mercoledì 15 aprile 2015

#Stregainmyownway - Edizione '15_ Vi presento la mia dozzina!



Buongiorno miei amati lettori e bentornati su Sfogliando la vita.

Come forse già saprete, domani 16 Aprile 2015 verrà annunciata la dozzina dei finalisti della sessantanovesima edizione del Premio Strega.
Come tutti gli anni io mi diverto a creare la mia personale selezione di dodici finalisti e a leggere i suddetti romanzi fino a scegliere un mio vincitore, in concomitanza con l'elezione del reale vincitore il 2 Luglio 2015.

Oggi, dunque, sono qui per presentarvi i romanzi che ho scelto di leggere in questi tre mesi e per dare il via ad una rubrica che ho già inaugurato l'anno scorso: Opere stregate. Ogni mercoledì a partire dal 22 Aprile recensirò per voi uno dei finalisti che ho scelto (non credo riuscirò a recensirli tutti, ma vi prometto che avrete almeno 10 recensioni!).

Ed ora, scopriamo insieme i miei finalisti.

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Autore: Marco Santagata
Titolo: Come donna innamorata
Editore: Guanda
Pagine: 175
Prezzo: 16,50 euro

Trama:
Come si può continuare a scrivere quando la morte ti ha sottratto la tua Musa? E' questo l'interrogativo che, l'8 giugno 1290, tormenta Dante Alighieri, giovane poeta ancora alla ricerca di una sua voce, davanti alle spoglie di Beatrice Portinari. 
Da quel momento tutto cambierà: la sua vita come la sua poesia. Percorrendo le strade di Firenze, Dante rievoca le vicissitudini di un amore segnato dal destino, il primo incontro e l'ultimo sguardo, la malìa di una passione in virtù della quale ha avuto ispirazione e fama. E' sgomento, il giovane poeta; e smarrito. Ma la sorte gli riserva altri strali. Mentre le trame della politica fiorentina minacciano dapprima i suoi affetti - dal rapporto con la moglie Gemma all'amicizia fraterna con Guido Cavalcanti - e poi la sua stessa vita, Dante Alighieri fa i conti con le tentazioni del potere e la ferita del tradimento, con l'aspirazione alla gloria letteraria e il timore di non riuscire a comporre il suo capolavoro... E' un Dante intimo, rivelato nella sua fragilità ma anche nella potenza della sua visione del mondo, quello che Marco Santagata mette in scena in un romanzo che restituisce le atmosfere, le parole, le inquietudini di un Medioevo vivido e vicino. Il sommo poeta in tutta la sua umanità: lacerato dall'amore, tormentato dall'ambizione, ardentemente contemporaneo.

Perchè l'ho scelto:
Premettendo che io sono un'amante di Dante e della sua Commedia, non posso non essere incuriosita dal tentativo di raccontare sotto forma di romanzo contemporaneo la vita e i tormenti di questo grande poeta.
Vi lascio qui un video interessante dell'autore.




Autore: Iacopo Barison
Titolo: Stalin + Bianca
Editore: Tunuè
Pagine: 176
Prezzo: 9,90 euro

Trama:
Stalin è un ragazzino di periferia, sta per compiere diciotto anni. Ha capelli corti, baffi enormi che gli sono valsi il soprannome e gravi problemi nella gestione della rabbia. 
Il suo quartiere è "un'intera palette di grigio", dove ogni cosa sembra ripetersi all'infinito, e lui trascorre le giornate con Jean, un vecchio depresso che lo sfrutta subdolamente, oppure con Bianca, una ragazza cieca verso cui nutre un amore platonico. Quando, in seguito a un litigio, Stalin malmena il suo patrigno, le circostanze lo spingono a scappare di casa, portando Bianca con sé: i due attraverseranno una nazione sull'orlo del baratro, costruita sulle macerie dell'immaginario contemporaneo, in un viaggio che sarà la loro occasione per diventare adulti.

Perchè l'ho scelto:
Sono stata conquistata dalla trama originale e dall'incipit, a mio parere, estremamente poetico. 
Provate ad andare in libreria e leggerne le prime righe. Sono convinta che lo comprerete. 
Inoltre l'autore è davvero giovanissimo. Qui una sua intervista.





