venerdì 17 luglio 2015

L'uomo dietro il poeta - Recensione di 'Come donna innamorata' di Marco Santagata


Buon pomeriggio lettori e bentornati su Sfogliando la vita.
Qui si crepa di caldo, non so da voi. Il sole non vuole saperne di ritirarsi prima delle 20:00 ed io non faccio altro che mangiare anguria e bere litri d'acqua.
Speriamo che almeno riesca a perdere qualche chiletto con tutte queste sudate :)
Oggi voglio pubblicare un'altra recensione-arretrata di un romanzo letto la prima settimana di Maggio, e che mi ha lasciata un po' indifferente a dirla tutta. Mi aspettavo sicuramente di più.
Buona lettura :*



#31




"Bice non era quel che si dice una bellezza. Molte giovani di Firenze la superavano in avvenenza. La fonte del suo fascino erano gli occhi: verdi, scintillanti, conferivano all'incarnato madreperlaceo una straordinaria luminosità. E il sorriso: fresco, spontaneo, appena velato di tristezza. Non era neppure una dama brillante. Nelle feste e nei conviti, dove compariva quasi sempre senza il marito, per la maggior parte del tempo restava in silenzio ma, interrogata, rispondeva con una voce sottile straordinariamente armoniosa. Sulle labbra le fioriva un dolcissimo sorriso e gli occhi posavano sull'interlocutore uno sguardo di una serenità che ammaliava. Lui, come tutti, ne era soggiogato. Ma quell'incanto poteva essere chiamato amore?"

Quando seppi che stava per uscire questo romanzo, e quando lessi la trama in libreria, mi entusiasmai e inserii immediatamente il volume nella mia lista desideri. Perchè?
1. Amo da sempre la figura e la poesia di Dante
2. Mi incuriosiva scoprire lati nascosti dell'uomo dietro il poeta, vivere con lui la Firenze del '200/ '300 e sbirciare nei 'dietro le quinte' della sua opera.
3. Trovo sempre interessanti questi esperimenti letterari, in cui si vuole romanzare la vita di poeti e artisti famosi.

Le aspettative erano dunque altissime, ed è come se questa lettura avesse lasciato qualcosa in sospeso, elementi incompiuti, nodi non sciolti, quadri poco approfonditi. E' stato come dare una scorsa veloce alle immagini di un film, passando da una scena all'altra per capire come va a finire, ma senza scendere in profondità.
Non so spiegarlo (probabilmente avevo io troppe pretese) ma è come se il racconto non mi avesse pienamente soddisfatto. 

Marco Santagata è considerato uno dei massimi conoscitori di Dante in Italia, ma ho il sospetto che sia stato proprio il suo sapere, la sua troppa conoscenza a bloccarlo in questo lavoro.
Si, Santagata non si è lasciato andare. E' rimasto su binari piuttosto sicuri, ha rischiato davvero poco, forse intimorito dal legame profondo verso il personaggio reale.
La sua scrittura, molto curata e scorrevole, ha fatto si che io comunque rimanessi catturata dalle pagine del libro, ha rivelato momenti di bellezza e drammaticità, ha messo a nudo elementi nuovi e intimi di un Dante a noi sconosciuto, ma non è riuscita a rendere il tutto insuperabile, un capolavoro.

"Come donna innamorata", tuttavia, rimane un opera interessante. Quando, infatti, l'autore riesce a farci scorgere lati insoliti e viscerali del protagonista, il libro diventa davvero avvincente. Potrei citare, ad esempio, le parti in cui si parla della malattia (soffriva di crisi epilettiche) di Dante, o dei suoi tormenti interiori a causa dell'esilio di Guido, o ancora dei suoi rapporti col padre e della sua lotta per studiare la poesia e la grammatica.
Insomma, la mia delusione è soltanto dovuta al fatto che avrei desiderato di più. Più approfondimento del luogo e del tempo, più pagine, più introspezione, più sentimenti, più intimità col personaggio.

Il romanzo si struttura in due parti, che rappresentano i due 'amori' perduti di Dante.
Il primo, quello per Bice (Beatrice Portinari), un sentimento da sempre definito platonico o spirituale, ma che in questo libro appare 'un amore da lontano', ma pur sempre reale, vero, fisico. Dante ama gli occhi di Beatrice, la sua voce, i suoi atteggiamenti. Non il suo spirito. Sicuramente è affascinato anche dalla sua anima, ma non solo da quella. E questo tentativo di riportare Dante ad una dimensione tutta umana, è stato l'elemento che ho maggiormente apprezzato di tutta l'opera.
Il secondo, quello per il suo storico amico Giudo Cavalcanti, un personaggio davvero carismatico ed enigmatico. Il loro rapporto è uno scontro prodotto dall'unione di scintille d'odio, scintille di stima reciproca e scintille d'affetto.
Entrambi questi legami diverranno fonte d'ispirazione per la poesia dantesca, regalando a tutti noi lettori momenti di alta letteratura.

Come mai Santagata sceglie di partire dalla morte di Beatrice (attimo doloroso e struggente del romanzo)? Perchè ci racconta Dante da quel momento della sua vita in poi?
La mia ipotesi è che in quel preciso istante, il nostro poeta abbia subito due lutti separati. Uno affettivo, per la donna a cui rivolgeva i suoi pensieri, e uno verso se stesso. Si, perchè perdendo Bice, Dante sente che sta perdendo per sempre anche una parte della sua poesia. Quella dedicata a lei.
Ed è da questo doppio lutto che la figura di Dante nasce e cresce in questo libro, procedendo in una vita non semplice e in un percorso poetico che lo ha portato fino a noi. Vivo nel 2015, nei suoi versi.


" Che da grande avrebbe fatto il poeta, e solo quello, lo aveva deciso fin da bambino, da quando frequentava la scuoletta del maestro Romano. (...) Libri, in quella scuola non ne aveva mai visti. I suoi compagni la odiavano: celebravano come giorni di festa quelli in cui si ammalavano. Lui, invece, l'amava. Apprendeva con straordinaria facilità, non faceva errori e non veniva mai punito. Dopo scuola si esercitava a scrivere sulla sabbia con un bastoncino o graffiava un muro con un sasso appuntito. Avrebbe dato qualunque cosa pur di stringere un libro tra le mani. Non gli era mai capitato di aprirne uno. Nella casa di suo padre tutt'al più circolava qualche foglio di conti."



Voto:

Bello, ma...


___________



E voi cosa ne pensate di questo romanzo? 
Avete avuto l'opportunità di leggerlo? Vi è piaciuto? Vi incuriosisce?


Buona vita e buone letture.

2 commenti:

  1. Per chi studia Lettere all'Università è un libro direi imperdibile!! Sappiamo tutto della metrica, della critica del testo, delle figure retoriche, ma poco spazio viene dato alla persona reale e alla sua vita quotidiana....Cercherò di procurarmelo! ^_^

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    1. Anche tu studi lettere? :) In ogni caso te le consiglio, anche se non è perfetto! :*

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