domenica 17 gennaio 2016

Attimi trascorsi, i migliori - Le letture migliori del 2015























Insomma, disse fra sé, c'è un abisso fra il giovane che vedo qui e il guerriero di domani. E' risaputo che l'essere umano è complesso, molteplice, diviso, misterioso, ma ci vogliono le guerre e i grandi rivolgimenti per constatarlo. E' lo spettacolo più appassionante e più terribile, pensò ancora; il più terribile perchè è il più vero: non ci si può illudere di conoscere il mare senza averlo visto nella tempesta come nella bonaccia. Solo chi ha osservato gli uomini e le donne in un periodo come questo può dire di conoscerli - e di conoscere se stesso.
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Buongiorno lettori e buona domenica.
Oggi sono qui per cercare di mettere nero su bianco il mio percorso letterario del 2015, o quantomeno le vie felici di questo percorso. Vorrei, infatti, condividere con voi le mie migliori letture dell'anno appena trascorso, per tentare di fare un bilancio, una ricapitolazione, ma anche per emozionarmi di fronte alla bellezza che la letteratura riesce ad aggiungere alla nostra vita.
Ho stilato una piccola classifica di dieci titoli. Curiosi?



10. Le due metà del mondo di Marta Morotti


Quando questo volumetto azzurro carta da zucchero, con le sue pagine ruvidissime e la trama indefinita, è giunto tra le mie mani, non mi aspettavo molto da lui. Era piccolo, sembrava delicato e fragile, nulla che potesse stravolgere la mia vita di lettrice ormai collaudata e lievemente critica.
Ma c'era quel bosco, quella spaventosa profondità dello specchio in copertina, che voleva dirmi qualcosa. Voleva attrarmi e risucchiarmi in quella metà del mondo che è l'universo letterario, quello in cui noi lettori ci rifugiamo e viaggiamo tutte le volte che decidiamo di percorrere i binari di una storia nuova.
Non è facile per me parlare di un libro, quando questo tocca corde così intime, quando riesce a parlarmi, urlarmi attraverso la carta con la sua voce limpida e squillante. E questa difficoltà si acuisce nel momento i cui il libro in questione mi sorprende e mi lascia senza parole. Nulla di quello che è contenuto in questo romanzo è banale o scontato. Nulla è previsto o prevedibile.





9. Hugo e Rose di Bridget Foley


Granelli di sabbia rosa e scintillanti, conchiglie commestibili al gusto di caramella, enormi mostri da sconfiggere e una città da espugnare. Vi sembrerà di trovarvi in una storia Fantasy al 100%, uno di quei meravigliosi mondi creati dalla fervida immaginazione di un qualche autore o di un qualche regista.
Ma no.
Il romanzo di cui sto per parlarvi non ha molto a che vedere con il genere fantastico. O meglio, si potrebbe anche dire che in minima parte ne contenga alcuni elementi, e si potrebbe affermare che l'autrice si serva dell'aspetto magico per parlarci della realtà e del suo valore.
Infatti, affrontando questa lettura, ciò che rimane dentro non è l'aspetto onirico, elemento ad ogni modo centrale nella storia. ma più che altro lo sconcertante realismo della vita quotidiana. 
Che ci sarà di unico e speciale nella vita di tutti i giorni, vi starete chiedendo?
La prosa intima, cruda e nuova della Foley è la risposta. 
L'autrice descrive le ansie, le paure di una donna con un spaventosa precisione, una meticolosa attenzione agli stati d'animo che turbano l'animo femminile. Costruisce, inoltre, una storia che parla di sogni ma attinge alla realtà.
Rose, la nostra protagonista, è una donna complessa, infelice, ritirata in un mondo astratto e soltanto suo, dove nessuno può vedere i suoi difetti di moglie e di madre. Un mondo dove lei può ancora sentirsi bella, attraente, forte e piena di possibilità. Il mondo nel quale, fin da bambina, incontra Hugo. L'uomo nei suoi sogni. L'uomo dei suoi sogni.






