domenica 25 gennaio 2015

My Oscar #2 - American Sniper di Clint Eastwood


Buongiorno lettori di Sfogliando la vita e buona domenica.
Prima di proporvi la recensione di oggi , ci tengo a riepilogare la situazione delle mie visioni "da Oscar":

Questi i film che mi restano da vedere prima del 22 Febbraio (cliccando qui potrete accedere a tutte le nomination):

1. Birdman di Alejandro González Iñárritu (dal 5 Febbraio al cinema)
2. Boyhood di  Richard Linklater (dal 4 Febbraio in dvd)
3. Grand Budapest Hotel di Wes Anderson (in dvd)
4. Selma - La strada per la libertà di Ava DuVernay (dal 12 Febbraio al cinema)
5. Still Alice di Richard Glatzer (dal 22 Gennaio al cinema)
6. The Judge di David Dobkin (dal 25 Febbraio in dvd)
7. Storie pazzesche di Damián Szifrón
8. Unbroken di Angelina Jolie (dal 29 Gennaio al cinema)
9. Boxtrolls di  Graham Annable e Anthony Stacchi

Questi non sono ovviamente tutti i candidati perchè purtroppo in Italia molti film usciranno solo dopo la fatidica notte :(

Ecco invece i film che ho già visto

1. The imitation game di Morten Tyldum
2. La teoria del tutto di James Marsh (qui la mia recensione)
3. Due giorni, una notte dei fratelli Dardenne
4. L'amore bugiardo di David Fincher
5. Ida di Paweł Pawlikowski (qui la mia recensione)
6. Interstellar di Christopher Nolan
7. American Sniper di Clint Eastwood
8. Big Hero 6 di  Don Hall e Chris Williams


Voi a che punto siete? Quali film avete visto e quali avete intenzione di guardare?

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American Sniper
di Clint Eastwood


"Hai mai pensato a quando avrai una persona vera davanti al fucile?"


Ti siedi in sala, ma non sai esattamente cosa aspettarti da questo film.
Parte immediatamente la colonna sonora: colpi sordi, carri armati, spari, scoppi, un trapano.
La musica non si sposa bene con le scene che ti verranno mostrate. No, per niente. E' questo l'unico sottofondo possibile. Al massimo, il silenzio.
Un paesaggio sporco, caldissimo, di una distruzione accecante. Non pensi che possa esistere davvero un luogo così. Che ci possa vivere qualcuno, e che quel qualcuno possa chiamare la sua "vita".
Davanti agli occhi hai un luogo spettrale, popolato da macerie e urla fantasma. Tutto è talmente devastato da sembrarti irreale, fantascientifico, distopico. Invece è dannatamente reale.
Il paesaggio è triste come lo è il cuore dell'uomo che lo attraversa.





American Sniper è un film che fa male, inquieta per il suo disarmante realismo. Sarà che il momento storico in cui è uscito in sala non è confortante. Sarà che l'attualità parla da sola, ma fa paura, quella distruzione. Esterna e interna.
La chiamano guerra, io la chiamo morte.
La morte delle persone, la morte dell'umanità, la morte dei valori, la morte del rispetto, la morte dell'amore, la morte dell'anima.
Nessun uomo può sopportare tanto orrore e poi riuscire a tornare a casa illeso. Le ferite dentro rimangono aperte, sanguinano continuamente, senza tregua.

Clint Eastwood ci racconta la storia di Chris Kayle, il cecchino più letale d'America. La sua lotta per la patria, la sua passione, la sua forza di volontà. Un uomo dalla corazza dura, che sembra possa riuscire ad affrontare qualsiasi cosa. Ci mostra, però, anche quanto tutti quei proiettili, tutti quei corpi morti abbiano inciso nella sua vita di uomo, di marito, di padre.
Comprendiamo quasi immediatamente che, quella sua corazza che all'apparenza lo rende freddo e distaccato, è soltanto un guscio sottile. E che non può riuscire a tenere lontano il dolore.
La drammaticità della guerra penetrerà la sua carne e le sue ossa. La porterà con se, la trascinerà a casa in mezzo ai suoi figli o a letto con sua moglie. Sarà Chris insieme a tutto quello che ha fatto lì.
Incredibile la figura della moglie,interpretata dalla bellissima Sienna Miller, e la sua disperazione: "Ti vedo, ti tocco ma non sei qui...". E' una donna che ha sposato l'uomo che ama e che ha dovuto portare avanti il matrimonio, la loro famiglia, completamente da sola, per anni. Sente di non poter sopportare la presenza/assenza del marito, la sua continua proiezione verso quel terribile altrove. 
La domanda sorge spontanea: può un cecchino di quel calibro avere una famiglia? Può davvero aspirare alla serenità? Può ritenersi libero una volta tornato a casa? Ha la capacità di sentirsi sollevato, rilassato, felice? Può sentire un rumore forte senza girarsi di scatto allarmato? Può vivere senza sentirsi ogni secondo sotto minaccia?

Chris, infatti, combatte per circa dieci anni in Iraq, ma da quando mette piede in quella terra per la prima volta e dal momento esatto in cui deve sparare alla prima persona in carne ed ossa, non tonerà più indietro. Con la mente rimarrà lì. 
Con gli occhi nel mirino, con le dita sul grilletto, con le orecchie a quelle urla, col naso al puzzo di polvere da sparo, o all'odore inconfondibile della morte.
Nulla lo può riparare dai ricordi, dal senso di colpa di non aver fatto abbastanza per i suoi compagni o per la sua patria.


" C'è chi ha perso più di una gamba. Sto parlando dei sopravvissuti, quelli che sono tornati a casa ma che non torneranno mai davvero..."


