lunedì 2 marzo 2015

La vita si svolge nell'imprevisto - Recensione di Ti seguirò fuori dall'acqua di Dario Fani


Buon pomeriggio amici lettori, e buon inizio settimana.
Oggi sono qui per presentarvi la recensione di un volume che mi è stato gentilmente inviato da Manuela Vullo, ovvero la PR  del progetto Ti seguirò fuori dall'acqua (www.tiseguiròfuoridall'acqua.it), in cambio di una mia opinione sincera. Ringrazio, ovviamente, anche la Salani Editore.
Ora vi lascio alle mie riflessioni, che spero possano incuriosirvi.

#22






Non tutto è frutto di una pianificazione, e anche una pianificazione perfetta non rende perfetta la vita. La vita non è un progetto semplice, neppure complesso, neppure finito. Non si può pensare che rispetti i programmi o le scadenze. La vita è vita, piena di incertezza. Procede per intuizioni, si svolge nell'imprevisto.


Mia zia diceva sempre: "Se nella vita ti è stato affidato un peso enorme, un dolore grande, una situazione molto complicata, è perchè qualcuno ha visto che potevi sopportarla. Che avevi la forza per caricarti di quel dolore e continuare a vivere."
Non sempre, però è facile comprendere le pugnalate che l'esistenza ci riserva. E soprattutto, riuscire a convivere con le ferite che lasciano in noi.
E spesso, giustamente, la nostra prima reazione è di rabbia, delusione, disperazione, frustrazione.
Così è accaduto a Dario, un padre a cui è spettato un colpo terribile e in principio incomprensibile. E' arrivato silenzioso alle spalle, di soppiatto, e non si è affatto preoccupato di poggiargli una mano sulla spalla per avvertirlo della sua presenza.
Tutto è stato immediato, improvviso.
All'inizio Dario è un padre che non sorride. Attraverso un vetro spesso guarda la sua creatura nell'incubatrice e non può capirla, non può sapere che quel corpicino è la boccetta che contiene l'essenza della sua felicità. Vorrebbe soltanto che l'incubatrice si trasformasse in una scatola di cartone, perchè guardare cosa contiene gli sembra una tortura infinita.
Il suo bambino è nato con due mesi di anticipo, è stato un po' troppo ansioso di venire al mondo, di affermare la sua esistenza. E' nato con la sindrome di Down. Inaspettatamente.
Nel momento in cui questo accade, tutto sembra precipitare nella vita di Dario, sempre così precisa e strutturata e vincente. I suoi pensieri sono un vortice grigio da cui la serenità non riesce a risalire. Tutto sembra ingiusto, scuro.
Dov'è finito suo figlio? Quello vero? Quello che lui ha aspettato per mesi, immaginando corse, giochi e canzoni? Chi è quel bimbo malato, che lui sente così distante. Cosa diavolo significa quel vuoto che gli si è scavato dentro, quell'inspiegabile lutto che sente di dover superare?


Alla fine l'ho guardata e con il fazzoletto bagnato di lacrime ancora stretto nelle mani, esibendo il mio tipico sorriso indecifrabile, le ho risposto: "Esattamente il figlio che un padre non vorrebbe mai". Cercavo di farle credere di aver recuperato il controllo. E forse era vero , lei era stata brava e rassicurante. E lo fu ancora di più nel modo in cui replicò a quella mia affermazione e a quel sorriso."Non lo so. Io ho sei figli, nessuno di loro è come lo avrei voluto e nessuno di loro è come non l'avrei voluto mai. Io in tutta sincerità credo che tutto quel che viene in questa vita viene perchè ne abbiamo bisogno. Insomma viene per un motivo."

Il dolore e l'impotenza prevalgono all'inizio. E le domande inevitabili: si può essere padre così? A partire da un dolore? Il percorso della paternità e il rapporto padre-figlio può cominciare con una delusione? Un dispiacere dove dovrebbe esserci felicità?
Questi e tanti altri pensieri invadono la mente di Dario, che spiazzato e confuso, reagisce con spavento e voglia di scappare.  Ed è proprio da qui che inizierà il suo percorso di incredibile crescita, di metamorfosi, di comprensione. Un vero e proprio cammino di formazione attivato dagli occhi di quel bimbo. Da quella sua manina, dalla gambetta che si muove quando ha fame. Dalla sua innegabile e tangibile presenza forte. Lui c'è. E lo aspetta.
E invece, il papà, non sa come comportarsi, dinanzi alla prima sconfitta vera della sua vita.

Nelle mie imprese, non esco mai sconfitto, nella vita di tutti i giorni vinco quasi sempre. E quando non vinco, aggiusto le cose, pareggio. La mia è una strada di successi. Ottengo quel che voglio. I miei progetti non falliscono mai. Ecco perchè tutto quello che sta accadendo non ha senso, non mi appartiene. Tu non puoi essere parte di me. E' illogico.Tu, nella stanza degli orrori, e tua madre ancora nel suo letto. Per quarantotto ore resterà in osservazione. E loro mi dicono di stare tranquillo.Tranquillo? A fare cosa? A godermi questo inarrestabile fallimento? E' follia... sei qui da una manciata di ore e hai già sconvolto tuo padre e messo in pericolo la vita di tua madre. E' questo il tuo buongiorno?

