martedì 16 settembre 2014

Sono le storie che ci insegnano a vivere

Buongiorno e buon inizio settimana.
Oggi vi parlo di un libro che mi ha fatto compagnia quest'estate in alcuni momenti tristi. E mi ha fatto, anche se per pochi istanti, tornare il sorriso.
#17



Scontroso, cinico ma mai per davvero, amante delle raccolte di racconti, scrupolosamente sicuro dei suoi gusti letterari, e di quelli degli altri ovviamente, solitario, affetto abbastanza spesso da crisi di "assenza tipica" (dei veri e propri black out mentali), stravagante ed insolitamente antipatico.
Si tratta di A.J. Fikry, disamorato libraio di Alice Island. Questa è la sua storia. O almeno una parte.


AUTORE: Gabrielle Zevin
TITOLO: La misura della felicità
TITOLO ORIGINALE: The Storied Life of A.J.Fikry
EDITORE: Nord
N.PAGINE: 313
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2014
PREZZO: 16 euro
TRAMA: 
Dalla tragica morte della moglie, A.J. Fikry è diventato un uomo scontroso e irascibile, insofferente verso gli abitanti della piccola isola dove vive e stufo del suo lavoro di libraio. Disprezza i libri che vende (mentre quelli che non vende gli ricordano quanto il mondo stia cambiando in peggio) e ne ha fin sopra i capelli dei pochi clienti che gli sono rimasti, capaci solo di lamentarsi e di suggerirgli di "abbassare i prezzi". 
Una sera, però, tutto cambia: rientrando in libreria, A.J. trova una bambina che gironzola nel reparto dedicato all'infanzia; ha in mano un biglietto, scritto dalla madre: "Questa è Maya. Ha due anni. E' molto intelligente ed è eccezionalmente loquace per la sua età. Voglio che diventi una lettrice e che cresca in mezzo ai libri. Io non posso più occuparmi di lei. Sono disperata." Seppur riluttante (e spiazzando tutti i suoi conoscenti), A.J. decide di adottarla, lasciando così che quella bambina gli sconvolga l'esistenza. Perché Maya è animata da un'insaziabile curiosità e da un'attrazione istintiva per i libri - per il loro odore, per le copertine vivaci, per quell'affascinante mosaico di parole che riempie le pagine - e, grazie a lei, A.J. non solo scoprirà la gioia di essere padre, ma riassaporerà anche il piacere di essere un libraio, trovando infine il coraggio di aprirsi a un nuovo, inatteso amore...
TEMPO DI LETTURA: 2 giorni
DOVE E QUANDO LEGGERLO: Seduta tra le foglie scricchiolanti di un vialetto alberato.
INCIPIT: 
Sul traghetto da Hyannis ad Alice Island, Amelia Loman si mette lo smalto giallo e, mentre aspetta che asciughi, scorre gli appunti del suo predecessore.


VOTO:     
Recensione, o meglio riflessioni e chiacchiere sconclusionate































(...) E' il racconto preferito di Amy (...) I miei gusti e i suoi non sempre coincidono, ma questo racconto mi piace. Quando mi ha detto che era il suo preferito è stata una specie di rivelazione. Mi ha suggerito cose strane e meravigliose sul suo carattere, cose che non avevo indovinato,luoghi oscuri che vorrei visitare.                                                                        "Se si parla di politica, di Dio o dell'amore, la gente mente e lo fa pure in modo noioso. Tutto quello che ti serve sapere di una persona lo capisci dalla sua risposta alla domanda: "Qual è il tuo libro preferito?"