E'molto ampia, dunque, la riflessione sulla Sindrome Post Traumatica da Stress, tema delicatissimo e particolarmente toccante, che avevo già incontrato in Brothers di Jim Sheridan, film dalle tendenze più introspettive e psicologiche.
Qui, invece, il regista vuole soffermarsi maggiormente sui fatti, sulla guerra, sugli atti dei soldati in un continuo susseguirsi di immagini esplosive e sconcertanti.

Io non amo i film di guerra e probabilmente non avrei mai guardato questo film se non fosse stato candidato all'Oscar. Devo ammettere però che si tratta davvero di una visione significativa e che innesca molte riflessioni sull'attualità e sulle guerre fantasma che si consumano silenziosamente nel mondo.
L'interpretazione di Bradley Cooper è molto buona, ma non ai livelli di Redmayne in La teoria del tutto (quindi tifo ancora lui come Miglior attore). Una buona prova anche per Sienna Miller, che mi ha favorevolmente stupita.


Con gli spari ancora nelle orecchie esco dalla sala. Rimarranno con me per un bel po' di tempo, così come alcune immagini incancellabili. Nulla di così drammatico può essere dimenticato facilmente.
Il film vuole narrare la storia e la vita del cecchino più letale d'America. Io non ci ho visto un racconto biografico ma una riflessione più generale e ampia sulle atrocità della guerra, che mette gli uomini davanti alla propria brutalità. Negli occhi di Chris ho visto l'opacità di uno zombie condannato a uccidere, ma ciò che è peggio, a continuare a vivere con il peso dei suoi atti.
Può esserci cosa peggiore?

Voto:  

Bello

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Voi l'avete visto? Cosa ne pensate?

Buona vita e buona visione.





sabato 24 gennaio 2015

Ci guardiamo un film? #5 - Dimenticare, rinascere e litigare




Buongiorno cari lettori e bentornati su Sfogliando la vita.
Stamattina fa davvero freddissimo ed io sarei volentieri rimasta raggomitolata nel mio lettone, sotto il piumino. Ma, come dice mia nonna: "Chi dorme non piglia pesci!"
E poi, diciamocelo, meglio vivere la nostra giornata che nasconderci sotto le coperte.

Oggi sono qui per parlarvi dei film (interessanti secondo me) usciti questa settimana nelle sale italiane. Siete pronti??
Cominciamo...



Rubrica settimanale in cui vi segnalo i migliori (secondo il mio gusto) film usciti in sala e vi aiuto a scegliere, in caso di indecisione cronica, quale pellicola è più adatta a voi e al vostro umore del momento.






Titolo: Minuscule - La valle delle formiche perdute
Regia: Hélène GiraudThomas Szabo
Titolo originale: Minuscule
Nazione e anno: Francia,Belgio, 2014
Genere: Animazione
Durata: 89'


Perchè voglio vederlo:
Vi dico solo: guardate il trailer e lo capirete!
E perchè adoro i cartoni animati!!!


Guardatelo se...
...volete tornare per qualche istante al mondo fantastico che popola la fantasia dei bambini. 




Trailer: 









Titolo: Still Alice
Regia: Richard GlatzerWash Westmoreland
Nazione e anno: USA, 2014
Genere: Drammatico
Durata: 99'
Attori principali: Julianne MooreKristen StewartAlec Baldwin


Perchè voglio vederlo:
Si parla di una straordinaria interpretazione di Julianne Moore, attrice che amo moltissimo, e quindi sono curiosa. Inoltre il tema dell'Alzheimer tocca corde profonde dentro di me.


Guardatelo se...
...siete pronti ad emozionarvi e piangere insieme ad Alice. Se volete vivere un'esperienza profonda e intensissima di immedesimazione.


                                                                        

Trailer :









Titolo: Il nome del figlio
Regia: Francesca Archibugi
Nazione e anno: Italia, 2015
Genere: Commedia
Durata: 94'
Attori principali: Alessandro Gassman, Valeria Golino, Luigi Lo Cascio, Rocco Papaleo, Micaela Ramazzotti


Perchè voglio vederlo:
Mi riporta a pellicole come Carnage o Cena tra amici che mi avevano colpito per la loro capacità di coinvolgere lo spettatore soltanto attraverso la bravura degli attori e la sostanza dei dialoghi.


Guardatelo se...
...avete amato Carnage di Roman Polanski, e se vi va di scoprire come si chiamerà questo benedetto figlio :)


                                                                        

Trailer :







Titolo: Difret - Il coraggio per cambiare
Regia:  Zeresenay Berhane Mehari
Nazione e anno: Etiopia,USA, 2014
Genere: Drammatico
Durata: 99'
Attori principali:  Meron GetnetTizita Hagere


Perchè voglio vederlo:
Il trailer mi ha conquistata e lasciata a bocca aperta!
Ha ricevuto numerosi Premi Del Pubblico, tra cui uno al Sundance Film Festival, ed è una storia estremamente toccante e drammatica, ambientata in Etiopia. E poi, è tratto da una storia vera.



Guardatelo se...
...volete scoprire la verità su paesi lontani e su culture diversissime dalla nostra.

                                                                        

Trailer :







Titolo: Sei mai stata sulla luna?
Regia:  Paolo Genovese
Nazione e anno: Italia, 2015
Genere: Commedia
Durata: 119'
Attori principali:  Raoul Bova, Sergio Rubini, Sabrina Impacciatore


Perchè voglio vederlo:
E' probabile che sia una di quelle commedie che io amo tanto, ovvero quelle che nascondono significati e messaggi profondi.



Guardatelo se...
...avete amato Immaturi e Tutta colpa di Freud.
E se avete voglia di sorridere.

                                                                        

Trailer :




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Eccoci arrivati alla fine di questo nuovo appuntamento con le uscite cinematografiche. 
Cosa ne pensate? Avete intenzione di vederne qualcuno? Io vedrò sicuramente Still Alice al più presto!

