giovedì 4 settembre 2014

La mole sconsiderata delle uscite editoriali, ovvero Novità della settimana.


Salve miei amati lettori,
oggi giornata di novità! Siamo pronti per una nuova puntata di Profumo di pagine nuove.
Come capirete dalla lunghezza del post (-_-), questo appuntamento è piuttosto corposo.
Vi indicherò le novità della settimana interessanti secondo me, dunque tralasciando alcune uscite che non rientrano nei miei gusti. Mi occuperò soltanto di narrativa (ma sto pensando di inserire un appuntamento mensile per parlarvi delle nuove uscite di saggistica).
Ma iniziamo subito...


#11
Dal 2 al 7 Settembre 2014


Titolo: Cose che fanno battere più forte il cuore
Autore: Mia Kankimaki
Editore: Piemme (Collana Voci)
Pagine: 384
Prezzo: 18,50 euro

Trama:
A trentotto anni Mia si sente sopraffatta dalla routine della sua esistenza, come se il tempo passasse insensatamente. Finché un giorno decide di lasciare il suo lavoro presso una casa editrice per partire sulle orme di Sei Shonagon, dama di corte e scrittrice giapponese vissuta nel decimo secolo. 
Mia non parla giapponese e a Kyoto non conosce nessuno, ma ha letto l'opera di Sei, "Note del guanciale", e sente di aver trovato in lei una sorella spirituale: una donna moderna e disinibita le cui osservazioni sulla vita potrebbero provenire dalla penna di Virginia Woolf. 
Le liste che arricchiscono il suo diario e in cui elenca le cose gradevoli, sgradevoli, odiose e quelle che fanno battere più forte il cuore, sono di estrema attualità. Presto la nuova vita trascina Mia: si innamora dei templi, dei fiori di ciliegio, dei salici piangenti lungo il fiume Kamo, della meditazione zen, delle sale da tè, delle serate al pub insieme a nuovi amici e nuovi amori. 
Cercando il Giappone antico tra giardini e palazzi, Mia troverà il filo che la lega alla sua eroina e scoprirà se stessa e che cosa vuole davvero dalla vita.

Cosa mi ha colpita:
Sicuramente i riferimenti al Giappone nella copertina hanno fatto il loro lavoro sporco :)
E poi la trama è davvero affascinante. Amo quelle storie di donne che ritrovano loro stesse attraverso un viaggio!

Quando mi piacerebbe leggerlo:
In autunno, a Novembre. Quando il freddo non gela, e il caldo non fa sudare.



Titolo: La lettrice che partì inseguendo un lieto fine
Autore: Katarina Bivald
Editore: Sperling & Kupfer
Pagine: 399
Prezzo: 16,90 euro

Trama:
Se la vita fosse un romanzo, quella di Sara non sarebbe certo una storia d'avventura.
 In ventotto anni non ha mai lasciato la Svezia e nessun incontro del destino le ha scompigliato l'esistenza. Timida e insicura, si sente a suo agio soltanto in compagnia di un buon libro e i suoi migliori amici sono i personaggi nati dalla fantasia degli scrittori, che le fanno vivere indirettamente sogni, viaggi e passioni. 
Fino al giorno in cui riceve una lettera da una piccola città dal nome bizzarro, sperduta in mezzo all'Iowa: Broken Wheel. A scriverla è una certa Amy, sessantacinquenne americana che le invia - dalla propria vastissima biblioteca personale - un romanzo richiesto da Sara su un sito web. E così che inizia tra loro una corrispondenza affettuosa e sincera, che apre a Sara una finestra sulla vita: Amy le dimostra che è possibile amare la lettura senza per questo isolarsi dal mondo, perché è bello condividere ogni piccolo momento prezioso, anche se si tratta di un romanzo. 
E dopo un fitto scambio di lettere e libri durato due anni, Sara stessa trova finalmente il coraggio di attraversare l'oceano per incontrare l'amica lettrice. Tuttavia, come in un inatteso capovolgimento di trama, non c'è Amy ad attenderla: il suo finale, purtroppo, è giunto prima del previsto. 
Ci sono però tutti gli eccentrici abitanti di cui Amy le ha tanto parlato. E mentre loro si prendono cura della spaurita turista (la prima nella storia di Broken Wheel), Sara decide di ricambiare iniziandoli al piacere della lettura.

Cosa mi ha colpita:
Ok, questo è abbastanza ovvio che mi abbia colpita. Dai... Sono una lettrice, sono romantica...
In ogni caso la trama sembra carina e molto positiva ( e ogni tanto, abbiamo anche bisogno di una lettura leggera).

Quando mi piacerebbe leggerlo:
D'inverno in un paesino di montagna, rintanata in casa con il camino acceso.



