martedì 7 luglio 2015

Frammenti di lettura - Se chiudo gli occhi di Simona Sparaco


Buongiorno lettori e bentornati su Sfogliando la vita.
Qui non si respira, e il caldo mi impedisce di fare qualsiasi cosa se non stare seduta immobile per cercare di non sciogliermi :(
Oggi vi lascio i frammenti (ovvero alcune parti che ho sottolineato) del romanzo di Simona Sparaco 'Se chiudo gli occhi' , di cui trovate la recensione qui. In questo modo potete farvi un'idea vostra riguardo lo stile dell'autrice. 



Mi rendevo conto che sapevo così poco di lui, non sarei stata capace di raccontare al mondo niente di più di quanto avrebbe potuto fare un biografo. Alla fine, padri e figli, ci ritroviamo troppo spesso ad essere solo biografie gli uni per gli altri: una serie di date, compleanni, ricorrenze, luoghi, corsi di studi, ecco cosa possiamo raccontare sul nostro conto, non molto di più.
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Ripensavo a lei come a qualcuno che abita la vita aspettando sempre che accada qualcosa, e intanto il tempo passa e la vita è quello che è già successo, quello a cui non abbiamo prestato la dovuta cura. Era rimasta ferma su una banchina ad aspettare, o forse non era riuscita a salire sul battello giusto, a trovare un posto nel mondo. L'uomo a cui si era legata negli ultimi anni altro non era che una resa. Era la sicurezza, la tranquillità, l'anonimato. Un professore che insegnava agli altri delle regole, che spiegava una grammatica e una lingua. Mentre mio padre era sempre stato uno di quelli che se le inventava, la lingua e la grammatica della vita.
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Mio padre era l'apoteosi delle contraddizioni, dei contrasti. Un uragano che ti sconvolge la vita, ma capace poi di ritirarsi di colpo, come faceva durante le sue visite improvvise mentre ero al liceo, quando pretendeva di piombare a trovarmi in un giorno qualsiasi e comportarsi come se fosse l'ultimo dell'anno. Per lui ogni nostro incontro era l'ultimo dell'anno, peccato che mancavano all'appello i trecentosessantaquattro giorni precedenti. Era convinto di poter azzerare il conto con la sua euforia contagiosa. Salvo poi sgonfiarsi come un soufflè se non reagivo con lo stesso entusiasmo. Se non mi sentivo un'invitata a quella festa. E ora più che mai sapevo di non essere stata invitata nella sua vita.
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Anche se non lavorava più da tempo, mio padre restava un pittore, e sebbene le sue tele avessero conosciuto soltanto il bianco, il grigio e il nero, durante quel viaggio usò i colori per raccontarsi. La sua storia cominciava con il verde delle querce e degli aceri che ricoprivano i pendii della sua terra, e finiva con il rosso rame dei capelli di una giovane donna. Era la storia di come era finito così lontano.

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Cosa ne pensate? Vi hanno incuriosito queste citazioni?


Buona vita e buone letture.





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