giovedì 19 febbraio 2015

Siamo fatti solo di ricordi? - Recensione di Perdersi di Lisa Genova


Salve miei cari lettori, e bentornati su Sfogliando la vita.
Martedì sera (dopo aver visto la seconda parte de L'Oriana su Rai1, che a dire la verità mi ha un po' lasciata fredda) ho terminato la lettura di un romanzo piuttosto toccante e doloroso e così ho deciso di parlarvene immediatamente in una nuova recensione. O, come al solito, nelle mie sconclusionate riflessioni e considerazioni.


#20




Alice esitò, poi gli si sedette in grembo, lo abbracciò forte, la testa contro la sua testa, l'orecchio contro il suo, e si sfogò.
"Mi dispiace tanto di avere questa cosa. Non sopporto l'idea di come e quanto peggiorerà. Non sopporto l'idea che un giorno potrei guardarti, guardare questo viso che amo e non sapere chi sei."


Mentre Alice si perde nella malattia, noi ci perdiamo nella sua storia.
Quella di una donna forte e decisa, sicura di se stessa, del suo lavoro, nelle sue competenze. Una donna che crede nel successo e nell'impegno che porta a risultati concreti. Una donna impegnata e realizzata. 
Ricercatrice e insegnante ad Harvard, Alice è apprezzata da tutti grazie alla sua professionalità e alla passione per il suo lavoro.
Il linguaggio e la psicologia cognitiva sono stati sempre i binari nei quali ha immesso il treno della sua esistenza, delle sue soddisfazioni.
John, suo marito, ama la sua mente curiosa e intelligente, e, ricercatore a sua volta, si dedica anima e corpo al lavoro, trascurando spesso il rapporto con la moglie.
I loro tre figli hanno delle vite soddisfacenti e tutti i mezzi per seguire le loro passioni. Anne sta per diventare mamma, Tom è medico da poco e Lydia, la minore dei tre, vuole approcciarsi alla recitazione.

Alice non lo sa, ma l'impalcatura che regge la sua vita sta per crollare.
Una nebbia lenta ma letale comincia a fare razzia di tutti i suoi ricordi, lasciandole solo l'amarezza di non aver fatto, aver detto, aver amato, aver desiderato, aver vissuto abbastanza.
Alice ha l' Alzheimer.
Comincia così la sua discesa in un vortice senza uscite d'emergenza, senza pause o rallentamenti. Il tempo, che per tutti noi scorre veloce, per lei vola alla velocità della luce, senza darle il tempo di fermarsi a pensare, ma imponendole di vivere tutti gli istanti in maniera potente, perchè ognuno di quegli attimi potrebbe essere l'ultimo in cui Alice si sentirà se stessa.

E come quella farfalla in copertina, Alice vola rapida e sorvola la sua vita fatta di impegni, seminari, lezioni. Lascia indietro tutto questo e inizia a comprendere cosa vale davvero la pena di ricordare. L'amore.
Le farfalle hanno una vita brevissima ma meravigliosa. 
L'amore è essenziale. Quello dei suoi figli, di suo marito. Quello verso se stessa. Alice lo capisce solo dopo, che è il sentimento ciò che ci rende vivi, non la nostra capacità di esprimerci in maniera impeccabile in pubblico oppure di dimostrare a tutti le nostre immense conoscenze.
E noi lettori, attraverso il suo tragico percorso, possiamo imparare l'importanza di una carezza, di uno sguardo privo di compassione, della vicinanza di chi amiamo. Oppure la bellezza di una semplice passeggiata sulla spiaggia al tramonto, la sensazione del corpo nudo sostenuto dall'acqua, un gelato al cioccolato che si scioglie colando sulle dita.

(...) voleva vivere abbastanza a lungo da tenere in braccio il bambino di Anna con la consapevolezza che era suo nipote. Voleva veder recitare Lydia in un ruolo che la rendesse orgogliosa. Voleva vedere Tom innamorato. Voleva un altro anno sabbatico con John. Voleva leggere tutti i libri che poteva prima di non essere più in grado di leggere.Fece una risatina, sorpresa per quello che aveva appena scoperto di se stessa. Nella lista non c'era nulla che avesse a che fare con la linguistica, l'insegnamento o Harvard. Mangiò l'ultimo pezzetto di cono. Voleva altre giornate tiepide di sole e altri coni gelato.


Il terribile scivolo della malattia però è impaziente e la conduce frettoloso verso uno stato di insopportabile solitudine, depressione e isolamento. 
Si, perchè l' Alzheimer è crudele e senza scrupoli. Ti impedisce di fidarti di te stesso e di tutti coloro che ti amano e ti stanno attorno; ti impedisce di essere una compagnia gradita, una persona a cui chiedere un consiglio, un parere. Ti spinge verso il baratro della follia.
Spazi e ore vuote iniziano a circondare le tue giornate e ti ritrovi sempre più spesso sola, senza impegni, senza un progetto, un obbiettivo, qualcosa per cui sia necessario alzarsi dal letto. Così subentra la depressione e la netta sensazione di essere un peso per tutti, con il tuo ripetere le domande, il tuo dimenticarti gli eventi o i nomi, il tuo sembrare alieno.
Nessuno vuole guardare la mente di una persona deteriorarsi, i suoi ricordi sgretolarsi come biscotti di pasta frolla e la sua personalità che la rendeva unica al mondo separarsi dal suo corpo e abbandonarlo per sempre.
L' Alzheimer è una delle malattie più subdole dell'universo. E' un mostruoso labirinto che ti fa perdere, dentro te stessa, dentro la tua vita, la tua casa, la tua famiglia. Ti fa perdere per le strade del mondo, della tua città, proprio quelle da sempre conosciute e familiari. Ti fa perdere nel tuo passato, nei volti che hanno sempre rappresentato il tuo concetto d'amore.

