sabato 22 novembre 2014

Tre cuori (più il mio) - 1 film, 1000 emozioni #13


Buongiorno lettori e lettrici,
in questo freddo (finalmente!) sabato pomeriggio vi propongo le mie riflessioni su un film francese che ho visto la settimana scorsa. L'ho adorato e lo inserisco ufficialmente nella mia Top Ten di film preferiti.
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Ma ora veniamo al film.
La storia è tra le più semplici ma allo stesso tempo sconvolgenti. L'interpretazione di Benoît Poelvoorde (attore che avevo già apprezzato in Emotivi anonimi) è assolutamente perfetta e Charlotte Gainsbourg non delude mai. Molto intensa anche Chiara Mastroianni, che riesce a dare corpo ad una personalità molto complessa.
Insomma, l'avete capito: Tre cuori mi ha proprio rubato il cuore ;)


#13


Non è così raro che io mi emozioni, lo devo ammettere.
Molto spesso mi ritrovo con le lacrime agli occhi o con i brividi lungo la pelle per una pagina emozionante o per una scena di un film commovente. Mi succede ascoltando una serie di note che toccano corde particolari e segrete dentro di me. Mi accade guardando cadere la pioggia o percependo il calore di un abbraccio. Sentendo raccontare una storia triste o gioiosa, ricordando momenti passati.
Raramente però mi è capitato di rimanere emozionata così a lungo.
Uscita dalla sala del cinema, mentre ceno, durante tutta la serata, mentre sto per addormentarmi e anche la mattina appena sveglia.
Le immagini continuano a correre indisturbate nella testa ingombrando i miei pensieri.
Questo mi è successo subito dopo aver visto Tre cuori di Benoît Jacquot, un film che rimane dentro come una sensazione leggera ma persistente, come un piccolo dolore, con cui convivi ma che non sparisce mai del tutto.

Chi può dire di non aver perso almeno un treno nella sua vita?
Chi può essere sicuro di aver fatto tutte le scelte giuste?
Chi di noi sarebbe capace di scegliere tra due amori profondi ma differenti?

Non esiste un modo per raccontare questo film, bisogna vederlo.
Segue il percorso di tre cuori, di tre anime che esistono con le loro imperfezioni e si incontrano proprio grazie a queste. Sono i difetti di ciascuna esistenza che spesso creano gli attimi fondamentali della vita.

Come succede a Marc, che perdendo il treno (l'ennesimo) incontra Sylie mentre passeggia solitaria nella provincia francese, e se ne innamora a prima vista. La casualità li fa incontrare. La casualità li separerà. Infatti Marc non riuscirà ad arrivare in tempo all'appuntamento successivo (e anche decisivo e definitivo) con Sylvie, a causa di un problema al cuore. Non conoscendo nulla di lei, tornerà a cercarla invano nella cittadina di provincia, amareggiato e consapevole di dover aggiungere un altro tassello al suo puzzle di occasioni mancate.
Sempre per caso accade che Sophie, nonchè sorella di Sylvie,  a causa di un grave inconveniente burocratico si recherà nell'ufficio dove lavora Marc e i due si innamoreranno e sposeranno, inconsapevoli entrambi degli scherzi che il desino si sta divertendo a fargli.

Lo so, la trama non è tra le più originali del mondo e, come si può ben capire, segue un clichè abbondantemente portato in scena da registi ed autori di tutti i tempi.
A mio parere però, in questo caso, il solito triangolo amoroso viene inserito in circostanze affascinanti e particolari e quindi mai banali.
Diciamo anche che questo è un tema che ha intrigato spettatori di ogni età ed epoca, ed è quindi piuttosto facile lasciarsi trascinare dalla storia narrata in questa pellicola.
D'altronde come dice lo stesso regista : noi esseri umani amiamo il melodramma.

«Si usa spesso la parola “melodramma” con un senso peggiorativo, ma è facile rendersi conto che dalle origini del cinema, molti grandi film sono dei melodrammi. La gente vuole piangere. I registi vogliono che il pubblico pianga sugli ostacoli, gli incidenti, le separazioni che fanno andare fuori fase l’armonia. Inconsapevolmente, la gente vuole versare lacrime di gratitudine... Sono grati che chi è sullo schermo provi quello che loro non vorrebbero mai provare. Si sentono al sicuro. Ed è per questo che nel film tutto deve apparire familiare. Il pathos, le abitudini, i volti devono stare alla giusta distanza. Dopotutto, il melodramma è contemporaneo e senza tempo.»

Mi riconosco moltissimo nelle parole del regista. Io sono la classica tipa che sceglie solo e sempre film drammatici, che piange disperata nei momenti tragici e che ama le storie tristi (sia nei libri che nei film).
Non so esattamente perchè, ma il coinvolgimento emotivo e la capacità di farmi riflettere sono gli ingredienti che solitamente mi fanno amare un'opera d'arte.
Si può anche trattare di una commedia o di un film leggero ma deve sapermi coinvolgere e deve contenere un messaggio profondo.


Paesaggi vuoti, camminate malinconiche e negozi d'antiquariato. Ho amato profondamente gli ambienti e le atmosfere di questo film: pesanti e nostalgiche, come a voler richiamare l'umore e le sensazioni dei personaggi principali. Tutto riporta la mente a sentimenti come la delusione, l'insoddisfazione, l'amarezza, la crudeltà e la disperazione.
L'aria che incombe su tutto il film è cupa, inquietante, tesa e agitata. Lo spettatore, così come i protagonisti, vive in uno stato d'attesa perpetua, come se in ogni fotogramma stesse per succedere qualcosa di importante, di grave.

L'aspetto che mi ha convinta della bellezza di questa pellicola è l'attenzione ai dettagli, quelli piccoli o inutili, eppure bellissimi. L'accendino di Sylvie; il suo sogni di guardare il sole nel deserto; le due sedie abbandonate, segno inequivocabile dell'assenza; quel gesto di piegare con le dita le labbra a formare un sorriso, un modo forse per cercare qualcosa di felice anche quando non c'è.

Insomma sono queste le cose che rimangono impresse dopo la visione di Tre cuori, qualche volto familiare, baci appassionati, paesaggi solitari e sguardi tristi.
Tutte cose già viste, direte. Ebbene vi assicuro che a volte le vicende comuni possono emozionare più di avvenimenti straordinari, perchè riportano alle nostre esperienze, alla nostra vita e ci raccontano una versione nuova e diversa dell'esistenza. A volte bella, a volte brutta. Ma pur sempre reale.



Buona vita e buona visione.



6 commenti:

  1. Ciao Fede!!! ^^
    Ammetto di non conoscere questo film, il cinema francese non è tra i miei preferiti, ma sembra davvero carino!! ^^

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    1. Ehi ciao :* Si si, credo che ti possa piacere. Lo stile richiama un po' quello dei film francesi classici, ma secondo me è godibilissimo :)
      Un bacione (e grazie per la tua presenza costante) !

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  2. Stupenda premessa iniziale, trama particolare e intrigante, sono d'accordo con te sul fatto che è un film che cura molto i dettagli. Veramente bello e come sempre le tue recensioni fanno venire voglia di correre al cinema a guardare i film

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  3. Amo il cinema francese, lo guarderò sicuramente.
    Il mio preferito francese, per adesso, è Il favoloso mondo di Amélie. Bellissimo.

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    1. Beeellooooooo *.* Lo amo moltissimo anch'io!!!
      Guarda questo, ti piacerà sicuramente!!

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