Titolo: Ogni giorno è per il ladro
Autore: Teju Cole 
Editore: Einaudi
Pagine: 142
Prezzo: 16 euro

Trama:
Le città si aprono intorno a chi le attraversa come un paesaggio e si chiudono come una stanza, diceva Benjamin. Ed è cosi per il narratore di questo libro, un nigeriano che torna nel suo paese dopo quindici anni vissuti a New York. 
E' fuggito da Lagos quasi di nascosto, per motivi misteriosi forse anche per lui: certo c'entrano la morte del padre e un risentimento mai elaborato per la madre. Ecco, rabbia e amore sono la coppia che definisce il rapporto con la sua città: una metropoli enorme, brulicante di vite e di storie in una quantità che stordisce, avamposto della modernizzazione globale e allo stesso tempo calviniana città invisibile. 
Il testo è accompagnato da diciannove fotografie dell'autore, diciannove immagini che fanno da controcanto ai capitoli come una storia parallela, diversa eppure puntata verso la stessa direzione: sia le parole sia le immagini, in fondo, si interrogano sugli ostacoli della visione. 
Lagos è una città difficile da vedere, nelle foto di Cole appare spesso sfocata, nascosta dalla griglia di un recinto, da una tenda, da un finestrino offuscato dalla pioggia, dalla ragnatela di un vetro rotto. 
Allo stesso tempo le parole del narratore (studente di medicina e aspirante scrittore come il protagonista di "Città aperta") sono, è vero, di una lucidità che confina con la spietatezza, ma anche segretamente fessurate dalla malinconia, dall'irrequietezza, dal rancore di chi è stato tradito. Un appannamento dello sguardo che è quello proprio dell'amore.

Cosa mi ha colpita:
Libro difficile, ma che tocca un tema a me molto caro: l'abbandono della propria terra e i sentimenti che questo suscita. L'attaccamento alle proprie origini è qualcosa di reale o soltanto di ideologico?

Quando mi piacerebbe leggerlo:
Lettura da concentrazione : poltrona in pelle, luce da dietro le spalle, coperta e biscotti a volontà.




Titolo: L'estate in cui accadde tutto
Autore: Bill Bryson
Editore: Guanda
Pagine: 552
Prezzo: 19,50 euro

Trama:
E' il maggio del 1927 e può capitare che un giovane taciturno e allampanato, Charles Lindbergh, si trasformi da un giorno all'altro da perfetto sconosciuto a eroe planetario, il primo pilota a trasvolare l'Atlantico da Long Island a Parigi, dove viene accolto da un'immensa folla festante. La sua impresa sancisce la supremazia tecnologica statunitense sul Vecchio Continente e dà inizio a una straordinaria estate in cui centinaia di migliaia di americani si accalcano negli stadi, nelle piazze, lungo le strade o nei cinema per assistere ai successi della più grande squadra di baseball mai esistita, i New York Yankees di Babe Ruth, e agli incontri di Jack Dempsey, pugile soprannominato "il massacratore", per guardare i primi film sonori prodotti da Hollywood e per seguire morbosamente i casi di cronaca più scandalosi. 
E poi ancora, la gente si scatena al ritmo del jazz nei locali notturni, rimane incollata alla radio per ascoltare le prime dirette sportive, osserva le città crescere ad altezze vertiginose e riempirsi di automobili... E un tripudio di energia, creatività ed entusiasmo che segnerà quell'anno cruciale e ne farà il picco radioso di un periodo irripetibile, due anni prima della Grande Depressione che spazzerà via tutto.

Cosa mi ha colpita:
Sulle orme del suo " Breve storia di (quasi) tutto", l'autore torna con una nuova opera ambiziosa e pazza.

Quando mi piacerebbe leggerlo
Non è proprio un romanzo, bensì (almeno credo) un racconto reale romanzato. Quindi, credo che farebbe al caso mio nel periodo autunnale di Ottobre - Novembre.





Titolo: La vita in ogni respiro
Autore: Blanca Busquets
Editore: Piemme
Pagine: 238
Prezzo: 14,90 euro

Trama:
Barcellona, anni '60. Teresa è solo una bambina quando trova, abbandonato in un cassonetto, un violino. Non è un violino come tutti gli altri, è magico: perché sembra quasi luccicare al sole, e tutte le cose che luccicano, lei lo sa con certezza, sono cose magiche. 
Quello che Teresa non sa è che, da quel momento, il suo destino cambierà. Perché il violino le spalancherà le porte di un'altra magia: la musica. 
Berlino, oggi. Sono passati dieci anni dalla morte di Karl T, grandissimo direttore d'orchestra: per l'occasione tre grandi musiciste si esibiranno per ricordarlo. Sono le tre donne che Karl ha amato di più in tutta la sua vita: Maria, Anna e Teresa. Tre donne che hanno intessuto negli anni rapporti diversi e intensissimi con Karl, ai tempi in cui la sua casa di Barcellona era aperta a tutti e, sempre, inondata di musica, a scandire i loro giorni e i loro respiri. Tre donne unite dall'amore per lui, e da un oggetto molto prezioso, passato di mano in mano e di vita in vita, attraversando e incrociando i destini di ciascuna. Quel violino, che stasera, la sera della celebrazione, dopo molti anni ricomparirà, a chiudere magicamente, sulle note di Bach, il cerchio dei ricordi e delle storie passate.