E' stata questa citazione a farmi innamorare irrimediabilmente di questo libro. Ero seduta sul balcone della casa al mare, mia madre era accanto a me e leggeva il quotidiano del giorno. Mi sono girata verso di lei e le ho chiesto:
"Mamma, qual è il tuo libro preferito?"
E lei: "Molto difficile sceglierne uno soltanto... In effetti ce n'è uno. Lo lessi da ragazza, dovremmo averlo ancora a casa in libreria, in alto sull'ultimo scaffale. Si chiamava Il mio dolce compagno, ma non ricordo l'autore. Era davvero bellissimo."
Quando tornammo a casa la prima cosa che feci fu scovare questo romanzo e leggerlo tutto nel giro di poche ore. Volevo provare a scoprire antri nascosti dell'anima di mia madre, attraverso questa lettura che aveva amato.
E da quel momento in  poi lo chiedo spesso alle persone che mi interessano.
Qual è il tuo libro preferito?
Mi affascina incredibilmente l'idea di poter scovare pezzi di loro tra le pagine dei libri che hanno amato.

Ma veniamo al libro in questione e alla vicenda che racconta.
Inizia con la solitudine, la sporcizia e la tristezza di una risposta maleducata, questa storia.
La vita è stata dura con Fikry, gli ha portato via la moglie amatissima e l'ha lasciato immobile in una vita che pare senza significato alcuno.
Si comporta male con i clienti, con se stesso e persino con Amelia, la nuova rappresentante di una casa editrice che vuole semplicemente cercare di comprendere i gusti del libraio.
La sua risposta è, a parer mio, memorabile.

E se le dicessi cosa non mi piace? Non mi piacciono il post-modernismo, le ambientazioni post-apocalittiche, i narratori post-mortem e il realismo magico. Raramente mi colpiscono gli espedienti formali che vogliono sembrare intelligenti, tipo l'uso di molteplici caratteri tipografici, le immagini là dove non dovrebbero esserci...insomma i trucchi di vario genere. Trovo ripugnante la finzione letteraria sull'Olocausto o su ogni altra grande tragedia mondiale. Solo non-fiction, per piacere. Non mi piacciono i classici rivisitati in chiave poliziesco-letterario o fantasy-letterario: la letteratura dovrebbe essere letteratura, e il genere dovrebbe essere genere, e le ibridazioni raramente portano a qualcosa di soddisfacente. Non mi piacciono i libri per bambini, specialmente quelli con orfani, e preferisco non riempire i miei scaffali con romanci per ragazzi. Non mi piace niente sopra le quattrocento pagine o sotto le centocinquanta. Mi urtano i romanzi scritti per conto delle star dei reality show, i libri illustrati di personaggi famosi, le biografie sportive, le edizioni la cui copertina è il manifesto del film, i gadget in genere e - immagino che non sia nemmeno il caso di dirlo - i vampiri. Non ho in assortimento esordienti, chic-lit, raccolte di poesie, nè libri tradotti. Preferirei non tenere le serie, ma le esigenze del mio portafoglio mi obbligano a farlo. (..)

Insomma, si capisce bene che Fikry è incattivito nei confronti della vita e di quella che era la sua più grande passione: la letteratura.
Legge solo raccolte di racconti. Le ama, le custodisce gelosamente e sono le uniche letture da cui riesce a ricavare ancora qualche attimo di piacere.
Finchè non arriva Maya, una bambina abbandonata dalla mamma nella libreria di A.J.
Il punto di svolta di questa storia è lei.
Scombussolerà la vita di Fikry fino a fargli ritrovare il gusto per la bellezza, per le piccole cose che ci vengono offerte dalle circostanze e dalla vita stessa. Il cuore di Fikry si risveglierà e ben presto riuscirà a trovare l'amore.

Quando leggo un libro, desidero che anche tu la stia leggendo. Voglio sapere cosa ne pensa Amelia. Voglio che tu sia mia. Posso prometterti libri e conversazione e tutto il mio cuore, Amy. 