Autore: Fabio Genovesi
Titolo: Chi manda le onde
Editore: Mondadori
Pagine: 391
Prezzo: 19 euro

Trama:
Ci sono onde che arrivano e travolgono per sempre la superficie calma della vita. Succede a Luna, bimba albina dagli occhi così chiari che per vedere ha bisogno dell'immaginazione, eppure ogni giorno sfida il sole della Versilia cercando le mille cose straordinarie che il mare porta a riva per lei. Succede a suo fratello Luca, che solca le onde con il surf rubando il cuore alle ragazze del paese. Succede a Serena, la loro mamma stupenda ma vestita come un soldato, che li ha cresciuti da sola perché la vita le ha insegnato che non è fatta per l'amore. 
E quando questo tsunami del destino li manda alla deriva, intorno a loro si raccolgono altri naufraghi, strambi e spersi e insieme pieni di vita: ecco Sandro, che ha quarant'anni ma vive ancora con i suoi, e insieme a Marino e Rambo vive di espedienti improvvisandosi supplente al liceo, cercando tesori in spiaggia col metal detector, raccogliendo funghi e pinoli da vendere ai ristoranti del centro. E poi c'è Zot, bimbo misterioso arrivato da Chernobyl con la sua fisarmonica stonata, che parla come un anziano e passa il tempo con Ferro, astioso bagnino in pensione sempre di guardia per respingere l'attacco dei miliardari russi che vogliono comprarsi la Versilia. Luna, Luca, Serena, Sandro, Ferro e Zot, da un lato il mare a perdita d'occhio, dall'altro li profilo aguzzo e boscoso delle Alpi Apuane.

Perchè l'ho scelto:
Trama stramba e curiosa che in un primo momento non mi aveva conquistata, ma che poi mi è sembrata affascinante. Il titolo invece è etereo e quasi spirituale; mi piace molto.
Qui Fabio Genovesi ci legge l'incipit.





Autore: Alberto Cavanna
Titolo: Il dolore del mare
Editore: Nutrimenti
Pagine: 240
Prezzo: 16 euro

Trama:
Nella piccola isola ligure di Palmaria gli echi del mondo arrivano attutiti ma non meno feroci. Elvira, sposa giovanissima a cui la guerra ha sottratto il marito caduto nelle trincee del Piave, cresce il figlio Ermes con premura, trasmettendogli i valori di un regolato universo familiare nel quale le donne sono da secoli il fulcro di una vita dura strappata agli scogli e al mare
Ma i tempi sono infausti, e anche sull'isola si consuma lentamente il dramma di gente semplice e indifesa, ignara del flagello che sta per esplodere. Con questo suo nuovo romanzo, Alberto Cavanna racconta gli anni difficili fra i due conflitti mondiali visti dalla prospettiva di un'appartata comunità isolana: un piccolo mondo antico, forgiato dal lavoro e dalla quotidiana lotta con la natura, destinato a essere risucchiato nell'abisso della storia.

Perchè l'ho scelto:
Questo libro mi tira a sé con una forza sconosciuta. Non so come mai mi abbia colpita così tanto la trama, ma è riuscita a folgorarmi. Mi piace molto l'idea di guardare ad un fenomeno mondiale da una prospettiva appartata.
Qui ho trovato una bella recensione.






Autore: Vinicio Capossela
Titolo: Il paese dei coppoloni
Editore: Feltrinelli
Pagine: 352
Prezzo: 18 euro

Trama:
"Da dove venite? A chi appartenete? Cosa andate cercando?" Così si chiede al viandante-narratore nelle terre dei padri. Il viandante procede con il passo dell'iniziato, lo sguardo affilato, la memoria popolata di storie. E le storie gli vengono incontro nelle vesti di figure, ciascuna portatrice di destino, che hanno il compito di ispirati accompagnatori. Luoghi e personaggi suonano, con i loro "stortinomi", immobili e mitici, immersi in un paesaggio umano e geografico che mescola il noto e l'ignoto. Scatozza "domatore di camion", Mandarino "pascitore di uomini", la Totara, Cazzariegghio, Pacchi Pacchi, Testadiuccello, Camoia, la Marescialla: ciascuno ragguaglia il viandante, ciascuno lo mette in guardia, ciascuno sembra custode di una verità che tanto più ci riguarda, quanto più è fuori dalla Storia. Il viandante deve misurarsi, insieme al lettore, con un patrimonio di saggezza che sembra aver abbandonato tutti quanti si muovono per sentieri e strade, sotto la luna, nella luce del meriggio, accompagnati dall'abbaiare dei cani. E poi ci sono la musica e i musicanti. La musica da sposalizio, da canto a sonetto, la musica per uccidere il porco, la musica da ballo per cadere "sponzati come baccalà", la musica da serenata, il lamento funebre, la musica rurale, da resa dei conti.

