sabato 28 marzo 2015

Di baite isolate, calzettoni fradici e viscidi molluschi (i molluschi sono spoiler, quindi non posso dirvi nulla) - Recensione di Black Ice di Becca Fitzpatrick


Buongiorno lettori appassionati e bentornati su Sfogliando la vita.
Questa è una recensione negativa, si. Purtroppo si.
Ma prima di parlarvi dei difetti di questo romanzo, farò una lunga premessa. Ci tengo molto, perchè vorrei provare a spiegarvi qual è il mio modo di affrontare le letture. E, attenzione, non si tratta di una premessa scritta per giustificarmi, anche perchè quando devo parlare male di un libro lo faccio e basta. Ma mi piacerebbe mettere prima in chiaro alcuni aspetti.
Inizio col ringraziare la Piemme per avermi inviato questo libro qualche tempo fa. Grazie Lucia <3
Vi lascio inoltre un piccolo frammento del romanzo qui.


#24




Gli guardò le mani: stavano strattonando una seconda corda per saggiarne la resistenza. Andò verso di lei e, con dita tremanti, gliela passò intorno al collo. Si piazzò alle sue spalle e poi iniziò a stringere, tirandola contro il palo. Lauren vide piccole esplosioni luminose in fondo agli occhi. Il tizio stava stringendo troppo. Lauren si rese conto che era nervoso ed eccitato. Avvertiva il tremito del suo corpo, il respiro che diventava affannoso... Ma non per lo sforzo, era adrenalina. Il panico le rivoltò lo stomaco. Quel tizio ci stava provando gusto. Un gorgoglio sconosciuto le riempì le orecchie e si rese conto con sgomento che era la sua voce. Il suono parve spaventare l'uomo, che imprecò e strinse più forte.Lei urlò, urlò all'infinito dentro di sé. Urlò mentre la stretta aumentava portandola alle soglie della morte.Il cowboy non voleva fotografarla: voleva ucciderla.Lauren però non avrebbe permesso che quel luogo orribile fosse il suo ultimo ricordo. Chiuse gli occhi e se ne andò altrove, nel buio.


La prima cosa da dire è: sapevo a cosa andavo incontro. E questo è di fondamentale importanza.
Quando ho ricevuto questo romanzo, a sorpresa, mi sono detta semplicemente: proviamoci. Ma non è stato uno sforzo. Mi piace viaggiare tra pagine diverse, tra generi differenti e stili contrapposti. Sicuramente, però, questo non è il genere di romanzo che comprerei in un momento di "nostalgia letteraria". Lo comprerei in vacanza, oppure in un periodo in cui necessito di letture di puro intrattenimento.
E' anche vero che il libro deve intrattenere stimolando in ogni caso i neuroni, ma a questo ci arriviamo tra poco.
Sono, o spero di essere una ragazza molto aperta e rilassata per quanto riguarda la lettura. Un libro deve innanzitutto emozionarmi, e può trattarsi di un classico senza tempo, di un bestseller acclamato da tutto il mondo, di un romanzo per ragazzi o di un noiosissimo saggio. Se riesce a toccare la giusta corda (quella sentimentale e romantica, quella della mera curiosità, quella della fascinazione letteraria, quella della drammaticità, quella della paura o della suspance), allora mi conquista. Non mi importa se si tratta di una storia semplice, dalle tematiche banali o non scritta con uno stile eccelso e originalissimo. 
Deve emozionarmi. Deve trasmettermi, insegnarmi, regalarmi qualcosa. Deve farmi riflettere, anche solo per pochi minuti, sulla mia vita.
Di natura (a meno che non mi trovo di fronte ad una schifezza di proporzioni bibliche) sono propensa a trovare sempre un lato positivo in ciò che leggo. E non lo faccio solo con i libri. Lo faccio con la musica, con i film, con i quadri. Perchè quando si parla di arte, io ci trovo dentro quasi sempre bellezza. E in ogni caso mi dispiace sempre molto quando devo criticare o stroncare un'opera, perchè dietro so che c'è tutto il peso della mente e dello sforzo di un essere umano.
Quindi, credo fermamente che in ogni libro, seppure semplice , leggero o senza enormi pretese, si possa nascondere la possibilità per ciascuno di noi di arricchire la propria anima, anche se solo di un minuscolo pezzettino.
Per fare questo però, bisogna avere una forte capacità di adattamento. Ecco perchè vi dicevo che l'approccio è fondamentale. Non ci si può mettere davanti ad un thriller per ragazzi con intense sfumature romance aspettandosi di trovare la prosa di Tolstoj. E con questo non dico che non bisogna avere pretese. 
Quindi, durante una ventosa sera di Marzo, mi sono stesa a letto, ho aperto il libro di Becca Fitzpatrick e mi sono messa a leggere aspettandomi soltanto qualche ora di intrattenimento, una storia d'amore appassionante, un bel mistero e qualche momento di tensione. 
N.B. Il mio senso critico, in tutto ciò, non è abolito. Io sono un'amante della grande Letteratura. Studio i classici, amo le prose complesse e le storie ricche di significati. Amo la poesia e le narrazioni costruite con maestria.
Quindi, i difetti li noto tutti. Ma la mia mente riesce a scovare bellezza (se c'è) un po' ovunque (è un lato del mio carattere) e riesce quindi a passare da una cosa all'altra con approcci e aspettative differenti, godendomi ogni tipo di esperienza letteraria.

