domenica 22 marzo 2015

Siamo nati in un secolo di tempesta - Recensione di 'Suite francese' di Irène Némirovsky


Buonasera miei cari lettori e bentornati su Sfogliando la vita.
Dovete perdonarmi per l'assenza durata circa quindici giorni, ma è stato un periodo frenetico e pieno di cambiamenti. Non ho, però, abbandonato il blog.
Infatti, eccomi qui per presentarvi una nuova recensione. Il romanzo sul quale mi soffermerò con riflessioni e piccoli pensieri non è importante solo come opera di narrativa dalla profonda bellezza, ma anche e soprattutto per la Storia che si porta dietro.

#23





Lucile restò a lungo immobile, con il pettine in mano, i capelli sciolti sulle spalle. Poi sospirò, pensò vagamente: "Peccato!". (Peccato che il silenzio fosse così profondo? Peccato che quel ragazzo avesse smesso di suonare? Peccato che lì ci fosse lui, l'invasore, il nemico, lui, e non un altro?).Ebbe un piccolo movimento indispettito della mano, come se stesse respingendo una coltre d'aria troppo pesante, irrespirabile. Peccato... E si coricò nel grande letto vuoto.


Irène Némirovsky, il 13 luglio 1942, viene arrestata dai gendarmi francesi e qualche giorno dopo viene internata nel campo di concentramento di Pithiviers, nel Loiret. Viene poi trasportata ad Auschwitz e registrata nel campo di sterminio di Birkenau, ma viene quasi immediatamente eliminata nelle camere a gas a causa della sua malattia.
E' sua la penna che ha portato alla vita le pagine memorabili di Suite francese, o meglio dei primi due movimenti (Tempesta di giugno e Dolce) di quella che doveva essere un'opera composta da cinque parti.
Proprio quei tre libri, che noi mai potremo leggere, suscitano in me una rabbia incalcolabile. L'arte straziata dall'orrore della guerra, e dalla follia umana.

Eppure è bellissimo poter godere anche solo di queste quattrocento pagine, scrigno di una prosa piena e profonda, che lascia le sue tracce, una prosa che è stata addirittura accostata a quella di Tolstoj e di Dostoevskij. E in effetti, nell'addentrarsi in questa Storia, si ha proprio la sensazione di stare leggendo un grande classico.
L'immortale Irène vive attraverso le sue parole, le sue potenti e indimenticabili descrizioni fatte di colori, ombre, sensazioni precise. Fatte di strappi di luce improvvisa. Sto parlando di un torrente impetuoso di scene che immagino in bianco e nero, attraversate però da macchie di colore intenso.
Ora, per capire di cosa io stia parlando, vi porterò un esempio. Perchè della Némirovsky non si dovrebbe parlare, ma bisognerebbe leggerla.
In questo stralcio ci troviamo in un orfanotrofio e il parroco (uno dei protagonisti di Tempesta di giugno) sta cercando di far pregare i bambini, delle creature descritte in maniera misteriosa e particolare dall'autrice,  e che avranno un destino, nella vicenda, davvero particolare.
Questa scena è solo un minuscolo esempio dell'alternarsi perfetto di luci ed ombre in questo romanzo. E della presenza, improvvisa e purificante, di attimi di bellezza infinita. Come a dire: la bellezza non verrà mai cancellata dalla guerra e dal male. Vivrà.

'Trenta voci acute, indifferenti, recitarono il Padrenostro, trenta volti magri attorniavano il sacerdote, e quando lui tracciò sopra di loro il segno della croce le fronti si chinarono con un movimento brusco e meccanico. Solo un ragazzino dalla bocca larga e imbronciata volse lo sguardo verso la finestra e il raggio di sole che filtrava tra le imposte chiuse illuminò una guancia delicata, spruzzata di lentiggini, e un piccolo naso dalle narici contratte.'

Il fascino di questo libro, infatti, risiede principalmente nella prosa trascinante e delicata allo stesso tempo, e non tanto negli eventi raccontati. La trama diviene più importante e centrale solo all'interno del secondo movimento intitolato 'Dolce', in cui troviamo la travolgente ma silenziosissima storia d'amore tra Lucille, donna francese e Bruno, soldato tedesco. Una storia che metterà in gioco passioni, ideali e tempeste d'animo.
In tutto il resto del romanzo, ciò che attrae sono le descrizioni della natura, delle case di campagna, della città lunare di Parigi, della Senna. Le descrizioni della fuga, della paura e di tutti i personaggi, caratterizzati minuziosamente, con realismo e profondità introspettiva.
Mi immagino 'Suite francese' come una scatolina delle meraviglie, ricchezze inaspettate che riempiono le pagine. La Némirovsky ha un pennello tra le dita e lo usa per dipingere quadri dal valore inestimabile. Le strade, gli oggetti, gli alberi, tutto parla attraverso quel pennello intinto di emozione. Dipinge con un realismo e una poeticità senza tempo.

Avete mai avuto la sensazione di volervi fermare, durante la lettura, di voler rallentare perchè sentite di non godere abbastanza di ciò che state leggendo? Di voler rileggere frasi in modo compulsivo perchè vi trovate dentro una bellezza che non vedevate da tempo? Tutto risulta troppo bello per la velocità della sguardo.
La bellezza esige lentezza.
E' esattamente così per questo romanzo: una lentezza che non stanca, perchè necessaria. Eppure, le pagine scorrono con una tensione quasi cinematografica che permette al lettore di inserire nel suo personale bagaglio letterario, una valigetta che io porto sempre con me, immagini che non dimenticherà mai. Pennellate precise che assomigliano alla fermezza di un inquadratura e alla raffinatezza di una fotografia.
Sensazioni diverse percorrono queste pagine struggenti, complesse, ambivalenti. La Nèmirovsky narra una società di poveri e di privilegiati, racconta la differenza tra la vita di città e di campagna, che non muta nemmeno durante i terribili momenti di guerra.
Le storie dei numerosi personaggi si intrecciano a formare una catena lunghissima che percorre tutto il romanzo, quella catena umana in cui ogni anello rappresenta un modo diverso di affrontare le tragedie. L'avarizia, l'indifferenza, la pietà, la superiorità, la complicità, la furbizia, la solidarietà, la cattiveria. Per raggiungere l'estremità in cui ci si può persino innamorare del proprio nemico.

