mercoledì 30 settembre 2015

Ti racconterò di quando sognavo per riuscire a vivere - Recensione di 'Hugo e Rose' di Bridget Foley


Buongiorno lettori e bentornati su Sfogliando la vita.
Stanno per ricominciare i corsi universitari, e in questi ultimi giorni di libertà sto cercando di portarmi avanti sia con le letture che con le recensioni.
Oggi, come promesso vi parlo di un libro molto particolare: Hugo e Rose di Bridget Foley, romanzo che mi è stato gentilmente inviato dalla casa editrice e/o per leggerlo e recensirlo.
Prima di leggere la recensione, se volete, qui trovate alcuni frammenti del romanzo. La trama la trovate qui.


#36



Lei lo sapeva che di solito i sogni scivolano ai margini della coscienza, come la sabbia che ti si muove sotto i piedi mentre l'onda torna verso il mare. Ma l'isola sulla quale si era ritrovata sembrava reale come l'argilla sotto gli scarponi.
E così ora piangeva. Portò quel lutto per un'intera giornata. Tremava e singhiozzava mentre i dottori la sottoponevano a tutta una batteria di esami, le prelevavano il sangue e le facevano radiografie. (...)
Rose strizzava gli occhi, e si aggrappava al petto della madre aspettando che Hugo svanisse dalla sua mente. Aspettando che lui e l'isola meravigliosa sbiadissero come ogni altro sogno.


Granelli di sabbia rosa e scintillanti, conchiglie commestibili al gusto di caramella, enormi mostri da sconfiggere e una città da espugnare. Vi sembrerà di trovarvi in una storia Fantasy al 100%, uno di quei meravigliosi mondi creati dalla fervida immaginazione di un qualche autore o di un qualche regista.
Ma no.
Il romanzo di cui sto per parlarvi non ha molto a che vedere con il genere fantastico. O meglio, si potrebbe anche dire che in minima parte ne contenga alcuni elementi, e si potrebbe affermare che l'autrice si serva dell'aspetto magico per parlarci della realtà e del suo valore.

Infatti, affrontando questa lettura, ciò che rimane dentro non è l'aspetto onirico, elemento ad ogni modo centrale nella storia. ma più che altro lo sconcertante realismo della vita quotidiana. 
Che ci sarà di unico e speciale nella vita di tutti i giorni, vi starete chiedendo?
La prosa intima, cruda e nuova della Foley è la risposta. 
L'autrice descrive le ansie, le paure di una donna con un spaventosa precisione, una meticolosa attenzione agli stati d'animo che turbano l'animo femminile. Costruisce, inoltre, una storia che parla di sogni ma attinge alla realtà.
Rose, la nostra protagonista, è una donna complessa, infelice, ritirata in un mondo astratto e soltanto suo, dove nessuno può vedere i suoi difetti di moglie e di madre. Un mondo dove lei può ancora sentirsi bella, attraente, forte e piena di possibilità. Il mondo nel quale, fin da bambina, incontra Hugo. L'uomo nei suoi sogni. L'uomo dei suoi sogni.

Li vedete in copertina? Hugo e Rose stanno scappando. Corpi indefiniti avvolti da una nuvola di tinte pastello. La tematica della fuga dalla realtà è evocata fin da subito, ed è il perno attorno al quale si costruisce questa vicenda.
Rose non riesce a godersi nulla della vita che si è costruita, dei suoi figli, della sua famiglia, della sua casa. Lei non vede l'ora di dormire, solo per poter sognare. L'alone del sogno riesce ad offuscare anche ciò che di bello c'è in quelle giornate, in quegli abbracci, in quelle cene. In quelle cose vere.
Ed è a questo punto che il sogno diventa più triste della stessa realtà, perchè non è che una fantasia. Non è che un caldo rifugio, il solo posto in cui Rose sente di poter essere di nuovo e realmente felice.
Sognare come dipendenza. Come sostanza stupefacente, senza la quale non si riesce più a vedere la bellezza nella realtà. Il sogno come una droga.
Immaginate due fotografie di una stessa donna: una in bianco e nero, con il volto serio e la pelle rovinata dalle imperfezioni (la realtà) e una a colori, con le labbra che formano un sorriso radioso e i capelli luminosi che si muovono al vento (il sogno). Così è l'esistenza di Rose. Divisa. Spezzata.

Per tutta la sua vita Rose ha cercato nelle braccia di un sonno animato la consolazione di cui aveva bisogno, senza provare nemmeno per un attimo a pensare alle braccia in carne ed ossa che potevano accoglierla nella realtà. Ha trovato ne "l'isola" un luogo dove poter sorridere mentre nel mondo piangeva, e dove poter correre mentre nel mondo non riusciva nemmeno ad alzarsi dal letto.
Ma cosa succede quando Hugo si presenta dinanzi ai suoi occhi, nel mondo reale, in un fast food? 
Può essere vero che in tutti quegli anni loro due abbiano condiviso lo stesso sogno e siano cresciuti assieme?
Cosa cambia nel momento in cui Hugo e Rose si incontrano? 
Riescono finalmente, forse, a percepire la realtà. La vita reale invade il loro sogno, lo contamina, trasformandolo in qualcosa di incontrollato e non più così perfetto. Pezzi del quotidiano si mescolano alle consuete scene oniriche. I loro difetti emergono e non possono più essere nascosti o dimenticati. Sono due persone vere, e come tali sono imperfette.