8. Eleanor & Park di Rainbow Rowell


Era da troppo tempo che non provavo quella specifica sensazione, in un punto imprecisato tra lo stomaco e il cuore, quella sensazione che almeno una volta nella vita un lettore prova.
Era da troppo tempo che non desideravo che, il libro che stavo leggendo, non finisse mai, che procedesse e viaggiasse per sempre nelle vite dei personaggi.
Perchè questo libro è vivo, come sono vivi Eleanor & Park. Li percepisci così veri e delineati, così autentici e vicini che, se ascolti bene, puoi sentirne il lieve respiro tra le pagine.
E così, mentre leggevo, volevo fermarmi. Tornare indietro. Rileggere, sfogliare. Piangere di nuovo e ridere di nuovo. Vivere tutta la storia per un numero di volte infinito.
La storia che, con una prosa somigliante a dei binari magici che sanno potarti esattamente dove vogliono, Rainbow Rowell ci regala è quella di due ragazzi, nel pieno della loro adolescenza, due anime confuse che si uniscono senza parole. Le loro vite si intrecciano come le cuffiette quando le tieni troppo a lungo in tasca e poi non riesci più a sbrogliarle. Non capirai mai come abbiano fatto ad annodarsi così strette.
Tutto ha inizio nel 1986, in un pulmino che tutte le mattine porta Park, un ragazzo di origini asiatiche, a scuola. Eleanor è la nuova arrivata. Capelli che più rossi non si può, abbigliamento mascolino e ricco di dettagli coloratissimi come foulard e spille. Un viso disseminato di lentiggini che richiamano immediatamente gli occhi di Park.
Il loro primo aggancio sono i fumetti, che Eleanor sbirciando con la coda dell'occhio riesce a leggere seduta accanto a Park. Senza bisogno di parole i loro due cuori si acciuffano,e si riconoscono.
Le loro timidezze e le loro solitudini sembrano combaciare, anche se non sanno nulla l'uno dell'altra.
Park non può conoscere la durissima situazione familiare di Eleanor, e dal suo sguardo indecifrabile non potrebbe mai captare i suoi dolori. Ma avverte l'energia che il suo corpo emana quando si trova vicino al suo. Avverte la certezza, quasi assoluta, di doverle parlare, doverla conoscere, di dover entrare nella sua vita.






7. Prometto di sbagliare di Pedro Chagas Freitas


Ho il rumore del mare nella testa. Da giorni. E le onde che sbattono insistenti sulla riva sono le parole prepotenti e penetranti di Pedro Chagas Freitas. Le ore passano ma non il suono di queste parole. La loro ancestrale potenza. Il loro profondissimo spirito.
Vorrei cominciare col dire che io credo nell'amore. In quello vero, fatto di carne, cuore e ossa. In quello che ti cambia la vita, in quello che ti riempie e poi ti svuota, in quello che ti trascina e ti protegge. 
"Prometto di sbagliare" parla d'amore. E lo fa senza seguire una linea retta, ma facendosi portare via da strade tortuose e ondeggianti; incredibili e strane vie che conducono tutte all'amore, nel senso più naturale del termine. Si, un amore naturale, selvaggio, sporco, inspiegabile. Uno di quegli amori che permette la felicità, ed è capace di causare la più devastante delle infelicità.
C'era chi si aspettava una trama da questo libro. Ma rispondetemi: l'amore vero ha mai una trama?
Permettetemi, dunque, due premesse: questo libro parla d'amore e non ha una trama. Cosa può esserci di più vivo, di più coinvolgente, di più emozionante?
Immaginate che questo volume sia una tazza fumante di cioccolata: va bevuto a piccoli sorsi. Va sorseggiato lentamente. E' un tuffo troppo profondo da fare in una sola volta. Troppo denso, spiazzante. A momenti può mancarti il fiato, poi sorridi e ti riscaldi, ma poi arriva un altro colpo gelido, ed ecco che ritorna il sorriso. E' come morire per un secondo e poi resuscitare.
Una lettura incostante, incoerente ma proprio per questo indispensabile.
E' la prima volta che mi capita una cosa del genere: lo sto ancora leggendo e già voglio ricominciare dalla prima parola. Lo voglio rileggere, lo voglio sfogliare fino a sgualcirne le pagine, lo voglio sottolineare fino a scavare nella carta. Sento il bisogno fisico di vivere questo libro.
Qui dentro ci sono pezzi d'anima e di vita, favole, puzzle, parole drammatiche e divertenti, storie imperfette, normali, dolorose. C'è l'amore dal sesso alla tenerezza, dal passionale al romantico, dalla fatica al lasciarsi andare.
Un libro lunatico e verissimo che porta alla luce l'inevitabilità dell'amore, provocando nel lettore un senso di certezza e di vuoto contemporanei.
Preparatevi, insomma, alla sincerità e non aspettatevi mezze misure.







6. La bella estate di Cesare Pavese


Vi lascio l'incipit di questo capolavoro. Parla da solo:

A quei tempi era sempre festa. Bastava uscire di casa e traversare la strada, per diventare come matte, e tutto era così bello, specialmente di notte, che tornando stanche morte speravamo ancora che qualcosa succedesse, che scoppiasse un incendio, che in casa nascesse un bambino, o magari venisse giorno all'improvviso e tutta la gente uscisse in strada e si potesse continuare a camminare camminare fino ai prati e fin dietro le colline (...)