Questo libro è silenzioso e imprevisto, proprio come le sorprese della vita. Piano piano ti entra dentro e mette radici, costringendoti a pensarci per giorni e giorni, dopo la lettura.
E così anche la scrittura di Dario Fani, è semplice ma potente, di quella potenza che solo il dolore e la gioia insieme sanno comporre. Dopotutto non si tratta di un opera che desidera raggiungere alti livelli letterari, ma soltanto arrivare nel cuore di chi legge.
Toccante, così lo definirei. Una lettura che sfiora, senza essere invadente, piccole parti di noi. Ci costringe a guardare negli occhi qualcosa che ci terrorizza. L'imprevisto.
E se poi quell'imprevisto riesce a renderci migliori? E se scopriamo che è esattamente quello di cui avevamo bisogno?

Nonostante l' alta tensione etica del tema trattato, si percepisce che "Ti seguirò fuori dall'acqua" non è un libro che desidera riflettere o dissertare di moralità e giustizia. E' semplicemente il racconto emozionante e diretto di una storia. Che poi, si sa, la vita vera è la storia più bella e drammatica che esista.
Attraverso la testimonianza di un uomo che si trova davanti a se stesso, senza vie d'uscita e senza possibilità di fuga, il lettore riesce a carpire una briciola infinitesimale del tumulto che un accadimento del genere provoca nella vita di una persona. E' qualcosa che ti cambia completamente, che ti trasforma, e trasforma anche il modo in cui si guarda il mondo.
Ma il bello di questo racconto è che Dario non arriverà ad accettare il figlio. Semplicemente se ne innamorerà. Esatto. Questa è una storia d'amore.

Ho i brividi sulla pelle se penso a tutti quei genitori che dedicano la propria vita ad un figlio disabile. Se penso all'amore, che è evidentemente lo stesso che parte dal cuore di un genitore di un figlio "normale".
L'amore è unico, sempre lui. Ma non si può escludere la paura, pervadente e ossessiva, l'inadeguatezza, l'incertezza e quel senso di indefinito che fa pensare : sarà mai felice?
E mi viene da dire: ma perchè, qualcuno di noi sa cos'è davvero la felicità?
E' giusto privare qualcuno anche solo della possibilità di essere felice? O di essere uomo? O di essere?

"Ecco. Io capisco che gli altri bambini sapranno correre su un prato e raccogliere un fiore per portarlo tutti eccitati ai loro genitori. E capisco che mio figlio non potrà farlo mai. Ma non conta.""Non conta?" ho ripetuto incerto, solo per dire qualcosa."No. Voglio dire: se noi saremo alla sua altezza, cosa cambia? Non cambia nulla, nulla. Se nostro figlio potrà solo inclinare la testa e regalarci un sorriso incerto, quel sorriso sarà - deve essere - per noi - per intero - la corsa e il fiore e il prato (...)".

Ma oggi non sono qui per decidere se sia giusto, o non sia giusto. Per capirne di più su un tema tanto delicato quando immenso.
Sono qui per pensare a quel padre e a quel figlio. Insieme. E dentro di me li vedo sorridere. Questo mi basta.













Voto:


Bello 

Consiglio musicale:

Marco Mengoni - Esseri umani





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Come al solito non è facile per me mettere nero su bianco tutto quello che un libro mi regala. E' stata una lettura molto forte e interessante, e come ho già detto mi ha permesso di riflettere a fondo per giorni e giorni su tematiche di grande importanza.
Spero che le mie riflessioni possano incitare molti a comprare e leggere questo libro. 
Voi cosa ne pensate? Vi piacerebbe leggerlo?

Buona vita e buone letture.


4 commenti:

  1. Ciao Federica, ottima recensione! Ho visto questo libro proprio ieri, in libreria: cover molto carina. Oggi, dopo aver letto la tua recensione, ho deciso che sicurramente sarà tra le mie prossime letture. Un saluto :)

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    1. Si, anche a me piace la cover. E' tenera, non so perchè.
      Grazie mille :) Spero che questa lettura emozioni anche te.

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  2. Ciao Fede, hai scritto parole bellissime! L'anno scorso ho avuto il piacere di lavorare con disabili intellettivo-relazionali, e tra loro c'erano anche molti ragazzi affetti dalla Sindrome di Down - li chiamo ragazzi anche se alcuni avevano 40/50 anni perché hanno il candore e la spontaneità dei bambini- . Ho conosciuto anche le loro famiglie e l'amore che li lega è davvero sconfinato... E vorrei dire a questo padre che anche il loro bambino correrà (a modo suo) su un prato e sceglierà il fiore più bello per regalarlo ai propri genitori, e continuerà a farlo anche a 30 anni, senza vergognarsene come potremmo fare noi cossiddetti "normali"!
    Leggerò sicuramente questo romanzo, grazie per avermelo fatto scoprire!

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    1. Di nulla :) Che belle queste esperienze, immagino quanto possano far crescere e capire. Il fatto è che molto spesso ci insegnano tante più cose loro che noi a loro!!!
      Appena lo recuperi fammi sapere cosa ne pensi!

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Ciao, lascia pure un segno del tuo passaggio... mi farai felice :)