Buona vita e buona visione!





venerdì 23 gennaio 2015

Profumo di pagine nuove #16 - La straziante realtà dell' Olocausto e altre storie





Salve lettori e bentornati su Sfogliando la vita!
Oggi giornata nera di studio intensissimo per me -_-  Ad ogni modo ci tenevo a pubblicare il post sulle novità della settimana in libreria. Ieri non ci sono riuscita, ma non mi andava di non pubblicarlo per nulla.
Siete curiosi??
Scopriamo insieme cosa ci propone l'editoria italiana in una nuova puntata di Profumo di pagine nuove. Mi scuso per la lunghezza del post, ma come sempre le uscite sono moltissime.
Spero di non annoiarvi!


dal 15 al 21 Gennaio





Titolo: Ti seguirò fuori dall'acqua
Autore: Dario Fani
Editore: Salani
Pagine: 191
Prezzo: 13,90 euro

Trama:
"In questo libro racconto i primi tre mesi di vita con mio figlio, fra incubatrici, fili, sonde e luci artificiali. Un bimbo prematuro e inatteso. E lì che si è deciso cosa sarebbe stato della sua e della mia vita. Se una disgrazia o un'avventura. Francesco è nato con la sindrome di Down. Davanti al vetro della neonatologia ho cominciato un lungo, appassionato, rabbioso dialogo con lui, "colpevole" di non corrispondere alle mie aspettative. Prima di lui, ero un uomo di "velocità". Ottenevo successi facilmente. Consideravo il dolore l'espressione materiale della sconfitta e dell'infelicità. Attraverso di lui ho capito tante cose. Le sue iniziali difficoltà mi hanno aperto il cuore e insegnato la modestia e il rispetto per ogni creatura. Intendo dire che, se io ho messo al mondo mio figlio, lui per certo, attraverso la prova che ha accompagnato la sua nascita, mi ha rimesso nel mondo della vita. Una vita lenta ma senza paura. L'unica vita che ha un senso vivere, per quanto banale tutto questo possa apparire ai più. E grazie a lui ho capito forse la cosa fondamentale: che la sindrome di Down non è una malattia, ma una particolare condizione genetica. Diventare padre di una fragilità mi ha obbligato a un cambiamento. Sono stato costretto ad appropriarmi di una ricchezza d'umanità che non mi sarà mai più tolta".

Cosa mi ha colpita:
Su questo tema delicatissimo ricordo di aver letto già Zigulì di Massimiliano Verga, testo che mi aveva colpito molto soprattutto per la crudezza con cui questo padre parlava del suo rapporto con un figlio disabile. Ne parlavo qui.

Quando mi piacerebbe leggerlo:
Accucciati nel tepore del nostro letto.




Olocausto #1

Titolo: La memoria dei fiori - Il diario di Rywka Lipszyc
Autore: Rywka Lipszyc
Editore: Garzanti
Pagine: 196
Prezzo: 14,90 euro

Trama:
E' l'aprile del 1944, l'ultima neve del lungo inverno polacco attanaglia ancora le vie del ghetto di Lodz: i fiocchi candidi scendono sulle nere e informi divise degli operai ebrei che lavorano per i nazisti. Ma c'è un fragile fiore che, in questo paesaggio desolato, con tutta la forza cerca di sbocciare. Rywka Lipszyc ha solo quattordici anni. Ogni giorno deve farsi strada tra le recinzioni di filo spinato, incalzata dalle armi dei soldati e dagli ululati laceranti dei cani. Dopo la morte dei genitori, è lei a prendersi cura della sorellina Cipka. La sua città, la casa che tanto amava, gli amici di scuola, sono ormai un pallido ricordo; al loro posto ci sono il lavoro, il freddo, la fame, gli orrori del ghetto e della segregazione. 
In mano Rywka stringe l'unica cosa che è rimasta veramente sua: il suo diario, l'unica illusione di speranza e di salvezza da un nemico che, semplicemente, vuole che il suo popolo smetta di esistere. In queste commoventi pagine prende vita il ritratto di una bambina costretta ad affrontare l'impossibile compito di diventare donna in un mondo dominato dalla violenza e dall'ingiustizia. Ma Rywka deve resistere. Per sé, per la sua famiglia, per le tante persone che, a rischio della loro stessa vita, ogni giorno le offrono aiuto. E l'unico modo per resistere è non smettere di sognare: la libertà per sé e per Cipka, una casa, un piccolo studio avvolto dall'ombra della sera, una penna, qualche foglio bianco per coltivare la sua più grande passione, la scrittura.

Cosa mi ha colpita:
E' sempre straziante leggere storie che riguardano l'Olocausto. Ed essendo questa una storia vera, risulterà ancora più toccante.
Sullo stesso tema questo mese sono già usciti altri due titoli molto interessanti, Baci di carta e I ragazzi del ghetto (soprattutto l'ultimo lo desidero da morire). Ve ne ho parlato nella precedente puntata di Profumo di pagine nuove.

Quando mi piacerebbe leggerlo:
In occasione della giornata della memoria (ma non solo). 




Olocausto #2


Titolo: Una luce quando è ancora notte
Autore: Valentine Goby
Editore: Guanda
Pagine: 228
Prezzo: 16 euro

Trama:
Mila, giovanissima militante nella Resistenza francese, viene deportata a Ravensbruck nell'aprile del 1944 insieme ad altre quattrocento donne. Non ha mai avuto alcuna aspirazione all'eroismo: se ha deciso di aiutare suo fratello e gli altri militanti parigini l'ha fatto per senso del dovere, con la semplicità dei suoi vent'anni. Come le altre prigioniere politiche, prova sollievo nell'apprendere che non sarà fucilata. Non sa nulla del viaggio che l'aspetta, non ha mai sentito nominare Ravensbruck. Del campo di concentramento ignora tutto, anche le parole per nominare le cose, le azioni, le regole che bisogna imparare per sopravvivere. E per raccontare alle altre donne il segreto che avrà un ruolo decisivo nel suo destino. Grazie alla solidarietà delle compagne e a una tenacia incrollabile, Mila riuscirà a scorgere un barlume di luce rappresentato dalla presenza, nel campo, di una Kinderzimmer, una camera per i neonati: un luogo paradossale di vita in un paesaggio di disperazione. Giorno dopo giorno, nella durezza di un autunno e di un inverno infiniti, Mila si aggrappa con tutte le forze a quella luce, per se stessa e per il bambino che porta in grembo.