Cosa mi ha colpita:
La copertina non mi piace per niente, ma questa storia misteriosa e "musicale" mi intriga.

Quando mi piacerebbe leggerlo:
Lettura perfetta per il periodo estivo, accompagnata magari da un bel bicchiere di latte di mandorle freddo.





Titolo: Amore e ostacoli
Autore: Aleksandar Hemon
Editore: Einaudi
Pagine: 184
Prezzo: 18 euro

Trama:
Un viaggio con la famiglia a Kinshasa, i giochi di guerra dell'infanzia iugoslava, le vendite porta a porta del neoimmigrato negli Usa, le feste glamour per scrittori affermati: in otto racconti-capitolo, Aleksandar Hemon scandisce la storia di un giovane sradicato bosniaco a cavallo fra due mondi, la Sarajevo prebellica e la Chicago di oggi; la storia del suo farsi uomo e scrittore in una terra e in una lingua altre, dai primi versi imberbi della poesia. 


Cosa mi ha colpita:
Questa sembra davvero una lettura complicata, ma sia la copertina che il titolo hanno attirato la mia attenzione. Staremo a vedere.

Quando mi piacerebbe leggerlo:
Gennaio. Neve, se c'è. Cioccolato. Taccuino per appunti e chiarimenti.





Titolo: Il collare rosso
Autore: Jean Christophe Rufin
Editore: EO
Pagine: 154
Prezzo: 16 euro

Trama:
In una cittadina francese nella torrida estate del 1919 un eroe di guerra viene incarcerato in una caserma. 
Fuori, nella piazza deserta, il suo vecchio cane abbaia notte e giorno. 
Non lontano da lì, in campagna, una giovane donna attende e spera. 
Il giudice incaricato dell'affare è un aristocratico i cui valori sono stati messi in crisi dalla guerra. 
Tre personaggi e un cane che è la chiave del dramma...



Cosa mi ha colpita:
Di solito le storie che hanno cani o altri animali per protagonisti non mi attirano molto, ma in questo caso mi è sembrata particolare la scelta di mostrarci i punti di vista di tre personaggi più un cane. Chissà.

Quando mi piacerebbe leggerlo:
Anche questa, a mio parere, è una lettura invernale. In un pomeriggio piovoso, senza progetti.





Titolo: Anime nere
Autore: Gioacchino Criaco
Editore: Rubbettino
Pagine: 214
Prezzo: 14 euro

Trama:
"Anime nere" traccia la parabola esistenziale di tre giovani figli dell'Aspromonte che, bramosi di conquistare una vita diversa da quella ricevuta in dote, intraprendono un cammino fuori dalle regole. 
Danno e subiscono violenza, in un crescendo febbrile che dilagherà sempre più lontano: dal nord Italia all'Europa. 
I personaggi, Luciano, Luigi e la voce narrante, percorrono sino in fondo il sentiero di sangue da loro stessi tracciato. Sono contigui alla 'ndrangheta. E cattivi. Ma alla loro cattiveria hanno contribuito in tanti. 
La distinzione fra il bene e il male è però netta, impietosa, anche se nella loro vita, oltre alla violenza e al dolore, c'è una realtà inaspettata, fatta di affetti, amore, arcaicità. E c'è il mondo modernissimo di Milano, dei traffici, della corruzione. Sulla loro strada incontrano trafficanti di droga, terroristi arabi, imprenditori, politici, in una commistione che riflette il volto impresentabile della nazione.


Cosa mi ha colpita:
La grafica è meravigliosa (se passate in libreria prendetelo in mano ed apritelo), ma soprattutto è stata l'uscita il 18 Settembre del film omonimo di Francesco Munzi  a spingermi verso questo romanzo. 

Quando mi piacerebbe leggerlo:
Prima dell'uscita del film, quindi presto, prestissimo.




Titolo: Class - Vite infelici di romani mantenuti a New York
Autore: Francesco Pacifico
Editore: Mondadori
Pagine: 321
Prezzo: 19 euro