Perchè l'ho scelto:
Sono incuriosita soprattutto dal personaggio di Capossela e da come potrebbe essere la sua scrittura. Sento che questo romanzo potrebbe davvero rivelarsi un gioiellino. Qui trovate un reading dell'autore.






Autore: Mauro Covacich
Titolo: La sposa
Editore: Bompiani
Pagine: 185
Prezzo: 16 euro

Trama:
Due sconosciuti in attesa di sparare durante un safari umano. Un'artista vestita da sposa che attraversa l'Europa in autostop. Un giovane sacerdote, ignaro del suo futuro di papa, in un drammatico corpo a corpo con il desiderio. Gli attentati compiuti nei supermercati da un tranquillo padre di famiglia con la passione per gli esplosivi. Le peripezie di un cuore espiantato, in corsa verso la seconda vita. Un uomo deciso a condividere la casa con un branco di lupi. Fatti realmente accaduti che si fondono a invenzioni folgoranti e brevi digressioni autobiografiche, come la lezione di frisbee al nipotino, nella quale affiora la dolente sterilità di un'intera generazione che ha rinunciato ai figli per le proprie ambizioni personali. "La sposa" è un unico flusso di pensieri sul presente, lo stesso che da molti anni caratterizza la scrittura di Mauro Covacich e che trova in "Anomalie" (1998) la sua iniziale scaturigine. Diciassette storie colme di bruciante amore per la vita, scaturite dai recessi di una normalità spesso, a ben vedere, fenomenale

Perchè l'ho scelto:
Non sono abituata a vedere raccolte di racconti candidate allo Strega, quindi mi è sembrata una novità. Inoltre questo autore mi intriga da tempo.
Ho scovato qui un reading dell'autore accompagnato dalla musica di Davide Toffolo.






Autore: Elena Ferrante
Titolo: Storia della bambina perduta
Editore: e/o
Pagine: 451
Prezzo: 19,50 euro

Trama:
"Storia della bambina perduta" è il quarto e ultimo volume dell'"Amica geniale". Le due protagoniste Lina (o Lila) ed Elena (o Lenù) sono ormai adulte, con alle spalle delle vite piene di avvenimenti, scoperte, cadute e "rinascite". Ambedue hanno lottato per uscire dal rione natale, una prigione di conformismo, violenze e legami difficili da spezzare. Elena è diventata una scrittrice affermata, ha lasciato Napoli, si è sposata e poi separata, ha avuto due figlie e ora torna a Napoli per inseguire un amore giovanile che si è di nuovo materializzato nella sua nuova vita. Lila è rimasta a Napoli, più invischiata nei rapporti familiari e camorristici, ma si è inventata una sorprendente carriera di imprenditrice informatica ed esercita più che mai il suo affascinante e carismatico ruolo di leader nascosta ma reale del rione (cosa che la porterà tra l'altro allo scontro con i potenti fratelli Solara). Ma il romanzo è soprattutto la storia di un rapporto di amicizia, dove le due donne, veri e propri poli opposti di una stessa forza, si scontrano e s'incontrano, s'influenzano a vicenda, si allontanano e poi si ritrovano, si invidiano e si ammirano. Attraverso nuove prove che la vita pone loro davanti, scoprono in se stesse e nell'altra sempre nuovi aspetti delle loro personalità e del loro legame d'amicizia. Intanto la storia d'Italia e del mondo si srotola sullo sfondo e anche con questa le due donne e la loro amicizia si dovranno confrontare...

Perchè l'ho scelto:
Lo ammetto. Spudoratamente.
Questo l'ho inserito solo perchè si tratta della Ferrante. Tutti la elogiano, tutti parlano bene di questa quadrilogia e tutti mi invitano a leggerla. Lo Strega mi ha dato un buon motivo per iniziare!
Qui trovate un video di una youtuber che amo molto e che racconta il suo punto di vista su quest'autrice così chiacchierata.






