lunedì 6 luglio 2015

L'amore è l'abbandono delle difese - Recensione di 'Se chiudo gli occhi' di Simona Sparaco


Buonasera lettori e bentornati su Sfogliando la vita.
Dopo una lunga assenza e una spiccatissima incostanza nell'aggiornare il blog, oggi voglio presentarvi la recensione di un romanzo letto all'inizio del mese di Aprile (si, esatto, secoli fa) , una lettura tutta italiana che mi ha regalato momenti di profonda riflessione.
Inoltre alla fine di Giugno ho avuto la possibilità d'incontrare l'autrice al Festival SalernoLetteratura, che è stata incredibilmente gentile e mi ha scritto sulla prima pagina del libro: A Federica, il mio libro magico. Simona Sparaco *.*

#30





Può esserci violenza anche nell'assenza, nella distrazione, in un silenzio.

Simona Sparaco, a passi decisi ma silenziosi, era già entrata nella mia vita nel 2013 con un suo precedente lavoro: Nessuno sa di noi, la dolorosa storia di un aborto. Mi era parso un romanzo forte, scritto con delicatezza, rispetto e sincerità. Ricordo che mi colpì davvero.
Ora, a distanza di un anno da quella lettura, mi sono lasciata catturare ancora una volta da un linguaggio che definirei ammaliante, incantevole, stregato.
Come stregate sono alcune delle pagine di questa vicenda. Altre invece sono appassionate, altre ancora disperate. Magia, incanto, bellezza, natura, semplicità. Il senso di tenersi per mano. Il profondo bisogno di affetto. Il vortice di un rimpianto che può risucchiare un'intera vita.
E' così il romanzo della Sparaco: un viaggio attraverso il dolore di una mancanza e la necessità di ritrovare il sorriso delle prime persone che amiamo nel momento in cui veniamo al mondo, delle prime persone che ci insegnano a guardare la vita e il suo incanto, un padre e una madre, quattro mani e due cuori che combaciano col nostro.
Sono due, le mani, che però Viola non tocca, non vede, non stringe più da tempo. Non che quelle mani le abbiano mai regalato molto affetto, ma sono riuscite a rappresentare nel tempo un'evanescente sicurezza, un traballante punto d'appoggio.
Sono quattro anni ormai che Viola non vede il padre. Anni in cui si è trascinata nel mezzo di una storia senza più passioni, di una vita senza alcun bagliore di gioia o di piacere. Scorre tutto e tutto scorre. Un fiume lento di rancori e di rassegnazione.
Giustificandosi sulla base di quell'assenza, dell'abbandono del padre, ha costruito la sua indifferenza e la sua "pigrizia a vivere".
Una vita falsa, quella della nostra protagonista, simile ad una fragilissima impalcatura che crolla al primo soffio di vento. Al primo vero movimento.
Ma la vita è movimento, e qualche volta il crollo è proprio necessario per ricostruire.
Il soffio di vento che scombussolerà la piatta esistenza di Viola sarà proprio quest'uomo, Oliviero. Scultore senza colori. Padre e marito distante. Figlio colpevole e tormentato dal passato. Chiuso nella sua prigione grigia, non è mai riuscito a mostrarsi alla figlia nella sua autenticità.
Torna da lei con una richiesta. Un viaggio, insieme, verso la terra delle sue origini. Un'immersione nel suo passato e in tutto ciò che non ha avuto mai il coraggio di affrontare.
L'autrice, in questo suo ultimo lavoro, riesce a mescolare una potente riflessione sulla relazione padre-figlio e sulla difficoltà di conoscere davvero l'essenza reciproca, una spolverata di mistero e magia e una buona dose di teatralità. Mette in scena personaggi semplici ( e a tratti leggermente stereotipati) che scalpitano per aggrapparsi alla loro fetta di verità.
Tutta la negatività che si percepisce all'inizio, riguardo al rapporto tra Viola e suo padre lascia, però, infine spazio ad una meravigliosa certezza: l'affetto resiste.
E' una storia, questa, composta da sentimenti, ricordi, passioni. Ma anche da luoghi. Luoghi eterni e solitari, attraversati da brezze magiche e leggendarie. I Monti Sibillini. Una location incredibilmente affascinante, fin'ora a me sconosciuta, e descritta col trasporto tipico di chi quei luoghi li ha vissuti (l'autrice ha origini marchigiane).
Qui aleggiano nell'aria racconti fatati, di cui la natura attorno sembra cibarsi per poi risplendere di un alone magico. Una natura che attraversa da protagonista le pagine di questo romanzo, rivelando la potenza delle origini, di una bellezza semplice e ancestrale, che non potrà mai essere dimenticata.

Chiudendo gli occhi dormiamo, ma possiamo sognare. Chiudendo gli occhi possiamo lasciar andare dei pensieri, o trattenerli ancora più saldamente. Chiudendo gli occhi possiamo fuggire lontano, scappare correre. Ma possiamo anche vivere più intensamente un'emozione, una commozione.
Viola se chiude gli occhi riesce finalmente a sentire la sua libertà, la sua anima vivere davvero.


Voto:
Bello
...

Hashtag:

#voglioandaresuimontisibillini


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E voi? Cosa ne pensate di questo romanzo? L'avete letto? Lo leggerete?
Fatemi sapere tutto nei commenti!

Buona vita e buona lettura.







8 commenti:

  1. Oh, ma che bello Fede *.* io sogno di incontrarla un giorno e la dedica che ti ha lasciato è davvero adorabile.
    anche io, come te, ho conosciuto la Sparaco con Nessuno sa di noi, che è entrato a far parte dei miei libri preferiti. Quando è uscito questo l'ho letto subito, amato e poi recensito. Devo ammettere, però, che l'ho trovato leggermente inferiore rispetto a Nessuno sa di noi. Tu hai avuto quest'impressione?

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    1. Si, l'ho sentito anche io più debole. E' senz'altro molto diverso da Nessuno sa di noi, però anche questo ha i suoi punti di forza. Ad esempio l'ambientazione *.* Mi vengono i brividi solo a pensarci.
      Hai letto altro di suo? Tipo Lovebook? Il teorema del tempo perso?

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    2. Forse un punto di forza è la fragilità di Viola. Io amo i personaggi perfetti nella loro imperfezione.
      Concordo con te ^^ Ho trovato i monti Sibillini celestiali e mi sono immedesimata tantissimo.
      Ho letto Lovebook, ma ci credi se ti dico che non me lo ricordo minimamente :D

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    3. ahuahuauh allora forse non è stato un granchè :)
      Anche io adoro i personaggi fragili, mi riportano alle mie fragilità!
      Un bacione :*

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  2. Non ho ancora letto nulla della Sparaco, ma Nessuno sa di noi mi attira tantissimo, sin da quando è uscito!!

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    1. Ti consiglio anche Nessuno sa di noi, è molto intenso :)

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  3. Questo libro mi era stato consigliato da una amica un po' di tempo fa, e devo ammettere che fino ad allora non lo avevo mai sentito nominare.
    Mi piacciono i libri incentrati sulle dinamiche familiari, e anche l'ambientazione dei Monti Sibillini mi affascina molto.
    Era già in wishlist, altrimenti l'avrei aggiunto adesso ^^

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    1. Sono contenta di averti incuriosita :)
      La storia è ricca di riflessioni sugli affetti familiari, ma c'è anche mistero e bellezza! Te lo consiglio :)

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