Trama:
Ludovica e Lorenzo sono giovani e belli. Si sono sposati anche se non si usa più.
Lei ha convinto il padre a aprirle una libreria nel quartiere Trieste, zona storica della borghesia romana. 
Lui, dottorando poco convinto in filosofia della scienza, si considera un filmmaker da quando ha realizzato un cortometraggio pieno di citazioni di film di culto. Un corto dove Ludovica, vestita di un pigiama giallo che ammicca alla tuta di Urna Thurman in Kill Bill, interpreta "la Sposina". 
Dopo la vittoria di un premio del comune di Roma, Lorenzo decide che, passati i trenta, ha ancora tempo per diventare regista. E per riuscirci si trasferisce un anno a New York. Ludovica, da brava Sposina, lo segue, lasciando alla famiglia la gestione della libreria. A New York i due entrano in contatto con un microcosmo di italiani con ambizioni artistiche e solidi patrimoni di famiglia. Finché un commento innocente semina il dubbio nella mente di Ludovica: e se suo marito non avesse talento? 
Saldando la tradizione del romanzo borghese ottocentesco agli sviluppi e le sperimentazioni dei più importanti autori internazionali contemporanei, Pacifico mette in scena il dramma di una generazione. Sospesi tra un benessere che va a esaurirsi nemmeno troppo lentamente e un futuro che sembra non essere più il tempo dove tutto è possibile ma un territorio oscuro e ostile, intrappolati nei riti di una borghesia cui manca il terreno sotto i piedi, i protagonisti di questo romanzo si trascinano soli in un presente nebbioso.
Cosa mi ha colpita:
In questo caso è stato soprattutto il tema a intrappolarmi : la situazione di noi giovani.
Mi ci trovo immersa, in un mondo fatto di desideri irrealizzabili e di futuri incerti. Una lettura che potrebbe far riflettere.

Quando mi piacerebbe leggerlo
In biblioteca, durante una giornata soleggiata di Ottobre.




Titolo: Tre sassi bianchi 
Autore: Lisa Genova
Editore: Piemme
Pagine: 348
Prezzo: 14,90 euro

Trama:
E' il mese di aprile, e l'isola di Nantucket si tinge di giallo acceso: milioni di narcisi fioriscono, a salutare la primavera e prepararsi per l'estate. Olivia ormai vive qui. Da quando il piccolo Anthony non c'è più, la sua vita è fatta di passeggiate sulla spiaggia, di letture, di giornate solitarie. E di ricordi. I ricordi di Anthony, un bambino che non ti guardava mai negli occhi, che non sapeva come si fa ad abbracciare qualcuno. 
Un bambino che adorava il numero tre. Tre erano gli anni che aveva quando gli è stata diagnosticata una grave forma di autismo; otto, quando è volato via per sempre. 
E adesso Olivia, sulla stessa striscia di sabbia fine su cui Anthony metteva in fila i suoi sassolini bianchi aspettando che le onde li portassero via, cerca di ricostruire ciò che è successo, di ripercorrere le tappe della breve vita di suo figlio. E di trovare, nel mistero di quel bambino che ha amato incondizionatamente, un senso. 
Perché, scoprirà in un modo del tutto inaspettato, se Anthony è venuto al mondo, è stato per insegnarle che l'amore può farsi sentire anche quando le porte del tuo mondo sono chiuse a chiave.

Cosa mi ha colpita:
Mi rendo conto che possa sembrare troppo tragico, ma quando si parla di autismo il mio interesse si accende. La copertina non mi ispira per niente e nemmeno il titolo. La trama sembra semplice ma profonda.
Chi leggerà vedrà.

Quando mi piacerebbe leggerlo
Stesa per terra nella mia camera.




Titolo: Elisir d'amore
Autore: Eric Emmanuel Schmitt
Editore: EO
Pagine: 126
Prezzo: 14,50 euro

Trama:
Dopo cinque anni di amore travolgente, Adam e Louise si lasciano. E' una separazione dolorosa e straziante che porta Louise a trasferirsi a Montreal, in Canada, mentre Adam rimane a Parigi. Lontani migliaia di chilometri, e separati da un oceano, i due cominciano una corrispondenza volenterosamente improntata all'amicizia in quanto logica e saggia fine di un grande amore. 
Così si raccontano la nuova vita che stanno facendo, le nuove amicizie e soprattutto i nuovi amori, con quella confidenza intima e speciale che cinque anni di appassionata convivenza hanno conferito loro. 
Ma il gioco nasconde una trappola. 
E' davvero possibile diventare amici di una persona con cui si è condivisa l'esperienza di un amore profondo, oppure passione e amicizia sono condannati a restare due mondi incompatibili?

Cosa mi ha colpita:
Ecco, è stata proprio la domanda finale della trama ad attirarmi. E' qualcosa che ci si chiede spesso, e a cui non si riesce a dare una risposta precisa. A mio parere probabilmente non è possibile, ma chissaà se questo romanzo possa insegnarmi qualcosa di nuovo.

Quando mi piacerebbe leggerlo
In primavera, all'aperto. Per segnalibro: una margherita.