Autore: Vins Gallico
Titolo: Final cut - L'amore non Resiste
Editore: Fandango libri
Pagine: 213
Prezzo: 16 euro

Trama:
Per affrontare i fallimenti sentimentali ci vuole coraggio. E un grande senso pratico. Lasciarsi non è un affare che riguarda solo il cuore, ma questione delicata, che si chiude con il rito turpe della restituzione. Perché, siamo sinceri, l'eliminazione della persona amata passa dalla rimozione fisica delle sue cose dagli armadi. Senza quel gesto non si può fare spazio, né ricominciare. Il nostro protagonista non sarebbe onesto se non confessasse di aver fondato la Final Cut per una storia andata male. Ma non lo farà, racconterà invece di suo cugino Ludovico che, appena mollato dalla fidanzata, in deficit emotivo, gli ha chiesto una mano per disfarsi degli oggetti di Claudia nel suo appartamento. Una specie di trasloco, che è però un taglio netto. La gente è disposta a pagare pur di non sentire dolore e la Final Cut presta soccorso, mette fine ai rapporti ormai in crisi. Le parole d'ordine sono: assenza di partecipazione, distacco, sospensione di giudizio, imparzialità. E il tariffario cambia in base alle richieste. Se siete fortunati, avrete anche l'elenco delle motivazioni per le quali siete stati lasciati, ma per il flusso di coscienza dovrete saldare a parte, perché il confine fra empatia e commiserazione è labile, e il nostro protagonista non crede nelle terapie.

Perchè l'ho scelto:
Nuova e originale l'idea da cui parte questo romanzo.
Eccovi il booktrailer fatto davvero molto bene. Tragicomico, è l'aggettivo adatto.






Autore: Wanda Marasco
Titolo: Il genio dell'abbandono
Editore: Neri Pozza
Pagine: 352
Prezzo: 18 euro

Trama:
"Il genio dell'abbandono" racconta la vita del più grande scultore italiano fra Otto e Novecento: Vincenzo Gemito. E' il romanzo di un'avventura eversiva e donchisciottesca, sullo sfondo di una Napoli vissuta come "un paese imprecisato che stava diventando la sua frontiera di malato", a contatto coi protagonisti della cultura del tempo. Wanda Marasco prende le mosse dalla fuga dell'artista dalla clinica psichiatrica in cui è ricoverato, e da lì ricostruisce la storia agitata di un "enne-enne", un figlio di nessuno abbandonato sulla ruota dell'Annunziata. Il marchio del reietto, beffardamente impresso nel suo stesso nome che è il risultato di un errore di trascrizione, lo accompagnerà per sempre. Il suo apprendistato lo farà nei vicoli, al fianco di un altro futuro grande artista, il pittore Antonio Mancini, suo inseparabile amico che diventerà anche coscienza di Gemito, suo complice totale e infine suo nemico. Vedremo così "Vicienzo" entrare nelle botteghe in cerca di maestri, avido di imparare. Lo seguiremo a Parigi, tra stenti da bohème e sogni di celebrità, e lo ritroveremo a Napoli, artista ambito da mercanti e da re. Vivremo il suo folle amore per la modella Mathilde Duffaud, che ne segna la vita come un sistema dell'erotismo e del dolore, un impasto di eccessi e delusioni che sfociano in una follia tutta "napoletana": intelligenza alla berlina, incandescenza e passioni spesso arrese a un destino malato di cui il "vuoto" di Napoli voracemente si nutre.

Perchè l'ho scelto:
Ho avuto modo di ascoltare l'autrice ad una presentazione. Mi ha conquistata.
Non conoscevo la figura di questo scultore napoletano (mea culpa) e questo libro, oltre ad illuminarmi, potrebbe trascinarmi nel vortice magico e fascinoso della Napoli d'epoca.
Qui Wanda Marasco ci racconta il suo libro.





Autore: Mario Pistacchio e Laura Toffanello
Titolo: L'estate del cane bambino
Editore: 66th and 2nd
Pagine: 218
Prezzo: 16 euro

Trama:
A tutti tocca vivere l'ultima estate. E' quella in cui si perde l'innocenza, si sciolgono le compagnie spensierate, s'allungano ombre inattese e ferali. 
Per Vittorio e i suoi amici accade alle porte dell'adolescenza, nei dintorni di Venezia, in un paese con un nome da favola nera: Brondolo. La ricorderanno per sempre come "l'estate del cane bambino", quella in cui il piccolo Narciso (fratello minore di Ercole, uno dei cinque del gruppo) scomparve. Al suo posto, obbedendo ai canoni di una locale leggenda, apparve un piccolo cane cui misero nome Houdini, il mito del bambino sparito. Per illudersi, per non soffrire, vollero credere che davvero quell'animale fosse la reincarnazione dello scomparso. E' una finzione a cui partecipa tutto il paese, immerso in un'atmosfera di umidità e omertà. Recitano gli uomini, gli uni spettatori dei vizi degli altri; le donne, acquiescenti in un silenzio dettato dall'amore o per amore mascherato; il prete, supremo complice. Mai un angolo di Veneto è parso tanto oscuro, tanto a sud nella geografia delle consuetudini narrative. Il culmine dell'estate e della storia è in un doppio, struggente sacrificio. Dopodiché, ognuno torna alla vita. Solo molti anni più tardi Vittorio farà il percorso inverso, ritroverà gli amici sopravvissuti al banco di un bar immutabile e su quel legno poserà un foglio come di calendario che apre infine una nuova stagione: lo spoglio inverno della verità.

