il padre di Nina. Joe è un famoso poeta, e Kitty una sua devota ammiratrice. Ma Joe non riesce ad aprire quella busta. E come se lì dentro si nascondesse l'ombra di un passato che per tutta una vita ha cercato di scrollarsi di dosso. Intanto la magnetica attrazione tra Kitty e Joe li trascina in un gorgo che tutto annulla: i traumi della storia, quelli dell'amore, il matrimonio, la letteratura. Dal crollo inesorabile dei vincoli familiari si salva soltanto Nina, non più fragile adolescente ma donna consapevole, capace di dire di sì alla vita giorno dopo giorno.

Cosa mi ha colpita:
Anche in questo caso la trama inquietante e misteriosa. A dire la verità anche un po' confusa.

Quando mi piacerebbe leggerlo:
Assolutamente estate. Caldo, afa, sabbia, schiuma del mare.



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Titolo: Dove si va da qui
Autore: Simone Marcuzzi
Editore: Fandango
Pagine: 318
Prezzo: 16,50 euro

Trama:
Gabriele e Nadia stanno insieme da dodici anni. Si sono conosciuti all'Università, lui Ingegneria, lei Veterinaria, una battuta veloce, l'appuntamento dopo le lezioni, il riepilogo dei fallimenti amorosi di entrambi, e ora eccoli qui: convivono in un bell'appartamento, con le fotografie delle vacanze d'estate ben esposte all'ingresso. 
Gabriele è diventato manager di un'azienda metalmeccanica con varie sedi all'estero, prediligendo un incarico di responsabilità in Italia a un'esperienza avventurosa a Shangai. Nadia l'ha presa come una prova d'amore, il segno inequivocabile che la svolta è vicina. 
Così, da quando anche lei ha un lavoro stabile in una clinica privata, non riesce a smettere di pensare a cosa sarà domani, perché ormai l'amore è fuori questione, scandito dalla ripetizione delle attenzioni quotidiane, e tutte le domande finiscono sempre con l'interrogativo più grande: Perché una volta era più bello?
Sullo sfondo di una provincia del Nordest sulla quale si abbatte la crisi economica, "Dove si va da qui" ritrae, come in un quadro che scolora, i problemi capitali di una generazione che ha pochi progetti e troppe preoccupazioni. Simone Marcuzzi riannoda il filo della storia guardando Nadia e Gabriele muoversi con circospezione in un tempo presente che li vorrebbe pronti per il grande salto, eppure il passato sembra già così ingombrante, anche a trent'anni.

Cosa mi ha colpita:
Faccio parte anche io di questa generazione che purtroppo non ha pochi progetti, ma non ha il modo per realizzarli.

Quando mi piacerebbe leggerlo:
Marzo, Aprile o Settembre, ovvero in quei periodo di passaggio e di preoccupazione.



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Titolo: Vendetta
Autore: Yoko Ogawa
Editore: Il Saggiatore
Pagine: 168
Prezzo: 15 euro

Trama:
Un'aspirante scrittrice si trasferisce in un nuovo appartamento e scopre che l'anziana padrona di casa coltiva strani ortaggi a cinque dita. Un chirurgo affermato è avvicinato da un'affascinante cantante di pianobar, che cerca un rimedio per la mostruosità del suo cuore. Intanto, una brama violenta muove un solitario artigiano di borse, disposto a tutto pur di avere quel cuore prodigioso. Sullo sfondo, una residenza vetusta divenuta un museo della tortura: in giardino un'enorme tigre del Bengala sta morendo, e forse anche il vecchio custode della villa, insieme ai suoi segreti. 
Undici storie parallele, un'unica mano invisibile che ne regge i fili: la recondita diabolicità dell'essere umano. Madri e figli, vittime e amanti clandestini, assassini e anonimi passanti, i destini si intersecano in una rete sempre più nera e inquietante di enigmi e indizi. Una prosa tagliente e raggelante, un'immaginazione lugubre che richiama il giro di vite e i racconti di Poe, un'ossessione sinistra per i dettagli: Yoko Ogawa non lascia nulla al caso. In "Vendetta" non ci sono spazi neutrali, tutto converge e partecipa silenziosamente allo svolgimento dell'azione. Pinzette per sopracciglia, camici, frigoriferi, ceste di pomodori: ecco gli strumenti scelti per tessere la ragnatela della perversione, sempre celati dall'alibi della loro quotidiana innocenza. Quando desiderio e istinto collidono, il lato oscuro dell'uomo prende il sopravvento, provocando una catena di efferatezze.

Cosa mi ha colpita:
Qui mi sono fidata del nome dell'autore. Lo conosco e lo apprezzo moltissimo.

Quando mi piacerebbe leggerlo:
Secondo libro Jolly della selezione: lo si può leggere quando si vuole, in base al proprio umore del momento.


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Termina anche questo Giovedì l'appuntamento fisso con le novità editoriali (decisamente troppe).
A voi cosa interessa? Comprerete qualcuno di questi titoli? Vi incuriosisce qualche trama in particolare?

Buona vita e buone letture.



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