Cosa mi ha colpita:
Prima di tutto, vogliamo parlare della copertina? E' qualcosa di meraviglioso... Di immensa poesia.
Si ritorna sul tema Olocausto ma da altri punti di vista. Sarebbe davvero interessante leggere tutti i libri che toccano questo tema per avere una visione quanto più completa è possibile di questo tragico ed incomprensibile evento storico.

Quando mi piacerebbe leggerlo:
In occasione della giornata della memoria (ma non solo). 






Olocausto #3

Titolo: Quando tutto sarà finito
Autore: Audrey Magee
Editore: Bollati Boriglieri
Pagine: 319
Prezzo: 18 euro

Trama:
Peter Faber è un soldato semplice, un insegnante spedito sul fronte orientale. Katharina Spinell è una ragazza di Berlino, con un lavoro poco attraente e genitori oppressivi. I due si sposano senza essersi mai conosciuti: è un matrimonio di assoluta convenienza, che garantisce a lui una licenza di dieci giorni, a lei una pensione dovesse Peter morire in guerra. 
Inaspettatamente, i due ragazzi si innamorano a prima vista, e al momento della separazione si scambiano promesse di fedeltà e di un futuro insieme. 
Il ricordo dei brevi giorni passati con Katharina e il sogno di una vita familiare al ritorno, sono le uniche cose che permettono a Peter di resistere agli orrori del fronte russo, raccontati nei dettagli, quasi sempre per dialoghi con il gruppetto di commilitoni che lo accompagnerà fino a "quando tutto sarà finito". Anche Katharina, a Berlino, si ripete che "quando tutto sarà finito" riuscirà a crearsi una vita con Peter e il bambino che nel frattempo si accorge di aspettare, e soprattutto a sfuggire al controllo ossessivo di un padre convinto seguace della dottrina nazista: è questo il personaggio che meglio di tutti rappresenta la Germania del tempo, quella della "banalità del male", quella della gente comune che ritiene legittimo impadronirsi delle case degli ebrei deportati, stanare i fuggiaschi e continuare a brindare alla vittoria e a godere dei privilegi conquistati all'interno del regime anche quando la realtà annuncia la sconfitta.

Cosa mi ha colpita:
La trama, assolutamente affascinante secondo me. Sono curiosa!
Fin'ora è l'uscita che mi interessa maggiormente.

Quando mi piacerebbe leggerlo:
In occasione della giornata della memoria (ma non solo). 






Titolo: Il tabaccaio di Vienna
Autore: Robert Seethaler
Editore: Rizzoli
Pagine: 220
Prezzo: 18 euro

Trama:
Come si trova il proprio posto nel mondo? Franz, diciassette anni, non ne ha la più pallida idea quando viene catapultato dall'adorata campagna, in cui è nato e cresciuto, nella caotica città di Vienna. E il 1937: sull'Austria incombe l'imminente annessione al Terzo Reich, ma in apparenza la vita della capitale continua con il solito via vai frenetico di carrozze, cavalli, gente indaffarata e tram sferraglianti. 
La guida di Franz in questo caos è Otto Trsnjek, un amico della madre, che lo assume come apprendista nella sua Trafik, una rivendita di tabacchi e giornali. E Otto a iniziarlo alla lettura dei quotidiani, accompagnandolo nella scoperta di un mondo che "va a gambe all'aria". Ed è sempre Otto a presentarlo all'ottantenne professor Freud, che della tabaccheria è cliente. Franz prova un moto di tenerezza per quel vecchio che "odora di sapone, cipolle, sigari e anche un poco di segatura" e, complice un cappello dimenticato, ne diventa amico, nel modo in cui solo un vecchio e un giovane possono diventarlo: con lo stupore di ritrovare nell'altro le proprie domande e le proprie mancate risposte. Prime fra tutte quelle che riguardano "l'enigma che si chiama donna": un mistero che, Franz scoprirà con sua grande sorpresa, resta insondabile a dispetto di quanto grandi e intelligenti si possa essere. Un romanzo di formazione delicato e ironico, incastonato come un gioiello nella Vienna del Prater, dei parchi e degli anni bui del nazismo, che racconta l'amore visto con gli occhi degli uomini...

Cosa mi ha colpita:
 Una storia di formazione che sembra essere davvero profonda. L'ambientazione Viennese sarà sicuramente splendida.

Quando mi piacerebbe leggerlo:
Pieno inverno. Guardando fuori le macchine che corrono, mentre immagini le strade di Vienna popolate da lussuose e particolari carrozze. Immaginando di vivere in un'altra epoca.






Titolo: La casa di tutte le guerre
Autore: Simonetta Tassinari 
Editore: Corbaccio
Pagine: 252
Prezzo: 14,90 euro

Trama:
Quando le estati erano lunghe e le vacanze duravano tre mesi, Silvia le trascorreva a Rocca, in Romagna, insieme alla nonna inglese, che benché avesse sposato un notabile del luogo e vivesse da mezzo secolo nella villa più bella e più antica del borgo, era ancora "la signora" per tutti gli abitanti, altera e un po' temuta fuorché dalla nipote che amava teneramente ricambiata. 
Giornate belle e tutte uguali, scandite dai giochi con i ragazzini del paese, le chiacchiere con la nonna e la governante, l'attesa dei genitori nel weekend, le letture nell'immensa soffitta piena di segreti... 
Ma l'estate del '67 è destinata a rimanere per sempre impressa nella memoria: Silvia, quasi undicenne, fa amicizia con Lisa, la figlia del balordo del paese, selvatica e ribelle e insieme faranno un scoperta sconvolgente che cambierà per sempre la loro vita e il loro sguardo sul mondo di adulti che le circonda...