Ma la cosa che in realtà mi ha conquistata di questo libro, non è stata tanto la trama, seppur molto dolce e profonda, ma l'espediente strutturale che ha utilizzato l'autrice per suddividere il libro in capitoli.
Praticamente ogni capitolo è introdotto dalla citazione di un racconto (esistente nella realtà) scelto da Fikry: abbiamo Roald Dahal, Fitzgerald, Flannery O'Connor e racconti di molti altri autori che diventeranno i maestri di vita della piccola Maya.
Mi spiego meglio: il nostro protagonista, A.J. Fikry, costruisce una sorta di antologia di racconti per Maya, e ad ogni racconto aggiunge un suo piccolo commento spiegando cosa quel racconto ha significato per lui, cosa gli ha insegnato.
Le regala cioè una sorta di minuscolo ma potente manuale di vita senza sentenze o massime perentorie, ma semplicemente storie.
E trovo sia una cosa bellissima, lasciatemelo dire.
In questo romanzo l'importanza di leggere non è qualcosa di meramente intellettuale, ma è un elemento necessario per l'esistenza.
I libri non sono soltanto degli oggetti ma sono compagni di viaggio, sono la personificazione di ciò che vorremmo dire, vorremmo fare. Sono delle idee, delle sensazioni, dei progetti, dei sogni, delle fantasie. Sono le realtà che non conosciamo o che vorremmo vivere. Sono piccoli esempi a cui ispirarci per rendere più bello tutto ciò che ci circonda.
Sono le storie che insegnano a vivere, secondo Fikry, e noi uomini siamo tutti un po' dei romanzi o dei racconti. Siamo la nostra storia, i nostri amori, le nostre emozioni condensate in un corpo troppo piccolo.

Non resisto quando un romanzo parla di libri, e lo fa mostrando le potenzialità enormi che questi hanno. Possono modificare il corso di una vita, possono formare una persona, possono indurre alla riflessione.
E quando un romanzo che parla di libri, ambientato in una libreria, con protagonista un libraio, è anche abbondantemente infarcito di citazioni letterarie, ebbene è il romanzo che fa per me.
Mi ha fatto scoprire moltissimi nuovi autori, nuovi racconti. Ha rinforzato in me la voglia di leggere tanto nella mia vita. E mi fa brillare gli occhi pensare che mi ha reso certa del mio piccolo sogno.

Come tutti gli amanti dei libri, e dei posti dove ci sono tanti libri, e di tutto ciò che gira intorno al mondo dei libri, il mio grande sogno è aprire una piccola libreria.
Me la immagino accogliente, tutta in legno chiaro, poltroncine comode in cui sprofondare, un piccolo banco da bar per preparare bevande calde d'inverno e biscottini fatti a mano. Una sezione di libri usati, è ovvio. E uno scaffale dedicato solo ai libri che io consiglio agli altri lettori. Un gruppo di lettura organizzato ogni settimana, e tante persone con cui condividere la mia enorme passione.
Un posto dove possa vivere circondata dalle storie che amo e da quelle che ancora non conosco.

_____________


Buona vita e buona lettura.


11 commenti:

  1. Anch'io amo i libri che parlando di libri, hanno per me un fascino irresistibile...questo è già sulla mensola tra le prossime letture e dopo aver letto la tua recensione sono ancora più impaziente di leggerlo ^-^

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    1. Oh, grazie mille :) Sono curiosa di sapere il tuo parere riguardo questo libro!

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    2. Lo recensirò appena lo avrò letto :)

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  2. Una recensione particolarissima ♥ Come la storia trattata dal romanzo, d'altronde! I libri che parlano di libri? Li adoro anche io!

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  3. Fede!!Mi ero persa questa tua bellissima recensione.... XD Anche io vengo attratta dai libri che parlano di libri *-* E questo qui me l'ha regalato il mio fidanzato qualche mese fa, non vedo l'ora di leggerlo!!!

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    1. Grazie Pila :)
      Leggilo presto, è molto dolce!!

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  4. L'ho letto e recensito recentemente :) non trovi che la conclusione sia stata scritta in modo affrettato?

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    1. Ti dirò... a me non è sembrato. Probabilmente ero troppo trascinata dall'emotività.
      In ogni caso vengo a leggere la tua recensione :)

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    2. Di nulla, davvero! Grazie a te di essere passata!

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