Con uno stile asciutto ma non privo di pathos e con una scrittura che regala carezze seguite immediatamente da sanguinosi graffi, Lisa Genova descrive questa corsa verso l'oblio, una gara contro un tempo reo e inarrestabile, tempo che diviene anche la base della struttura del romanzo. Infatti riusciamo a renderci conto del progredire della malattia di Alice proprio grazie alla suddivisione dei capitoli mese per mese.
Per ogni mese trascorso ci viene raccontata la sua vita, le sue giornate, in un' inquietante altalena tra consapevolezza disperata e inconsapevole disperazione.
Alice inghiotte il boccone indigesto e indigeribile di questa condizione che il destino le ha riservato, accogliendo con rabbia e poi rassegnazione l'ospite inatteso e sgradito che senza chiedere permesso si è intrufolato nella sua casa.
Perdersi è un romanzo che offre molte immagini pesanti e ruvide, che spaventano perchè sembrano sottrarre dignità all'uomo, ma allo stesso tempo permette numerose riflessioni sull'incanto della vita, su come questa andrebbe vissuta, su come gli affetti formino il collante tra la nostra mente e il nostro cuore. Un collante che bisogna rafforzare giorno dopo giorno e mai perdere.
Un finale triste e bellissimo, che riassume tutto il cammino di Alice nella parola "Amore", un finale che brinda, proprio come Jack in Titanic, al valore di ogni singolo giorno.


Perchè, dopotutto, questa malattia spaventa? E' come una mano ossuta e fredda che raschia dentro e svuota l'uomo della sua essenza. Il problema è chiedersi: qual è la nostra essenza? Siamo davvero fatti solo di ricordi? E' solo il passato quello che conta, oppure ogni attimo ha la sua importanza anche se non verrà ricordato?
La nostra vita è ciò che ricordiamo o ciò che sentiamo vivendo?

I miei ieri stanno scomparendo, i miei domani sono incerti, e allora per cosa vivo? Vivo giorno per giorno. Vivo nel presente. Uno di questi domani dimenticherò di essere stata qui davanti a voi a tenere questo discorso. Ma solo perchè presto me ne dimenticherò non vuol dire che l'oggi non conta.

Voto:
                                                              
Bello +
___________ 


Voi avete letto questo romanzo? Cosa ne pensate?
Ora lo trovate in libreria con nuovo titolo Still Alice (uguale a quello originale) r con una nuova cover ispirata alla locandina del film che ne è stato tratto.




Buona vita e buone letture.


14 commenti:

  1. Bellissima recensione! Lo sto leggendo ora e deve dire che mi sta prendendo molto :D

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    1. Grazie mille *.*
      Fammi sapere cosa ne pensi quando l'hai finito :)

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  2. Mi è piaciuta molto la tua recensione, deve essere un libro non facile, brava!

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    1. Ma grazie (arrossisce *-*)!!!
      Non è per nulla facile, soprattutto se come me hai avuto qualche esperienza di Alzheimer in famiglia. Ritrovi tanti dettagli, tanti comportamenti e situazioni molto delicate.

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  3. Mamma mia , bravissima, mi hai coinvolto emotivamente. Il libro non l'ho letto ma ho visto il film, con una grande Julian Moore. Il vero dr5amma secondo me sta quando sei cosciente di quello che ti succederà, i primi sintomi sono terribili, perdersi nella vita è orribile. Tuttavia non mi sento di dire che preferirei morire perché anche nella protagonista ho visto, come dicevi tu, in merito all'amore della propria famiglia, segni di coscienza, perché l'amore ha effetti devastanti. Mi congratulo perché il tuo lavoro come sempre mi farà riflettere sul senso della vita e su come viverla a meglio. Grazie

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    1. Grazie a te, davvero :)
      Sono felice che le mie parole possano fare questo effetto!

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  4. Bellissima recensione come sempre ma non so se lo leggerò (l'ebook nel dubbio l'ho recuperato ^^) ma sicuramente guarderò il film!!
    Baci!

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    1. Grazie Pila, come al solito :*
      Il tema è delicatissimo e quindi non posso consigliartelo a cuor leggero, ma se ne avrai voglia prima o poi dagli un occhio :)
      Un bacione.

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  5. Letto veramente bello, c'erano pezzi in cui mi piangeva il cuore per la protagonista. Mi è piaciuto anche il finale.
    Di questa autrice ho letto anche tre sassi bianchi, che ti consiglio ;)

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    1. Anche a me è successo lo stesso. Ero tristissima.
      Grazie del consiglio, avevo già pensato di prendere qualcos'altro dell'autrice :)

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  6. Sto aspettando il momento giusto per leggerlo :) la tua recensione è bellissima. Complimenti ^^

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  7. Ciao Federica!
    Recensione bellissima, grazie per avermela linkata :) mi ritrovo in tutto quello che hai scritto, abbiamo addirittura proposto le stesse citazioni! *-* è sicuramente un libro che non si farà dimenticare tanto facilmente!

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    1. Oh di nulla! *.* Grazie a te per essere passata per leggerla :)
      Anche io ho notato il fatto che abbiamo amato le stesse parti :) :)

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