Fatta questa abnorme premessa, scritta in realtà non solo per questo romanzo, ma per mostrarvi un po' in generale come sono fatta, posso parlarvi di Black Ice.
Ghiaccio nero. La fredda e buia solitudine di una montagna innevata. La glaciale oscurità del terrore.
Tutto inizia con una bufera, una tormenta di neve che costringe le nostre protagoniste, Britt e Korbie (stendiamo un velo pietoso su quest'ultima, uno dei personaggi più orrendi della storia della letteratura di tutti i tempi), che stanno raggiungendo in auto la baita dove avrebbero dovuto trascorrere le vacanze di primavera, a spegnere il motore e restare immobili, senza poter nè più scendere e tornare indietro, nè salire verso la meta.

In questa fase iniziale c'è già il primo elemento che, a mio parere, risulta poco credibile. 
C'è la neve. Ok. La macchina non riesce a proseguire. Ok. A motore spento e senza riscaldamento rischiate di morire di freddo. Ok.
Scusate... Ma chi cavolo se ne frega della benzina? E' naturale che preferisco tenere il riscaldamento acceso tutta la notte, in macchina, anche a costo di consumare la benzina, e poi, con la luce del mattino andare a cercare aiuto.
Invece, indovinate? La nostra Britt non può rischiare di svuotare il serbatoio, quindi cosa fa? Scende, al freddo e al gelo, di notte, a cercare qualcuno. Certo. Ovvio. Naturale. E cosa fa? Si fa ospitare in una baita isolata e spettrale, abitata da due tizi misteriosi? .... 
Partire da una base così poco credibile, purtroppo, non è un buon inizio. Per tutto il resto della storia, quasi mai sono stata d'accordo con le mosse e le decisioni prese da Britt. 
Di Korbie, invece, non parlerò mai più, perchè non credo esista sulla faccia della terra una ragazza così superficiale, stupida e infantile di lei (e vi risparmio il racconto dell'episodio in cui ci prova spudoratamente, da fidanzata, con uno dei loschi figuri. E sapete con quale giustificazione? Tanto tra un anno il mio ragazzo andrà al college. A che scopo essere fedeli se sai che una storia finirà?... Cosaaaaaaa? Ok, smetto immediatamente di parlare di Korbie, altrimenti vado in escandescenze).

Dal momento in cui le due ragazze chiuderanno la porta della baita dietro le loro spalle, si innescherà un meccanismo da cui non sembra esserci via d'uscita, e durante il quale ogni mossa può risultare fatale.
In alcune fasi della lettura mi è sembrato quasi di sentire il ticchettio di un fastidioso orologio a scandire le ore di freddo e isolamento della protagonista. Britt dovrà sfidare non solo la natura inospitale della montagna, ma anche tutte le sue paure e fragilità.
Ho molto apprezzato l'umanità di Britt. Tutti i suoi punti deboli vengono messi a nudo, e questo mi piace sempre in un personaggio.
I protagonisti maschili, invece, non sono caratterizzati psicologicamente, e risultano, lungo tutto il racconto, come dei muscoli senza volto e senza anima. Ci viene detto troppo poco della loro personalità, del loro passato.
Le venature romance sono piuttosto accentuate, e talvolta anche esasperate. Il rapporto tra Britt e Calvin risulta fasullo e strano. Anche in questo caso, le dinamiche della loro storia appaiono poco credibili.

Nel complesso, tuttavia, il ritmo della narrazione è incalzante, ed è grazie alle capacità di scrittura dell'autrice che si porta avanti la lettura. Infatti, con una base narrativa più solida, la Fitzpatrick sarebbe un'ottima autrice di thriller. I momenti di suspance e di mistero ci sono, e in molte situazioni è la curiosità che prevale.
Bisogna anche dire, però, che nel mio caso, a metà romanzo avevo già intuito il colpo di scena finale.
Inoltre, ho trovato il finale davvero forzato e superficiale. 
Infatti i temi trattati nel corso della storia sono importanti e delicati : la follia, la delinquenza, la noia che spinge i giovani verso il baratro, la violenza. 
SPOILER: Dopo aver toccato argomenti così delicati, non puoi chiudere il tutto con una storia d'amore idilliaca, sotto il sole della California. No. Non funziona così: le esperienze che si vivono lasciano delle cicatrici, delle ferite che non si rimarginano con un bacetto e una cena a lume di candela. Due ragazzi che hanno vissuto insieme una terribile settimana di sofferenze, difficilmente riusciranno ad intraprendere un rapporto sereno. 
Almeno, se vuoi farli stare assieme, rendi la storia un po' complicata, faticosa, difficile.