Cosa mi ha colpita:
Storia familiare e anche in questo caso di formazione ambientata nell'Italia degli anni '60.
Mi ha colpita il rapporto della ragazzina con la sua nonna.

Quando mi piacerebbe leggerlo:
Un pomeriggio d'estate fresca, appena iniziata.







Titolo: L'ignoranza delle persone colte
Autore: William Hazlitt
Editore: Fazi
Pagine: 110
Prezzo: 14,50 euro

Trama:
Non più di tre, per John Keats, erano "le cose di cui godere": una di queste era "la profondità del gusto" di William Hazlitt. Diretto, paradossale, provocatorio: così appare Hazlitt nel suo saggio sull'ignoranza delle persone colte, un gioiellino nell'arte dell'essay, del componimento in prosa, cioè, discorsivo, di argomento filosofico, morale, letterario o legato all'esperienza quotidiana, il cui modello riconosciuto e tuttora inarrivabile è Montaigne. 
In questo libro dello scrittore e critico inglese, amico di Stendhal e dei maggiori poeti del suo tempo, sono raccolti sette dei numerosi saggi appartenenti a "Table-Talk", la rubrica che l'autore tenne sul "London Magazine" dal giugno 1820 al dicembre dell'anno successivo: tutti testi di sconcertante attualità e caratterizzati da un'alta dose di humour, specie se letti oggi, alla luce del presente. 
Oltre alla riflessione Sull'ignoranza delle persone colte, intervento argutamente eccentrico, che dà il titolo al volume, tanti sono gli aspetti della vita affrontati dal saggista-filosofo: dall'analisi del genio incompreso (contrapposto all'uomo d'azione e quindi di successo) al ritratto dello scrittore elegante (e perciò "effeminato"), dalla critica ai gruppi di potere (tra cui i consigli comunali e le università) agli svantaggi della superiorità intellettuale (sulla raffinatezza d'animo che si scontra puntualmente con un mondo ignorante), fino al tema universale della paura della morte e ai suoi risvolti tragicomici con i lasciti testamentari.

Cosa mi ha colpita:
Un piccolo ma complesso saggio filosofico che potrebbe regalare numerosi spunti di riflessione.

Quando mi piacerebbe leggerlo:
Nei momenti in cui mi sento particolarmente critica e riflessiva.






Titolo: Innamorarsi a Parigi
Autore: Rosa Ventrella 
Editore: Newton Compton
Pagine: 278
Prezzo: 9,90 euro

Trama:
Parigi, anni Trenta. E' una serata importante per Giulio: la sua band si è esibita per la prima volta al Luxure. Ma quella notte ha in serbo ben altre sorprese. Quando il locale per qualche istante si oscura, e un cerchio di luce illumina il centro del palco, Giulio resta folgorato da due grandi occhi che sfavillano nella penombra e dalla sinuosa figura che sta per stregare il pubblico. Lei si chiama Annette e quella non è la prima volta che Giulio la vede. Ancora bambini, si sono incontrati al porto di Marsiglia, e si sono ritrovati anni dopo, nella periferia di Parigi, vicino a un bordello fatiscente. Li ha uniti una tenera amicizia, quasi la promessa di un amore eterno. Una mattina però, quel sogno si infrange. Annette ha lasciato il quartiere e per Giulio non un biglietto, un saluto, niente di niente. Nel momento in cui riappare, bellissima e quasi irriconoscibile, ogni singolo ricordo riaffiora. Parole, racconti, profumi invadono i pensieri di Giulio, come un'ossessione. E poco importa se c'è già del tenero tra Annette e il fratello di Giulio, Antonio... 
Una storia familiare, di emigrazione, ma anche una grande storia d'amore, prima innocente, poi sempre più coinvolgente e passionale...

Cosa mi ha colpita:
Non so perchè, ma a volte mi succede di rimanere completamente folgorata da trame piuttosto banali, scontate, poco originali. Sarà una parola, un colore della copertina ad attirarmi. Non lo so. Ad ogni modo... devo leggere questo libro!

Quando mi piacerebbe leggerlo:
Settembre fa molto "Parigi, anni Trenta".





Titolo: Una perfetta felicità
Autore: James Salter
Editore: Guanda
Pagine: 371
Prezzo: 18,50 euro

Trama:
In una grande casa vittoriana sulle rive dell'Hudson, tra possenti scenari naturali e le lusinghe di New York, Viri e Nedra conducono un'esistenza che sfiora la perfezione: due figlie da iniziare ai piaceri della vita, una cerchia di amici interessanti, cene raffinate, bei libri, buona musica, un cucciolo festoso, il fuoco nel camino, giornate passate a pattinare sul fiume gelato o a prendere il sole. 
Tutto, all'interno di quel microcosmo, è studiato nei minimi particolari, accogliente, rassicurante, eppure più fragile di quanto appaia, inadeguato a reggere l'urto degli anni, della noia, delle ambizioni frustrate. 
Nedra preferisce viversi come una donna "vera, felice e generosa" piuttosto che amareggiata ma fedele, Viri è un buon padre che non sa rassegnarsi a essere solo un uomo virtuoso e non possiede la spietatezza per perseguire il successo. 
Sulla superficie di un matrimonio felice si aprono crepe sottili: un'altra vita, segreta, preme per venire allo scoperto, e per ciascuno la posta in gioco è la conquista di sé.