Titolo: Sulla sponda
Autore: Rafael Chirbes
Editore: Feltrinelli
Pagine: 373
Prezzo: 19 euro

Trama:
La storia si apre con il rinvenimento di un cadavere nello stagno di Olba, luogo immaginario sulla costa della Comunità valenciana, in Spagna. 
Esteban, il protagonista, ha dovuto chiudere la sua falegnameria, lasciando i dipendenti disoccupati. Mentre accudisce il padre, entrato ormai nella fase terminale della sua malattia, Esteban indaga i motivi di una rovina che lo vede nel doppio ruolo di vittima e carnefice. Il benessere e il suo rovescio inseparabile, l'avidità. 
Lo specchio in cui guarda Esteban, a suo modo un uomo senza attributi, restituisce un'immagine fatta di sogni infranti e illusioni perdute. Nulla si è salvato dalla voracità di questi primi anni del XXI secolo. 
L'amore, la famiglia, l'amicizia, anche i codici sociali sono diventati parte del menu di questo banchetto solo per pochi. 
Nei romanzi di Rafael Chirbes la vita interiore dei personaggi coincide con un preciso paesaggio esteriore, in questo caso senza dubbio lo stagno. Lo stagno, principio e fine della narrazione, acquisisce un crescente peso simbolico che ci aiuta a capire le complesse relazioni che gli esseri umani mantengono con il loro ambiente e con la loro storia. 
La storia ci obbliga a guardare verso quello spazio fangoso che è sempre stato lì, anche se per anni nessuno sembrava essere disposto ad ammetterlo, al tempo stesso spazio d'uso e abisso dove sono stati nascosti delitti e lavate coscienze, pubbliche e private.

Cosa mi ha colpita:
Davvero molto interessante il collegamento tra paesaggio interiore ed esteriore. Mi ha incuriosita parecchio. 

Quando mi piacerebbe leggerlo
Nel mese di Aprile, su una sedia a dondolo.




Titolo: Muchachas 1
Autore: Katherine Pancol
Editore: Bompiani
Pagine: 340
Prezzo: 10 euro

Trama:
Hortense ha 23 anni, convive con il bellissimo Gary, studente di musica alla Juilliard e idolo di tutte le compagne di corso; ma il romanzo si apre con Hortense brutalmente abbandonata da Gary in mezzo a Central Park. 
Stella ha 34 anni, vive nella campagna francese insieme al figlio Tom e a molti animali, lavora in una ferriera; è fuggita di casa perché non sopportava di vedere sua madre maltrattata dal marito. Ma la violenza maschile non ha smesso di sfidarla. 
Joséphine è una raffinata parigina, sembra condurre una vita tranquilla, sin quando sua figlia Zoe, sedicenne, esce per andare a scuola e non fa più ritorno a casa. 
Hortense, Stella, Joséphine, tre vite lontane, i cui destini, inesorabilmente, stanno per intrecciarsi. Ma le donne sono ovunque in questo romanzo. Sono loro a condurre le danze. Da New York a Parigi, dalla Borgogna a Lourdes o a Miami. Donne che creano, s’infiammano, amano. Donne che si battono per la vita. E gli uomini? Ci sono anche loro. Ma sono le muchachas che danzano, danzano, danzano. E fanno scintille del loro destino.

Cosa mi ha colpita:
Romanzo dalle note femministe o femminili?
Dovrebbe essere il primo di tre libri che la Pancol ha dedicato all'universo femminile. Sono curiosissima!

Quando mi piacerebbe leggerlo
Estate, estate, estate.




Titolo:Il superlativo di amare
Autore: Sergio Garufi
Editore: Ponte alle Grazie
Pagine: 309
Prezzo: 16,50 euro

Trama:
Gino, quasi cinquant'anni, umbro di origine, scrittore di un solo libro, campa a Roma come traduttore (ora è alle prese con Cortazar, ma poi non si prospetta niente di buono), trascina una relazione con una donna sposata, non ha soldi, non ha certezze, non ha legami.
Insomma, all'apparenza, è uno dei tanti sfigati ultraquarantenni che popolano la narrativa italiana. Ma non è così.
Il problema di Gino è che, uno a uno, i suoi desideri sembrano avverarsi: lo scotto da pagare sarà notevole, sarà paradossale, ma quello che avete in mano, cari lettori, in piena controtendenza, è la tragicommedia di un uomo che ce la fa. 
Ambientato tra Roma, Parigi, Bruxelles e l'Umbria, "Il superlativo di amare" è un romanzo che ne contiene molti: il romanzo di un uomo nel pieno della maturità che deve fare i conti con l'eterno conflitto tra le aspettative giovanili e la loro evaporazione; il romanzo di una generazione che è stata tenuta in panchina e a cui ora viene chiesto di farsi completamente da parte; ma anche, e prima di tutto, il romanzo di un amore e di una cocciuta, ironica, romantica fedeltà a sé stessi e alla propria storia, alle passioni mai spente e agli ideali inattinti della giovinezza, unico antidoto contro la vanità e l'indifferenza di un mondo che promette sempre di mutare per rimanere sempre uguale.

Cosa mi ha colpita:
Eh si, questo fa proprio al caso mio. La storia, finalmente, di un uomo che prova e ci riesce.