'Povero mondo, così bello e così assurdo... Ma quel che è certo è che fra cinque, dieci o vent'anni questo problema, che secondo lui è il problema del nostro tempo, non esisterà più, sarà sostituito da altri... Mentre questa musica, questo rumore della pioggia sui vetri, questo lugubre scricchiolio del cedro nel giardino di fronte, questo momento così dolce, così strano in mezzo alla guerra, questo non muterà...E' eterno...'.

Un percorso tortuoso attraverso le scorciatoie che dalla Parigi del '40, occupata dai Tedeschi, portano alla periferia e alla campagna, dove la guerra arriva come un rimbombo distante, arriva lentamente e senza eccessivo trambusto. Perchè tutto il potere è già nella sue mani.
E quello che infine rimane, di questo cammino, non è tanto lo strazio dei bombardamenti, o il rumore degli spari, che pure è presente come sottofondo, ma la bellezza che i cuori e gli occhi e le mani sanno costruire, anche sulle macerie di una guerra alla quale il popolo, così come i soldati, sono, nell'anima, estranei.

Insomma, disse fra sé, c'è un abisso fra il giovane che vedo qui e il guerriero di domani. E' risaputo che l'essere umano è complesso, molteplice, diviso, misterioso, ma ci vogliono le guerre e i grandi rivolgimenti per constatarlo. E' lo spettacolo più appassionante e più terribile, pensò ancora; il più terribile perchè è il più vero: non ci si può illudere di conoscere il mare senza averlo visto nella tempesta come nella bonaccia. Solo chi ha osservato gli uomini e le donne in un periodo come questo può dire di conoscerli - e di conoscere se stesso.

Voto:
                                                          
                                          Capolavoro 


Consiglio musicale:




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Devo fare un elogio speciale all'edizione Adelphi che possiede alla fine un'interessantissima appendice con appunti e lettere di Irene Némirovsky, dove si possono trovare anche le sue idee su cosa avrebbero contenuto le parti di Suite francese che non sono mai state scritte.
Consiglio questa lettura davvero a tutti, ma soprattutto a chi ha voglia di immergersi in una prosa corposa e 'classica', nel senso più bello.

Buona vita e buona lettura.




14 commenti:

  1. Irène Némirovsky è una di quelle autrici che mi riprometto di leggere sempre, sarà il caso che ritagli un angolino del mio tempo perché sono sempre più curiosa di leggere qualcosa di suo ^^

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  2. Ben tornata Fede!!!! ^^
    Che bella la tua recensione *-* io mi sono innamorata della Nemirosvky con "Il ballo" ma non vedo l'ora di leggere altro!!!Vorrei leggerlo presto Suite Francese, ma lo stanno leggento tutti adesso per il film e preferisco farlo "per conto mio" e non essere influenzata dal momento! ^^
    Un abbraccio

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    1. Grazie mille carissima <3
      Si, è vero! Lo stanno leggendo tutti in questo periodo. Io ero stata incuriosita dal trailer del film e quindi l'ho comprato e letto all'inizio del mese di Marzo. Devo dire che nonostante la 'moda' è stata una meravigliosa scoperta. A mio parere potrebbe piacerti moltissimo!!!
      Un bacione :*

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  3. Wow, Fede, una recensione bellissima, un elogio del romanzo davvero poetico! *.* Se non avessi intenzione di leggerlo, certamente mi avresti convinta con le tue parole, per non parlare delle citazioni che hai scelto...

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    1. Grazie *.* (arrossisce)
      Leggilo, leggilo, leggilo! Aspetto il tuo parere :*

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  4. Avrei tanto bisogno di perdermi tra le pagine di un buon libro... Così, per cacciare via tutti i brutti pensieri che purtroppo hanno accompagnato gli ultimi mesi della mia vita...
    Spero di poter riprendere presto quest'abitudine, magari proprio grazie a questo libro! :)

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    1. Spero che potrai scacciare via questi brutti pensieri :) Te lo auguro <3

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  5. Ciao Federica, complimenti per la recensione :) Sul mio blog Detective Gufo ha una sorpresa per te ^-^

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  6. Bellissima recensione....complimenti Federica!!!!Quando un libro piace si vede, non ci sono abbastanza parole per descriverlo e tu lo hai descritto perfettamente!!!!Sarà la mia prossima lettura e dopo le tue parole non vedo l' ora di leggerlo!!!! Un bacio Rosa

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    1. Grazie mille per i complimenti *.* Mi fa davvero piacere che lo leggerai :) Poi fammi sapere cosa ne pensi :*

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  7. ho finito anche io questa meravigliosa lettura
    trovo la tua recensione molto bella, puntuale, profonda....bellissima!!
    sei riuscita a scrivere tutto quello che ho provato e pensato leggendo il romanzo
    e quella frase che chiude il post, è piaciuta moltissimo anche a me!
    buona lettura :)

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    1. Grazie milleeee *.*
      Davvero una lettura sorprendente e profondissima <3

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