Cosa mi ha colpita:
Saprete ormai che vado pazza per le storie di matrimoni, coppie in crisi, false apparenze (non per niente ho in lettura Revolutionary Road di Yates). Per non parlare del fatto che voglio leggere tutto ciò che questo autore scrive!

Quando mi piacerebbe leggerlo:
In primavera, all'aperto. Col sole che crea riflessi rossi tra i miei capelli.





Titolo: Una piccola bugia
Autore: K.A. Tucker
Editore: Newton Compton
Pagine: 320
Prezzo: 9,90 euro

Trama:
"Fa' che io sia orgoglioso di te". Sono le ultime parole che il padre di Livie pronuncia di fronte alla figlia. Nei sette anni trascorsi dalla tragica morte dei genitori, Livie ha fatto del suo meglio per mantenere quella promessa e si è occupata della sorella con grande responsabilità. 
Ma con l'ingresso al college arrivano anche sfide inattese che metteranno alla prova la sua solidità e il suo cuore.
 Livie entra a Princeton con un piano preciso: prepararsi per la scuola di medicina e incontrare un bravo ragazzo. Ciò a cui non è invece preparata sono Reagan, amabile compagna di stanza alla quale non riesce a dire di no, e Ashton, l'arrogante e attraente capitano della squadra di canottaggio maschile.
Ashton è anche uno dei migliori amici di Connor, un ragazzo che corrisponde perfettamente a quello che Livie ha in mente per sé. Perché allora continua a pensare ad Ashton? 
Quando Livie si deve confrontare con voti mediocri, aspirazioni di carriera che sembrano andare in fumo, e l'incapacità di gestire i sentimenti per Ashton, che non vorrebbe provare, è costretta a rinunciare alla promessa fatta al padre. E all'unica Livie che lei conosca...

Cosa mi ha colpita:
Interessante la scoperta di una nuova parte di se stessi. Una parte che non si conosceva e che addirittura non ci si aspettava. Tutti noi ci raccontiamo delle piccole bugie...

Quando mi piacerebbe leggerlo:
Agosto rovente.





Titolo: Animali domestici
Autore: Letizia Muratori
Editore: Adelphi
Pagine: 218
Prezzo: 18 euro

Trama:
Quando una notte la polizia fa irruzione nel suo ricovero, sequestrandole le decine di cani che accudiva, Chiara consegna alla sua amica d'infanzia, che scrive di mestiere, il grosso quaderno in cui da sempre raccoglie dati, abitudini e fotografie dei suoi beneficiati.
E' un libro degli ospiti indubbiamente singolare ("Tutti i cani hanno le loro rime: Balù pensaci tu, Billo guardiano tranquillo, Banga attento alla vanga, Lisetta dolce canetta..."), ma anziché rimetterlo in ordine come Chiara vorrebbe, l'amica decide di scriverne una versione nuova. 
Decide cioè di raccontare la propria vita di ex randagia spaventata, indocile, ma per fortuna anche mordace: insieme a quella degli uomini - uno soprattutto, l'infernale Edi Sereni - e delle donne che, nel tempo, hanno preteso di addomesticarla. 
Così ci regala il copione di una commedia nera e rosa che fa genere a sé.

Cosa mi ha colpita:
Libro bizzarro e strano. M'incuriosisce.

Quando mi piacerebbe leggerlo:
Jolly, ovvero è perfetto per qualsiasi momento.







Titolo: Innamorarsi. Istruzioni per l'uso
Autore: Cecilia Ahern
Editore: Rizzoli
Pagine: 358
Prezzo: 16 euro

Trama:
"Come godersi la vita in trenta semplici mosse, Come trovare il proprio luogo felice, Quarantadue piccoli trucchi per sconfiggere l'insonnia" Christine ha trentatré anni, una faticosa rottura sentimentale in corso, qualche difficoltà sul lavoro e un'abnorme fiducia nei consigli dei manuali di autoaiuto. 
Ma quando sull'Ha'penny Bridge di Dublino, una sera d'inverno, vede un uomo disperato sul punto di buttarsi nel fiume Liffey, le tocca mettere da parte le proprie insicurezze e affrontare quelle altrui. Perché quella notte, nei confronti dello sconosciuto che vuole farla finita, ha una reazione istintiva, e senza neanche sapere come si trova a stringere con lui un patto folle. 
Il bellissimo Adam accetta di vivere fino al trentacinquesimo compleanno, e Christine ha solo due settimane di tempo per dimostrargli che non è mai troppo tardi per potersi innamorare ancora. Della vita, e forse non solo. Tra ex fidanzate che rivogliono quello che hanno perso e segreti di famiglia rivelati dopo anni, lacrime di commozione e abbracci che comunicano quello che a parole non si riesce a dire, vivremo assieme a Christine le due settimane più inaspettate ed emozionanti della sua vita. E ogni volta che lei avrà addosso lo sguardo blu ghiaccio di Adam, sentiremo il nostro cuore battere forte assieme al suo.

Cosa mi ha colpita:
Copertina e trama dolcissime *.* 

Quando mi piacerebbe leggerlo:
Adatto ai momenti in cui vogliamo emozionarci e sorridere, spegnere i contatti col mondo reale e regalarci un bel sogno d'amore.





