martedì 28 aprile 2015

Frammenti di lettura - Petite di Genevieve Brisac


Buongiorno cari lettori e bentornati su Sfogliando la vita.
Oggi è una mattinata tetra e piovosa, ma io sono raggiante. Come saprete ieri è stato presentato il programma del Salone del Libro di Torino 2015, e quest'anno riuscirò ad essere presente tutti e cinque i giorni. Non sto più nella pelle. Tra gli altri ci saranno: Bjorn Larsson, Stefano Benni, Giorgio Fontana, Antonia Arlsan, Paola Mastrocola, Lidia Ravera, Marco Santagata, Elena Lowental, Nicola Lagioia, Mauro Covacich, Daria Bignardi, Alessandro D'Avenia, Jhumpa Lahiri e... (udite, udite) Alessandro Baricco e Mauro Corona.

In ogni caso, torniamo al motivo del post di oggi.
Stamane vi regalo uno stralcio di un libello sottile ma intenso, che mi è stato gentilmente inviato dalla Piemme, che ringrazio. Si tratta di Petite di Geneviève Brisac.





Sono le sei di sera e alle mie spalle sento una voce di donna che dice: "Hai visto le sue gambe, povera ragazza, hai visto, sembrano le sbarre di una gabbia per canarini, sembra che sia uscita da Dachau. O da Auswitch (spesso la gente dice Auswitch come sandwich)". Il fatto che qualcuno parli delle mie gambe, nel loro collant bianco impeccabile, mi spaventa. E' come il fragore di un tuono, una di quelle frasi che non si dovrebbero mai sentire, perchè ti risuonano nella testa tutta la vita.
Mi piacerebbe scrivere che mi sono voltata con fiero cipiglio e che le ho detto, da donna della Resistenza, figlia di resistenti: "Signora, non si parla alle spalle della gente, e non c'erano canarini ad Auschwitz. AUSCHWITZ."
Anche se, come la maggior parte delle persone, credo di avere un'autentica vena di coraggio, poco sfruttata, molto spesso mi rivelo estremamente codarda. Così mi sono semplicemente messa a correre, piangendo, con i sacchetti della cancelleria che sbattono contro le mie zampette da canarino e gli spigoli dei libri che mi segano le ossa.

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Voi cosa ne pensate di questo frammento? Avete letto questo romanzo?


Buona vita e buone letture.




1 commento:

  1. Avevo sentito qualcuno parlare di questo libro,ma devo dire che il tema è estremamente delicato e che per questo motivo ho evitato di comprarlo. Credo ci voglia coraggio per leggere un libro che parli di anoressia e credo che ci voglia coraggio anche a scriverlo. Anni fa lessi "Briciole"di Alessandra Arachi,un libro che mi devastò a dir poco. Mi colpì molto il mondo in cui l'autrice svolse il tema dell'anoressia,le sue parole seppure semplici,riuscivano a toccare tasti tanto dolenti e a tirare fuori il brutto di una malattia ad oggi ancora tanto ignorata.Da quel momento decisi di non leggere più libri del genere,qualcosa ruppe le mie certezze e mi fece cadere nello sconforto totale. La realtà di questo disturbo alimentare è devastante e scoprirlo tramite le parole dirette e semplici dell'autrice mi aveva devastata. Devo dire però che il libro da te citato è da un po' che lo guardo in libreria e credo che prima o poi cederò. Attendo come sempre la tua impeccabile recensione.
    Con affetto
    Benedetta :)

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