Il romanzo della Foley è a tratti realistico, a tratti simbolico. Mi sono ritrovata spesso ad interpretare alcuni passaggi come delle metafore. Ad esempio, la Rose bambina che si sveglia e piange perchè non può più sognare, e porta il lutto per il suo sogno, rappresenta per me il lutto che noi tutti portiamo per le nostre illusioni perdute e i nostri sogni infranti.
Oppure, quella Città Castello tanto agognata, quella muraglia che da anni Hugo e Rose cercano di raggiungere e superare, per me non è altro che il desiderio inconscio dei protagonisti di recuperare la gioia di vivere. Senza sogni. Senza isola.
Perchè quella che vince, infine, è la coppia reale, le incombenze giornaliere, l'amore e il sesso reale che in un primo momento (probabilmente proprio per il netto confronto con il sogno) risultano forse attimi tristi, ma che sono profondamente vivi.

Fin dal principio una sottilissima inquietudine pervade questa storia, facendo sentire il lettore esattamente come Rose: spaesato, incredulo, spaventato. Pensi: si, questo è un sogno bellissimo. Ma lei sta solo dormendo. Sta fuggendo. Questa felicità, questa dolcezza che sta provando, quest'adrenalina non sono reali. Non hanno nulla a che fare con la felicità e la dolcezza che puoi trovare in un vero abbraccio, in un vero sorriso, in una vera soddisfazione.
E' pura malinconia quella che si prova leggendo. Una malinconia bipolare: a tratti intinta nel rosa di una serenità fittizia, a tratti intinta nel grigio fumoso di un'esistenza senza più passione.
Questa storia ha un retrogusto amaro, acido. Sa di lenzuola stropicciate e di umidità. Perchè Rose viene messa completamente a nudo, nella sue qualità, ma sopratutto nei suoi limiti e nelle sue nefandezze.

Un romanzo, questo, che scava profondo, nel quale l'introspezione psicologica diventa un modo per rivelare la cecità da cui tutti noi siamo afflitti. 
Chi di noi non ha provato almeno una volta ad estraniarsi dal mondo e dalla sua vita perchè la sentiva troppo dura, la percepiva troppo pesante per le proprie spalle?
E chi di noi non è stato cieco di fronte ad una bellezza che ci è data da vivere?
Ecco perchè questo libro fa riflettere.
Fa riflettere su quanto sia importante riuscire a vedere bella la nostra vita senza bisogno di filtri, su quanto sia meglio la realtà fatta di stenti, di paure e di indecisioni, piuttosto che una fantasia perfetta ma falsa.
Quel senso di speranza e di futuro e di possibilità che ti regala il sogno è importante trovarlo nella vita reale. Il senso di poter fare tutto. Volare. Mangiare conchiglie. 
Essere importante per qualcuno. Essere importante. Essere.

Viveva la sua vita, ma le sembrava di guardarla da fuori, colori sbiaditi, sapori stantii. Il sonno era la sua fuga. Il sonno e Hugo.L'isola era vivida come sempre. Anche di più, visto il paragone con le tinte scialbe di quella che era diventata la sua realtà.Lasciava i ragazzi all'asilo e correva a casa a dormire nel letto matrimoniale (...)

Voto: 

Molto bello e interessante

Consiglio musicale:




_____________



Avete letto questo romanzo? Vi è piaciuto?
Vi ho incuriosito con la mia recensione?


Buona vita e buona lettura.







8 commenti:

  1. Di questo libro sto sentendo parlare molto, penso proprio che non me lo farò sfuggire *_*

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Prendilo al più presto! Non te ne pentirai. :*

      Elimina
  2. Ti dico che mi è venuta una gran tristezza... un senso di disagio per questo scontro tra realtà e fantasia, la fantasia che sì dovrebbe abbracciarci come una copertina, garantirci sogni tranquilli ma ecco solo questo, farci riposare per vivevere poi appieno ogni giorno! Sembra un romanzo molto particolare e molto profondo, come ti dicevo l'ho scoperto solo qualche giorno fa proprio qui ma direi che è stato una bella scoperta ^^ Grazie per la recensione, Federica, lo inserisco tra i libri da leggere!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E' la stessa tristezza che a tratti mi ha regalato questo romanzo. In effetti non è per niente una lettura leggera o una storia romantica come può sembrare dalla trama o dalla copertina.
      Ora sono davvero curiosa di conoscere il tuo parere. :*
      Grazie a te di essere passata!

      Elimina
  3. bellissima recensione, un libro che sicuramente consiglierò e regalerò...probabilmente pubblicherò la recensione lunedì! a presto :*

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie mille cara :)
      Anche io lo consiglierò a chi potrà capirlo e apprezzarlo!

      Elimina

Ciao, lascia pure un segno del tuo passaggio... mi farai felice :)