Quando mi piacerebbe leggerlo
Mmmm, sono indecisa. Potrebbe essere carino in piena estate, come romanzo leggero ma di spessore.




Titolo: Non c'è niente che non va, almeno credo
Autore: Maddie Dawson
Editore: Giunti
Pagine: 384
Prezzo: 15,90 euro

Trama:
E' sabato mattina e Rosie e Jonathan sono a letto in un momento di intimità, quando il telefono inizia a squillare senza tregua. Sul display compare un numero sconosciuto. Ancora non sanno che quella telefonata di per sé insignificante manderà all'aria tutta la loro vita. 
Più che quarantenni, Rosie e Jonathan sono gli unici fra i loro amici a non aver messo su famiglia e a vivere da eterni fidanzati in un quadrilocale che sembra arredato da due studenti. Impossibile immaginare che a pochi giorni da quel sabato Jonathan si inginocchierà davanti a Rosie chiedendole di sposarlo e seguirlo in California! 
La prima a storcere il naso di fronte all'improvvisa proposta è l'energica nonna Soapie: sognatrice, anticonformista, irriverente, Soapie ha sempre spronato Rosie a osare nella vita, a coltivare le sue passioni e seguire i suoi desideri. Per questo non capisce cosa spinga la nipote sull'altra sponda dell'oceano, dietro a un ragazzotto con la passione per le tazzine di porcellana. 
Ma il destino è sempre pronto a stuzzicarci e quando Rosie sarà messa di fronte a un'altra scelta cruciale, dovrà per forza decidere quale partita giocare. Perché la grande regola della vita è che non è mai troppo tardi per correggere il tiro e la felicità è sempre più vicina di quanto immaginiamo. Basta ricordarselo.

Cosa mi ha colpita:
Classico romanzo leggero e senza pretese ma che tocca un tema stuzzicante : si può davvero vivere per sempre da eterni fidanzatini, o prima o poi bisogna cambiare qualcosa??

Quando mi piacerebbe leggerlo
Giugno sarebbe il mese perfetto. In una fresca serata di Giugno, si.




Titolo: Animali (topi gatti cani e mia sorella)
Autore: Ugo Cornia
Editore: Feltrinelli
Pagine: 111
Prezzo: 12 euro

Trama:
Una casa di famiglia, sull'Appennino bolognese. Una vecchia casa. Gli animali sono una presenza nota. Non si tratta sempre di animali domestici, o quantomeno la loro domesticità è lontana dalla nozione tradizionale. 
Se nell'annus mirabilis 1992 quella di topi, arvicole e ratti era stata una vera e propria invasione, il dibattito si riapre quando arrivano i piccioni con il vaiolo: la sorella del narratore, dolce animalista, si fa in quattro per curarli, e nondimeno cura, almeno idealmente, i topi, anzi i ratti che turbano la quiete della magione. Uno in particolare, piuttosto abitudinario, compare sempre sullo stesso ripiano della libreria, dal che sorge spontaneo il sospetto che il topo sia un osservatore consapevole delle cose umane. 
Ugo Cornia parte da qui per una scorribanda dentro tutte le convivenze che hanno a che fare con figure animali. Alle derattizzazioni e alle stragi di volatili innocenti fan seguito storie di gatti (il cacciatore di prede Cito, l'avventuroso Cionci, la depressa Pinzia), e di cani (il setter cieco Billo e Tobi, il cane pazzo della sorella). 
Attraverso gli animali Cornia ricostruisce la storia di famiglia, dove con le bestie si parla, si confligge, si fanno patti, si stabiliscono confini, dove attraverso le bestie si dispiegano il labirinto emotivo degli affetti, le stagioni di un'esistenza, lo spazio delle assenze e la sequenza delle morti.

Cosa mi ha colpita:
Particolare, non c'è che dire. Mi ha colpita l'originalità dello spunto da cui Ugo Cornia parte per raccontare una banale storia di famiglia.

Quando mi piacerebbe leggerlo
Storie familiari : Dicembre. Massimo Gennaio.





Titolo: I nostri giovedì al parco
Autore: Hilary Boyd
Editore: Nord
Pagine: 382
Prezzo: 16,40 euro

Trama:
Da dieci anni, Jeanie vive in una prigione di silenzio. 
Da quando, in una fredda sera di autunno, suo marito è rientrato a casa e ha iniziato a comportarsi come se lei non esistesse. 
Ancora oggi, lui non la guarda, non le parla, dorme in un'altra stanza. 
A poco a poco, Jeanie ha imparato ad andare avanti senza di lui, concentrandosi sul suo negozio di alimenti biologici e godendosi i giovedì al parco insieme con la nipotina. 
Ed è proprio in uno di quei pomeriggi che conosce Ray, anche lui lì per far giocare il nipote. 
Ray è galante, spiritoso, gentile. Per la prima volta dopo tanto tempo, Jeanie si sente di nuovo apprezzata e, giovedì dopo giovedì, si accorge di provare uno slancio che credeva di avere ormai perduto. 
Eppure la felicità ha un prezzo. Ben presto infatti, Jeanie si rende conto che, per abbandonarsi a un nuovo amore, deve liberarsi di ciò che la lega al passato, mettendo così a rischio tutto ciò che ha costruito. 
Come il rapporto con la figlia, che non capisce cosa stia succedendo alla madre, o la stima delle amiche, che le suggeriscono di non dare peso a un sentimento effimero. 
Ma, soprattutto, Jeanie deve ricominciare a comunicare col marito, e l'unico modo per farlo è scoprire cosa sia successo in quella notte di dieci anni prima...