5. Il posto dei miracoli di Grace McCleen



Non sarebbe meraviglioso vivere così?  Sapendo, o anche solo sperando, che dietro l'angolo ci sia sempre una possibilità? 
Judith, la bimba di soli dieci anni protagonista di questa storia, vive in un mondo meraviglioso, almeno quando è nella sua camera. Ha raccolto gli scarti del mondo, pezzi di realtà che non servono più a nessuno, rifiuti di ogni sorta che passando dalle sue mani e con un briciolo di fantasia riescono a diventare case, persone, fabbriche, strade e muretti. Il suo hobby è proprio questo: dare una nuova vita ad oggetti inutili che altrimenti nessuno avrebbe mai considerato (che si senta anche lei come uno di quei rifiuti solitari al bordo dei marciapiedi?).
Ed è così che Judith si è ricavata il suo posticino nel mondo, una miniatura della città in cui vive, dei posti in cui passeggia,  da poter sempre tenere sotto controllo. A dieci anni, dopotutto, il  mondo è un po' come lo vuoi tu. Ti sembra piccolo e intimo, quasi la tua casa. E Judith vorrebbe gestire con piccoli tocchi tutto ciò che la circonda. Sarebbe un sogno, o un miracolo.

La mano che in copertina tiene i fili di stelle e lune di carta è proprio la sua,  una manina che cerca di rattoppare i buchi di una realtà a cui sembra mancare qualcosa.







4. Il contrario della solitudine di Marina Keegan


Quella ragazza col cappottino giallo e la gonna a fiori, vestita d'allegria, è Marina Keegan. Aveva solo 22 anni quando è morta in un incidente automobilistico. Questo era il suo destino.
Come era suo destino lasciare soltanto poche righe della sua prosa. Righe che potranno (e con me lo hanno fatto) regalare tanto a tanti.
La cantrice della giovinezza, bisognerebbe chiamarla. Di tutte le insicurezze, degli amori friabili e complessi ma indimenticabili, delle paure, quelle che ti fanno dormire tre ore per notte, se sei fortunato. Delle gioie e delle illusioni che la giovinezza comporta.
Queste pagine sono abitate da emozione purissima, che scaturisce dalla semplicità e dalla forza di una scrittura chiara e sensibile, eppure decisa. Fremente, concitata, tempestosa, proprio come l'anima di un ventenne.
Marina non ha timore di parlarci della profondità dei sentimenti che ti fanno venir voglia di piangere, ma non ci priva nemmeno di quella sfavillante frivolezza che ti fa venire voglia di correre e ballare e gridare.
Ci racconta dei dubbi e della sensazione meravigliosa di comprendere che quei dubbi fanno parte del cuore di tanti. Il contrario della solitudine, ecco. Il sentire che non si è soli. Non siamo i soli a sentirci smarriti, confusi, sorpresi da un'esistenza troppo grande, immensa e spaventosa.
E' questo senso di appartenenza, di condivisione delle stesse esperienze. Il pensare siamo tutti così, o almeno tanti sono come me, un pensiero che riesce a riportare la speranza in degli occhi spenti.
Come i miei ad esempio, che per un po' sono stati spenti.
E come si può, dunque, anche solo insinuare che la letteratura non sia vita? Che non sia conforto, emozione, vitalità?
Questo libro ha bussato alla mia porta quando ne avevo bisogno. Mi ha fatto sorridere e mi ha regalato ottimismo, e voglia di farcela, di lottare per i miei obbiettivi.

Esatto, le parole di una ragazza che non ha potuto vivere tutti i momenti che le spettavano, insegnano a me, ragazza viva, a vivere. Anche questo fa, la letteratura.







3. Via col vento di Margaret Mitchell


Molto più che un semplice romanzo. L'autrice mette su carta la vita, l'amore, la guerra. Non fatevi ingannare: non si tratta affatto di una banale e convenzionale storia d'amore. Tra le pagine di questa meraviglia senza tempo troverete un affresco deciso e mai noioso della Guerra di Secessione Americana, troverete pagine d'umanità e sentimento, troverete il dolore e la gioia, troverete molto di voi stessi.