Ora voi direte. Ma in base alla tua premessa iniziale, nella quale asserivi che ogni lettura può insegnarti qualcosa... Questa in particolare cosa ti ha insegnato?
Le debolezze di Britt mi hanno fatto pensare a me stessa, ai miei limiti, ai miei difetti. A come spesso mi capita di sorpassare con un saltino indifferente le responsabilità, lasciando i fili da sbrogliare nelle mani di qualcuno che li sbrogli al posto mio.
Ho riflettuto sull'importanza dell'indipendenza, di credere nelle proprie capacità senza pensare di aver sempre bisogno di qualcuno a cui appigliarsi e affidarsi.

Deglutii: "Sono venuta quassù per Calvin, volevo far colpo su di lui. A un certo punto ho davvero pensato che saremmo tornati insieme, che se fossi venuta qui per fare trekking, lui si sarebbe autoinvitato. Mi sono allenata tanto, ma ho sempre dato per scontato che avrei potuto contare su di lui. Perchè così faccio io: mi aspetto che gli uomini della mia vita mi tolgano dai guai." Gli occhi mi bruciavano per le lacrime. "Mio padre, Ian, Calvin. Sono sempre dipesa da loro e la cosa non mi ha mai creato problemi. Era così...facile lasciare che si occupassero di me, ma ora..." Avevo un nodo in gola. " Mio padre mi crederà morta. Mai e poi mai penserà che la sua piccola sia sopravvissuta nella tormenta." Il labbro mi tremava in modo incontrollabile, lacrime bollenti scivolavano fino al mento. "Ecco. Questa è la verità, la patetica verità su di me."

Voto:

Carino, ma niente di eccezionale.

Consiglio musicale:




__________


Spero che queste mie sconclusionate riflessioni e chiacchiere letterarie siano utili a qualcuno.
Voi avete letto questo libro? Cosa ne pensate?

Buona vita e buone letture.






9 commenti:

  1. Ciao Cristina, devo ammettere che questo romanzo non mi ha mai ispirato più di tanto però... valeva davvero la pena leggere la tua recensione perché mi hai fatto morire!
    Inoltre sono d'accordissimo con la tua premessa in ogni libro si può trovare il bello che sia un conclamato classico, un best-seller osannato dalla critica, una favola o perché no un chick-lit. Detto questo subentra anche il gusto personale, lo stile di un autore (che può piacere o meno), l'umore e... infine diciamocelo se qlc è scritto con i piedi se ne accorgono tutti ^^ Bella recensione davvero, non so se leggerò il libro però sarei proprio curiosa di conoscere meglio "uno dei personaggi più orrendi della storia della letteratura di tutti i tempi" ;-)

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    1. AHuahuah grazie mille :)
      Guarda Korbie è davvero orripilante... Te la raccomando come amica del cuore... :P

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    2. Uh mamma scusa con i nomi sono davvero una frana ^^

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    3. No ma tranquilla :) Cristina è un nome bellissimo :P

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  2. Ciao Cristina, la penso come te sul modo di affrontare una lettura, per questo affronto tutti i generi letterari cercando di trovare il buono in tutto. Allo stesso tempo, se un libro proprio non va, non va.
    Mi spiace che la lettura non sia stata piacevole come speravi, ma non è neanche la prima recensione negativa che leggo. Probabilmente questa è una ciambella riuscita senza buco. Peccato, perché ci speravo tanto, ma temo che accantonerò l'idea di leggere questo libro.

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    1. Ciao :) Sono Federica!!!
      Mi dispiace di averti definitivamente scoraggiata :( Anche io ci spero sempre, ma poi se ci sono dei difetti oggettivi non posso fare a meno di notarli!!!
      Un bacio :*

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  3. Ciao Fede, e grazie per tu sai cosa ;-)!! Di questo libro ho sentito parlar male da svariati blog e leggendo la tua recensione non m stupisce affatto! Se viene meno la credibilità di una trama, la lettura non può che essere spiacevole!!!

    Concordo anche con la tua premessa, infatti delle volte temo di essere troppo indulgente coi giudizi sui libri, ne ho veramente pochi con solo due stelline, ma se nella storia, o nello stile c'è qualcosa che mi ha colpito allora valuto il libro positivamente! Però, se trovo un libro che mi ha solo fatto perdere tempo mi arrabbio proprio! :)

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    1. hiihih di nulla :P
      Anche io come te, a volte ho l'impressione di essere troppo indulgente. Ma non posso farci nulla. Mi dispiace troppo stroncare un libro. Lo faccio solo in casi estremi :)

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Ciao, lascia pure un segno del tuo passaggio... mi farai felice :)