Cosa mi ha colpita:
Tema che mi commuove sempre molto, ovvero quei rapporti che si sgretolano senza far rumore, senza grossi scossoni. Che semplicemente smettono di avere significato.

Quando mi piacerebbe leggerlo
Al più presto.



Titolo: Il libro delle verità nascoste
Autore: Amy Gail Hansen
Editore: Garzanti
Pagine: 277
Prezzo: 16,40 euro

Trama:
Ruby vuole solo dimenticare. Vuole solo cancellare l'ultimo anno al Tarble College e nascondere nel profondo quel segreto che non ha confessato a nessuno. 
Eppure, quando crede che il peggio sia alle spalle si ritrova tra le mani il libro da cui tutto è cominciato. Il libro che custodisce le ombre del suo passato
E' all'interno di una valigia: il bagaglio di Beth, una compagna di college che da pochi giorni è scomparsa. 
Ruby non poteva immaginare che "Una stanza tutta per sé" di Virginia Woolf riuscisse ancora a toccare le note più recondite della sua anima. A riportarla faccia a faccia con le sue paure. 
Ma lei è l'unica a conoscere il suo fascino oscuro. 
Tra quelle pagine ha visto crescere un'ossessione per le scrittrici suicide, donne fragili che si sono abbandonate al gesto più estremo. Un'ossessione che giorno dopo giorno l'ha avvicinata sempre più a Mark, il suo professore di letteratura. Eppure Ruby non può lasciare che quest'incubo si impadronisca di nuovo di lei, proprio ora che Beth è sparita. Deve cercarla. La ragazza sa che c'è solo un luogo che racchiude tutte le risposte. L'ultimo posto in cui vorrebbe tornare: Tarble, la sua università. 
Lì dove ha imparato che ciò che conta è essere i migliori, a qualunque prezzo. Lì dove misteriosi tentativi di suicidio le parlano di un destino a cui è difficile sfuggire. Lì dove, nel silenzio degli antichi e bui corridoi, ogni traccia riconduce a quel libro su cui c'è ancora molto da svelare. Perché dietro un animo fragile può celarsi un grande coraggio...

Cosa mi ha colpita:
Una trama davvero particolare e sicuramente intrigante. Potrebbe venirne fuori una bella storia misteriosa. E poi si parla di suicidio e di grandi scrittrici. Potevo lasciarmelo sfuggire?

Quando mi piacerebbe leggerlo
Nel campus universitario, tra aule, vecchi libri e visi sconosciuti.





Titolo: L'assassino cieco
Autore: Margaret Atwood
Editore: Ponte alle grazie
Pagine: 634
Prezzo: 24 euro

Trama:
"Dieci giorni dopo la fine della guerra mia sorella Laura precipitò con l'auto giù da un ponte." Sono queste le prime parole, semplici ma inquietanti, con cui Iris Chase, la voce narrante del romanzo, decide, a ottantadue anni, di raccontare le tormentate vicende della sua famiglia nell'arco di quasi un secolo. Ma sin dall'inizio il racconto di Iris viene interrotto dagli stralci di un altro romanzo, una scabrosa storia d'amore scritta dalla sorella tragicamente morta e pubblicata postuma con enorme successo: "L'assassino cieco". Il protagonista del romanzo, un uomo in fuga, inventa per la sua amante una storia di fantascienza su un pianeta inverosimile, dando, così, vita a un terzo livello narrativo.

Cosa mi ha colpita:
Semplicemente perchè amo i giochi narrativi di questo tipo, amo la metaletteratura. Margaret Atwood ripubblica questa sua opera che nel 2000 aveva vinto il Booker Prize.

Quando mi piacerebbe leggerlo
Si tratta di un bel romanzone corposo, quindi sarebbe perfetto per il periodo natalizio.