2. Revolutionary Road di Richard Yates



Sapevo che non sarebbe stata una lettura innocua, una di quelle che impieghi meno di una settimana a dimenticare. Sapevo che questo sarebbe stato un romanzo cambia-vita o cambia-pensiero. O comunque un romanzo apri-gli-occhi o rifletti-a-lungo. Oppure almeno un romanzo sono-consapevole-di-aver-letto-qualcosa-di-speciale.
Così è stato. Per quale motivo? Perchè la storia di April e Frank è straziante e sfacciata, non è mitigata da nulla. E' estrema. Ed è esattamente così anche la prosa di Yates.
Definirei il suo stile (più che realista e basta, come viene spesso denominato) come un REALISMO LIRICO o POETICO, una prosa cioè coerente alla realtà e crudele nella sua sfrontatezza, ma impreziosita da perle e diamanti di lirismo e profondità psicologica. Una scrittura fitta e intensissima, che regala al lettore la possibilità di seguire un percorso lineare ma riesce allo stesso tempo a ferire e pugnalare senza troppi giri di parole. Non mancano punte di ironia e cinismo che completano il quadro di una prosa magnifica e altamente letteraria.
Ti accorgi, mentre leggi, di avere davanti a te un capolavoro, una di quelle opere che non potranno cadere nell'oblio. Credo che infatti, oltre alla trama profondamente drammatica, dunque coinvolgente, l'aspetto che rimane più impresso di Revolutionary Road è proprio il modo in cui questa storia ci viene raccontata e la sua potentissima valenza letteraria.
Continua a leggere la mia recensione qui




Rullo di tamburi - Rullo di tamburi - Rullo di tamburi - Rullo di tamburi - Rullo di tamburi 




1. Suite francese di Irene Nemirovsky



Irène Némirovsky, il 13 luglio 1942, viene arrestata dai gendarmi francesi e qualche giorno dopo viene internata nel campo di concentramento di Pithiviers, nel Loiret. Viene poi trasportata ad Auschwitz e registrata nel campo di sterminio di Birkenau, ma viene quasi immediatamente eliminata nelle camere a gas a causa della sua malattia.
E' sua la penna che ha portato alla vita le pagine memorabili di Suite francese, o meglio dei primi due movimenti (Tempesta di giugno e Dolce) di quella che doveva essere un'opera composta da cinque parti.
Proprio quei tre libri, che noi mai potremo leggere, suscitano in me una rabbia incalcolabile. L'arte straziata dall'orrore della guerra, e dalla follia umana.
Eppure è bellissimo poter godere anche solo di queste quattrocento pagine, scrigno di una prosa piena e profonda, che lascia le sue tracce, una prosa che è stata addirittura accostata a quella di Tolstoj e di Dostoevskij. E in effetti, nell'addentrarsi in questa Storia, si ha proprio la sensazione di stare leggendo un grande classico.
L'immortale Irène vive attraverso le sue parole, le sue potenti e indimenticabili descrizioni fatte di colori, ombre, sensazioni precise. Fatte di strappi di luce improvvisa. Sto parlando di un torrente impetuoso di scene che immagino in bianco e nero, attraversate però da macchie di colore intenso.
Ora, per capire di cosa io stia parlando, vi porterò un esempio. Perchè della Némirovsky non si dovrebbe parlare, ma bisognerebbe leggerla.
In questo stralcio ci troviamo in un orfanotrofio e il parroco (uno dei protagonisti di Tempesta di giugno) sta cercando di far pregare i bambini, delle creature descritte in maniera misteriosa e particolare dall'autrice,  e che avranno un destino, nella vicenda, davvero particolare.

Questa scena è solo un minuscolo esempio dell'alternarsi perfetto di luci ed ombre in questo romanzo. E della presenza, improvvisa e purificante, di attimi di bellezza infinita. Come a dire: la bellezza non verrà mai cancellata dalla guerra e dal male. Vivrà.




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Eccoci giunti alla fine di questa Top Ten. Cosa ne pensate? Avete letto qualcuno di questi titoli? Siete d'accordo con il mio parere a riguardo?
Fatemi sapere quali sono i vostri migliori libri del 2015.

Buona vita e buone letture.







7 commenti:

  1. Grazie per questi interessanti spunti di lettura :)
    Suite francese è nella mia wishlist da moltissimo tempo: forse quest'anno riuscirò a leggerlo!

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    1. Grazie a te per essere passata! Suite è davvero un gioiello! Leggilo e non te ne pentirai, fidati!

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  2. "Revolutionary road" e "Suite francese" sono veramente libri meravigliosi. Scritti meravigliosamente e in grado di colpire in profondità. Sono sempre felice di vederli tra i preferiti di altri lettori.

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    1. Le prose di entrambi questi autori mi hanno stregata, e le storie colpita intensamente. Belli, belli, belli.

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  3. Richard Yates dovrei approfondirlo

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  4. Che meraviglia Fede!!!
    Concordo su tutto <3
    P.s.Un abbraccio enorme!

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