Titolo: Sottomissione
Autore: Michel Houellebecq
Editore: Bompiani
Pagine: 252
Prezzo: 17,50 euro

Trama:
A Parigi, in un indeterminato ma prossimo futuro, vive François, studioso di Huysmans, che ha scelto di dedicarsi alla carriera universitaria. Perso ormai qualsiasi entusiasmo verso l'insegnamento, la sua vita procede diligente, tranquilla e impermeabile ai grandi drammi della storia, infiammata solo da fugaci avventure con alcune studentesse, che hanno sovente la durata di un corso di studi. 
Ma qualcosa sta cambiando. La Francia è in piena campagna elettorale, le presidenziali vivono il loro momento cruciale. I tradizionali equilibri mutano. Nuove forze entrano in gioco, spaccano il sistema consolidato e lo fanno crollare. E un'implosione improvvisa ma senza scosse, che cresce e si sviluppa come un incubo che travolge anche François. "Sottomissione" è il romanzo più visionario e insieme realista di Michel Houellebecq, capace di trascinare su un terreno ambiguo e sfuggente il lettore che, come il protagonista, François, vedrà il mondo intorno a sé, improvvisamente e inesorabilmente, stravolgersi.

Cosa mi ha colpita:
Romanzo di grandissima attualità di cui ho sentito parlare in Tv. 
Non so quanto potrebbe piacermi, ma è pur sempre un'uscita interessante.

Quando mi piacerebbe leggerlo:
Giorni di pioggia autunnali.





Titolo: A oriente del giardino dell'Eden
Autore: Israel J. Singer
Editore: Bollati Boringhieri
Pagine: 432
Prezzo: 18,50 euro

Trama:
Mattes Ritter è un venditore ambulante che percorre le campagne della Polonia barattando cianfrusaglie con cibo, pelli e qualche spicciolo. Per poi tornare al suo villaggio, alla sua capanna e alla sua famiglia per il Shabbath. 
La moglie, Sara, è stremata dalle gravidanze e dalle fatiche domestiche. Non ci si stupisce quindi che nella nascita di un figlio maschio, Nachman, Mattes riponga le speranze di una vita, deciso a fare del piccolo un dotto e stimato rabbino. Quando però Nachman viene sedotto da Hannah, e dalla sirena non meno potente del credo socialista, le speranze di Mattes cominciano a svanire. 
Ancora di più quando la bella, intelligente a avventurosa figlia Sheindel, rimane incinta di un soldato russo, costringendo tutta la famiglia a trasferirsi nella grande città. Dove l'altra figlia, Reisel, incontra un destino ancora peggiore. 
A Mattes, chiamato a combattere nella prima guerra mondiale, resta solo un desiderio, che si porta dietro scritto su un pezzetto di carta: alla morte, venire sepolto come un ebreo. Ma anche questa speranza finirà in una fossa comune. 
Nachman, diventato un agitatore socialista, finirà nelle prigioni polacche, e poi, rilasciato, inseguirà il suo sogno in terra sovietica, accolto a braccia aperte solo dal Commissariato del Popolo per gli Affari Interni. Di nuovo arrestato e poi rilasciato con l'aiuto di Daniel, un leader socialista polacco, verrà alla fine espulso dal paradiso sovietico e si troverà a vagare nella terra di nessuno tra il confine russo e quello polacco.

Cosa mi ha colpita:
Storia complessa e dolorosissima. Il titolo mi ha immediatamente conquistata, nuovo e originale.

Quando mi piacerebbe leggerlo:
Di notte. A casa. Una candela accesa.





Titolo: La dittatura dell'inverno
Autore: Valeria Ancione
Editore: Mondadori
Pagine: 308
Prezzo: 18 euro

Trama:
"Tu sei fatta per correre e ogni tanto fermarti a prendere fiato" dice a Nina suo marito Michele, che la conosce bene, la ama e con lei ha avuto cinque bellissimi figli e aperto una piccola catena di librerie. Nina è così, una donna che corre, come e più di tutte, tra la famiglia multicolore cui ha dato vita e la famiglia allargata dei clienti, che nella Tana di Michele, la libreria più speciale, possono anche gustare le sue crostate squisite e il suo tè profumato. 
Ma Nina ha freddo, perché è sopraggiunto l'inverno, con gli abiti pesanti, gli impegni a ogni ora, la negazione della luce, che induce al nascondimento, al proibito... L'inverno è una dittatura che la attanaglia, le accende il desiderio del sole sulla pelle, di una libertà dai molti ruoli che tutti si aspettano che lei interpreti senza sbavature. E così che Nina va in piscina a nuotare, solo l'acqua intorno come in uno scampolo d'estate. E lì conosce Eva: nemmeno trent'anni, un corpo vibrante, occhi affamati di felicità. 
Eva è coraggiosa e originale, è dolce e capisce tutto al volo. E' una donna, non c'è nulla di male a diventarne amica, a vedersi nei ritagli di tempo... Fino a che un sentimento immenso, imprevisto e imprevedibile, sorge tra loro con la forza di un'onda che non si può arginare. E mentre l'inverno porta con sé molti altri turbamenti, tanti incontri che la fanno sentire viva e insieme mettono in discussione ogni equilibrio, Nina cerca di guardarsi dentro, di capire che cosa vuole davvero...

Cosa mi ha colpita:
Tralasciando l'orrida copertina (cioè ma che cavolo è??? o.o) , devo dire che la trama è davvero intrigante.

Quando mi piacerebbe leggerlo:
Lettura da periodi frenetici, ricchi d'impegni.





Titolo: Il nostro anno infinito
Autore: Matthew Crow
Editore: Sperling & Kupfer
Pagine: 285
Prezzo: 15,90 euro

Trama:
Amber e Francis sono come il sole e la luna: lei ribelle e impertinente, lui romantico e imbranato. Chissà se nel "mondo fuori" sarebbero stati insieme, chissà se lei lo avrebbe mai degnato di uno sguardo. A farli incontrare è una malattia crudele, in una corsia d'ospedale in cui i due ragazzi condividono canzoni, vecchi film, piccoli istanti preziosi in cui il male concede una tregua ed è più facile sognare il futuro, immaginarsi fuori di lì, insieme. 
Perché, se hai quindici anni, è impossibile non sperare di avere tutta la vita davanti. E quando il destino mostrerà il suo volto più duro, quando tutto sembrerà ingiusto e sbagliato, sarà l'amore a dare un senso a quell'anno così breve, così indimenticabile. 
"Il nostro anno infinito" è una storia capace di commuovere e al tempo stesso di far sorridere e trasmettere una grande gioia di vivere. Grazie alla voce tenera e buffa di Francis, che la racconta, e a quella decisa e sfacciata di Amber, che gli fa eco. Grazie al coraggio di due famiglie imperfette e un po' bizzarre ma pronte a tutto pur di proteggere i loro ragazzi dagli schiaffi della vita. Grazie all'intensità di un primo amore capace di essere infinito nonostante i giorni contati. Perché è il cuore, e non il tempo, a decidere che cosa è per sempre.