Perchè l'ho scelto:
Non ho saputo resistere a questa storia dai toni nostalgici e misteriosi. Mi ha affascinata l'idea delle estati adolescenziali, quelle in cui succede tutto e niente e che ognuno di noi ricorda come senza tempo, sospese in un limbo di felicità ed estraneità.
Meravigliosa la grafica di copertina.






Autore: Nicola Lagioia
Titolo: La ferocia
Editore: Einaudi
Pagine: 411
Prezzo: 19,50 euro

Trama:
In una calda notte di primavera, una giovane donna cammina nel centro esatto della strada provinciale. E' nuda e coperta di sangue. A stagliarla nel buio, i fari di un camion sparati su di lei. Quando, poche ore dopo, verrà ritrovata morta ai piedi di un autosilo, la sua identità verrà finalmente alla luce: è Clara Salvemini, prima figlia della più influente famiglia di costruttori locali. Per tutti è un suicidio. Ma le cose sono davvero andate cosi? Cosa legava Clara agli affari di suo padre? E il rapporto che la unisce ai tre fratelli - in particolare quello con Michele, l'ombroso, il diverso, il ribelle - può aver giocato un ruolo determinante nella sua morte? Le ville della ricca periferia barese, i declivi di ogni rapida ascesa sociale, una galleria di personaggi indimenticabili, le tensioni di una famiglia in bilico tra splendore e disastro: utilizzando le forme del noir, del gotico, del racconto familiare, scandite da un ritmo serrato e da una galleria di personaggi e di sguardi che spostano continuamente il cuore dell'azione, Nicola Lagioia mette in scena il grande dramma degli anni che stiamo vivendo.

Perchè l'ho scelto:
Questo libro mi ha attirata dal primo momento in cui l'ho visto tra gli scaffali, appena pubblicato. Anche qui si tratta di un noir, che cela però un messaggio profondo sulla società moderna.
Qui l'autore ci parla brevemente del suo libro.





Autore: Fabio Viola
Titolo: I dirimpettai
Editore: Baldini e Castoldi
Pagine: 191
Prezzo: 16 euro

Trama:
"I dirimpettai" è una feroce satira sul mondo sospeso del nostro presente televisivo. Un mondo in cui la legge del più forte è la sola a essere rispettata, nel quale l'ex sindaco di Roma si arrabatta a chiedere favori e se ti comporti male finisci a lavorare a La7, dove le domestiche hanno tutte lo stesso nome e "Magalli lo trovi al presidio antifascista". La vita dei dirimpettai è raccontata da un voyeur invisibile che, con attenzione chirurgica, segue la quotidianità di due uomini potenti, spietati, impossibili da scalfire. Ma un grottesco incidente scuoterà la vita esclusiva dei dirimpettai: saranno coinvolti, loro malgrado, in traffici illeciti dagli esiti brutali e violenti. Tra cocktail e beveroni dietetici, perfidia e opulenza, sorelle New Age e cognati cafoni, la placida esistenza dei dirimpettai, spesa sotto le fronde degli alberi di limone all'ultimo piano di uno splendido palazzo romano, subirà le prime increspature. Questa volta, però, non sarà il più forte a trionfare, ma il meno disumano.

Perchè l'ho scelto:
Indecisissima se inserirlo o meno nella dozzina, alla fine gli ho voluto dare una possibilità. So ben poco, sia dell'autore che del romanzo. Vi lascio qui un articolo interessante.



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Dei ventisei selezionati, forse leggerò anche:




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Ed ora sono curiosa. 
Voi leggerete qualcuno dei romanzi candidati? Quali vi intrigano? Qual è la vostra dozzina finalista?


Buona vita e buone letture.







4 commenti:

  1. Bell'idea!
    Io tifo per la Ferrante.

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  2. io tifo sfegatatamente per la Ferrante, ma proprio senza se e senza ma...

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    1. La Ferrante ha una platea di tifosi sfegatati :) Ho paura quasi a leggerla... :)

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