giovedì 10 settembre 2015

Per vivere non ci basta un sogno - Recensione di 'Le due metà del mondo' di Marta Morotti

Buonasera lettori e bentornati su Sfogliando la vita.
Oggi scrivo qualche riflessione riguardo un libro che è entrato a far parte dei miei preferiti di sempre.
Ringrazio davvero di cuore la Harlequin Mondadori che me ne ha inviata una copia e l'autrice Marta Morotti che mi ha scritto una dolcissima dedica.
Solo semplici considerazioni, come al solito, anche perchè in questo caso non posso dirvi assolutamente più di così. E' un romanzo che va gustato e scoperto pagina dopo pagina, e non sarò certo io a rovinarvi la lettura.

#34







A volte, invece, mi pareva di nuotare in mezzo a troppe cose che non si davano una definizione. Quelli erano i giorni buoni. Almeno mi impegnavo a cercare di distinguere gli elementi e a dar loro un nome. Non riuscivo mai ad arrivare fino alla fine, erano troppi e sembravano mischiati in un'unica miscela. Ma così la giornata passava, e io con lei. I giorni sbagliati erano quelli in cui mi sentivo fatta di carne e di ossa. In cui mi sentivo reale. Perché inevitabilmente dovevo guardarmi allo specchio, riconoscermi e riconoscere, accanto a me, le ombre.


Quando questo volumetto azzurro carta da zucchero, con le sue pagine ruvidissime e la trama indefinita, è giunto tra le mie mani, non mi aspettavo molto da lui. Era piccolo, sembrava delicato e fragile, nulla che potesse stravolgere la mia vita di lettrice ormai collaudata e lievemente critica.
Ma c'era quel bosco, quella spaventosa profondità dello specchio in copertina, che voleva dirmi qualcosa. Voleva attrarmi e risucchiarmi in quella metà del mondo che è l'universo letterario, quello in cui noi lettori ci rifugiamo e viaggiamo tutte le volte che decidiamo di percorrere i binari di una storia nuova.
Non è facile per me parlare di un libro, quando questo tocca corde così intime, quando riesce a parlarmi, urlarmi attraverso la carta con la sua voce limpida e squillante. E questa difficoltà si acuisce nel momento i cui il libro in questione mi sorprende e mi lascia senza parole. Nulla di quello che è contenuto in questo romanzo è banale o scontato. Nulla è previsto o prevedibile.

Maria è la protagonista della storia che Marta Morotti racconta nel suo romanzo d'esordio. Una storia di dolore e affronto del dolore, una storia di fuga e ritorno alla realtà. Quella vita reale che ci aggancia come un frigorifero con le sue calamite. Non possiamo così facilmente sfuggirgli, perchè ci richiama a sè. E' l'habitat naturale delle pulsioni e dei sentimenti umani. Delle relazioni, che non possono avere luogo nella fantasia perchè troppo attaccate alla carne, troppo concrete.
Maria vive lontana dal mondo dei suoi coetanei, non si sente capita, e ha deciso di non voler essere capita. Maria ha paura. Paura della vita normale, del vorticoso mondo esterno e dei suoi coetanei impegnati nella quotidianità. Andrà a lavorare in fabbrica dopo il diploma, proprio come il suo amato padre, e non seguirà il suo sogno: studiare Psicologia. Deve aiutare le precarie finanze di famiglia. Deve stare vicina a sua madre, ma soprattutto a suo fratello Omar. Un fratello che ha segnato un prima e un dopo nella storia della sua famiglia, e nella sua vita. Tutte le nostre vite si articolano attraverso vari 'prima e dopo', ed è giusto che sia così. Il problema nasce quando uno di questi tanti 'prima e dopo' si ingigantisce andando a bloccare il corso di una vita, andando a stravolgere il destino di colui che lo vive.

Questo romanzo è un meraviglioso piccolo forziere. Cela dei segreti silenziosi, che sorprendono senza fare troppo rumore. Come dei fuochi d'artificio muti, grigi e freddi che però riescono comunque ad illuminare il cielo.
Si divide in due parti. Una prima nella quale leggiamo il punto di vista di Maria, e una seconda in cui possiamo ascoltare la voce di sua madre, un personaggio altrettanto intenso e vivido.
Tutti i personaggi, in questo romanzo, compresi quelli secondari, hanno una loro consistenza, una loro presenza e importanza nella storia. E l'autrice è riuscita con poche righe a far accostare il lettore ad ognuno di loro.
Per quanto mi riguarda, in alcuni momenti mi sono sentita così pericolosamente vicina a Maria, con il suo grido di fuga, con il suo pianto di disperazione, con la semplice voglia di vivere altre vite, tutte, ma non la sua.
La prosa della Morotti, semplice e allo stesso tempo drammatica, traccia con un tocco delicato (come se fosse un disegno a carboncino) una storia straziante e sorprendente, condita di dolore e della rigida fatica del vivere.
Il personaggio di Maria è tratteggiato con maestria, e si scolpisce indelebile nella mente del lettore. Così come tutti i suoi pensieri e le sue peripezie. Tutte così normali (di quella spiazzante normalità tipica dell'adolescenza) e vicinissime al cuore di ognuno di noi.
Ed è così che la sua metà del mondo, diventa anche la nostra. E, come lei, chi di noi non ha paura di lasciare le nostre certezze, la nostra rassicurante metà del mondo e di catapultarsi nell'altra? La metà del mondo reale.

In verità esistono così tante metà del mondo, tutti i luoghi e le vite e i momenti che noi vorremmo abitare. Spazi ariosi e immaginari dove liberare la nostra personalità, la nostra poesia di esseri umani, senza alcun condizionamento esterno. Un modo per arrivare in questi posti è il sogno (ad occhi chiusi o aperti) e la follia.
I folli, dopotutto, sono gli uomini più liberi che esistano. Ma per vivere la realtà un sogno non basta. Forse per sopravvivere, ma non per vivere.



Anche a me sarebbe piaciuto fare così. Attaccare un cartello sulla mia vita a Torino e scriverci Chiuso per necessità. Sparire. Andare lontano e portare con me solo i pensieri positivi e i ricordi del tempo che non c'era più. Mi sarebbe piaciuto essere la padrona di me stessa.



Voto:

Capolavoro 



Consiglio musicale:




Hashtag: ____________#rompereilgusciodeldolore____________



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A breve su questo blog anche una breve intervista all'autrice :)
Fatemi sapere cosa ne pensate nei commenti!


Buona vita e buona lettura.


2 commenti:

  1. vorrei leggerlo! sembra una bellissima storia :)

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    1. Stefi :) Ti consiglio vivamente di prenderlo. Non te ne pentirai, Fidati :*

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