Cosa mi ha colpita:
Trama che ricorda sicuramente Colpa delle stelle. Spero solo non sia semplicemente marketing :(

Quando mi piacerebbe leggerlo:
Quando si ha voglia di piangere, di storie forti e drammatiche (io ne ho sempre...)





Titolo: Cattivi
Autore: Maurizio Torchio
Editore: Einaudi
Pagine: 182
Prezzo: 19 euro

Trama:
Quello che scorre in cella d'isolamento è un tempo puro, svuotato di eventi. Tanto da far sembrare i giorni di chi può vedere la luce del sole - seppure attraverso le sbarre - come un luogo di libertà, fantasticato per sentito dire. Il mondo di fuori è più evanescente ancora, più irreale del passato, o dei sogni. Cresce allora la tentazione di chiamare il carcere casa, e farlo abitare dai ricordi: "Se ti svegli con il batticuore, per fortuna la prigione è li che ti aspetta. Ti tiene sollevato, separato da terra, inchiodato con la branda nel muro. Sente i tuoi movimenti. Mentre dormi, la prigione trattiene il fiato per ascoltare il tuo respiro". 
L'orizzonte si restringe un istante dopo l'altro, ma anche i desideri cambiano forma: l'amore per chi si prende cura di te - non importa quanto crudelmente - dà l'innesco a una Sindrome di Stoccolma universale. Un incrocio di solitudini che accomuna carcerati e carcerieri, fino a estendersi all'intera prigione, compreso chi è apparentemente escluso da ogni società e gerarchia. "Cattivi" è un romanzo di parole e sentimenti compressi, storpiati dalle cattività che li restringono. Ma anche una storia di sopravvivenza in condizioni estreme. Dando fiato a una voce che finisce per diventare l'essenza stessa della reclusione, Maurizio Torchio è riuscito nel miracolo di descrivere, senza mai giudicare, i fili invisibili che legano carnefici e vittime...

Cosa mi ha colpita:
Una delle uscite che aspettavo di più. Ha il sapore di grande letteratura.

Quando mi piacerebbe leggerlo:
Appena è possibile!!!





Titolo: Varianti di un autoritratto
Autore: Norman Manea
Editore: Il Saggiatore
Pagine: 282
Prezzo: 19 euro

Trama:
L'incubo del campo di concentramento, visto dagli occhi sbigottiti di un bambino; il difficile ritorno alla vita quotidiana nella Romania del dopoguerra, sotto un regime inquisitorio e ridicolo insieme; la maturità solitaria in cerca di speranza e salvezza dallo spazio angusto di un'altra dittatura. 
E' questo l'orizzonte esistenziale dei racconti di Norman Manea. La persecuzione razziale, il conflitto, il senso perduto degli eventi e dei legami umani pongono lo scrittore in una dimensione spirituale di esilio, riflesso di quello simmetrico che lo portò, a soli cinque anni, a essere rinchiuso in un lager in Ucraina perché ebreo, e che da adulto, vittima del regime comunista, lo costringerà a emigrare negli Stati Uniti. 
Ma dal caos e dalla disperazione, talvolta, può nascere il riscatto: bagliori di speranza, gesti di sfida, momenti di epifania poetica costellano la raccolta di Manea. Avvolti da cupe atmosfere kafkiane, ma sempre venati da un'inconfondibile ironia yiddish, i racconti si riuniscono in un solo vivo organismo grazie alla scrittura di Manea. Nel vortice continuo e inestricabile delle immagini, il dato biografico si intreccia alla Grande Storia, mentre l'autore si fa interprete del dramma umano dello sradicamento, fisico ed emotivo. Come a voler dire: non dimentichiamo le nostre origini, i luoghi natii, la lingua madre, altrimenti saremo ineluttabilmente perduti.

Cosa mi ha colpita:
Unica raccolta di racconti che vi propongo questa settimana. Anche qui ritorna il tema dell'Olocausto (praticamente colonna portante di questo post).

Quando mi piacerebbe leggerlo:
In occasione della giornata della memoria (e non solo)






Titolo: Petite
Autore: Genevive Brisac
Editore: Piemme
Pagine: 129
Prezzo: 15 euro

Trama:
Nouk ha solo tredici anni, ma pensa di essere già cresciuta troppo. Vuole rimanere piccola come le sue sorelle, belle e bionde. Così decide di smettere di mangiare: niente più brioche, niente più formaggio, niente più cioccolata. Solo una caramella ogni tanto per riuscire a restare in piedi tutto il giorno e sfiancarsi di corsa e ginnastica. Nouk è malata, anche se ancora non lo sa, e questa è la sua terribile storia.

Cosa mi ha colpita:
Il tema dell'anoressia riesce sempre a colpirmi moltissimo. Probabilmente perchè è una malattia così attuale, e così incontrollabile. Ogni volta mi sento sconcertata, traballante.


Quando mi piacerebbe leggerlo:
Anche questo al più presto!




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Ce l'ho fatta! E' stato un post faticosissimo da preparare... Spero che sia stato d'aiuto a qualcuno di voi.
Da quali libri siete incuriositi maggiormente? Quali comprerete?

Buona vita e buona lettura,