Titolo: Niente è come te
Autore: Sara Rattaro
Editore: Garzanti
Pagine: 219
Prezzo: 14,90 euro

Trama:
Due scatole colme di libri, pupazzi e tante fotografie. Tutto il mondo di Margherita è racchiuso in quelle poche cose. In spalla il suo adorato violino e tra le mani un biglietto aereo per una terra lontana: l'Italia. 
La terra dove è nata e che non rivede da quando è piccola. Ma ora è lì che deve tornare. Perché a quasi quindici anni Margherita ha scoperto che a volte è la vita a decidere per noi. 
Perché c'è qualcuno che non aspetta altro che poterle stare accanto: Francesco, suo padre. Il suono assordante dell'assenza di Margherita ha riempito i suoi giorni per dieci anni. 
Da quando sua moglie è scappata in Danimarca con la loro figlia senza permettergli di vederla mai più. Francesco credeva fosse solo un viaggio. Non avrebbe mai pensato di vivere l'incubo peggiore della sua vita. 
Eppure, ora che Margherita è di nuovo con lui, è difficile ricucire quello che tanto tempo prima si è spezzato. 
Francesco ha davanti a sé un'adolescente che si sente sbagliata. Perché a scuola è isolata dai suoi compagni e a casa passa le giornate chiusa nella sua stanza. Ma Francesco giorno dopo giorno cerca la strada per il suo cuore. Una strada fatta di piccoli ricordi comuni che riaffiorano. 
Perché le cose più preziose, come l'abbraccio di un padre, si possiedono senza doverle cercare. E quando Margherita ha bisogno di lui come non mai, Francesco le sussurra all'orecchio poche semplici parole per farle capire quanto sia speciale: "Niente, ma proprio niente, è come te, Margherita".

Cosa mi ha colpita:
Lo so, lo so. Sembra una sentimentalata. Me ne rendo conto. E le scelte grafiche non sono accettabili.
Però io sono attratta dai rapporti padre-figlia, cosa devo farci??

Quando mi piacerebbe leggerlo
Una bella mattinata di Luglio, col caldo che non ti fa pensare a nulla tranne che a ciò che stai leggendo.




Titolo: Mi chiamavano piccolo fallimento
Autore: Gary Shteyngart
Editore: Guanda
Pagine: 388
Prezzo: 18 euro

Trama:
Il piccolo ebreo russo Igor Shteyngart, ribattezzato con ruvido affetto paterno "Moccioso" per via dei continui attacchi d'asma, si trasforma, pochi anni dopo essere sbarcato a New York, in Gary, fan adolescente di Ronald Reagan, convinto oppositore del welfare e pervaso di un razzismo profondo quanto infondato. Nel frattempo è stato bollato dagli insegnanti come Fetido Orso Russo per via del suo immancabile cappotto con il collo di pelliccia, ha contrastato il disprezzo dei compagni vestendo i panni di Gnu, autore della Gnorah (un'irriverente parodia della Torah), e si è guadagnato l'appellativo di "Piccolo Fallimento". Un'invenzione amorevole (più o meno) della madre, la prima ad abbandonare l'illusione che quel figlio potesse riscattare con una laurea in legge o in medicina i decennali sacrifici di Papa e Mama, le loro giacche di pelle polacca e il loro pessimo inglese. 
Ma per smentire le fosche previsioni materne, mettere ordine nella selva delle proprie identità e assicurarsi tutto ciò che desidera - il formaggio della nonna Galja, l'amore di una ragazza, il sospirato contratto editoriale... - Gary ha a disposizione uno strumento formidabile: la scrittura. E scrivendo, infatti, che trova la propria voce, divertente, inventiva e provocatoria, una fonte inesauribile che sgorga da un'esperienza contraddittoria, vissuta a cavallo di due paesi non solo diversi tra loro, ma acerrimi nemici, eppure capace di garantirgli, finalmente, un posto nel mondo.

Cosa mi ha colpita:
Da quello che ho potuto capire si tratta di un romanzo autobiografico. Di solito non sono troppo il mio genere, ma in questo caso mi è sembrato taccasse temi molto interessanti. E poi. ormai chi mi conosce lo sa, io leggo di tutto.

Quando mi piacerebbe leggerlo
Libro assolutamente invernale, da leggere rintanati sotto una coperta gigante.



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Ce l'ho fatta! Credo che starete festeggiando tutti la fine di questo immenso post :)
Questo inizio di Settembre è davvero ricchissimo di novità prelibate. E la Lista Desideri ne risente, ovviamente.
Fatemi sapere nei commenti quali di questi libri vi ispira maggiormente, quali comprerete, quali avete inserito in wishlist e quali invece non vi ispirano per niente.
A  presto!

Buona vita e buone letture.


2 commenti:

  1. Ho letto qualche tempo fa un libro di Ugo Cornia sempre incentrato sulla famiglia, composto da brevi racconti. Mi era piaciuto molto e penso leggerò volentieri anche questa sua ultima fatica :)
    Il libro della Atwood mi interessa moltissimo e la veste grafica della nuova edizione è accattivante.

    Personalmente, non mi dispiacerebbe affatto una rassegna dedicata alla saggistica :)

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  2. Bellissime entrate! La ristampa dell'Assassino cieco l'aspettavo da tanto!

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